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Regione Umbria, iter autorizzatori

Autorizzazione unica: documentazione

La documentazione per la richiesta di Autorizzazione unica in Umbria

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Documentazione tecnica
Documentazione societaria ed economica
Documentazione comunale
Ricevute di versamento e impegni finanziari
 

In questa pagina abbiamo raggruppato tutti i più importanti obblighi documentali che il proponente (o, in alcuni casi, l'Amministrazione procedente) è tenuto ad acquisire e allegare alla domanda di Autorizzazione unica.

La principale fonte normativa per quanto riguarda gli obblighi documentali è costituita dalle linee guida nazionali (Dm 10 settembre 2010) e - in misura inferiore - dalle eventuali indicazioni regionali.


Documentazione tecnica

"Contenuti tecnici minimi" e richieste regionali

Le Linee guida nazionali indicano i "contenuti tecnici minimi della domanda", cioè quelli indispensabili, a prescindere dalle indicazioni regionali. La Regione Umbria, nel recepire le Linee guida nazionali indica contenuti minimi della domanda che ricalcano sostanzialmente le norme nazionali, con qualche aggiunta.
Quanto segue deriva dalla lettura integrata delle disposizioni nazionali (Dm 10 settembre 2010) e di quelle regionali (regolamento 29 luglio 2011, n. 7).

Progetto definitivo

Alla domanda di Autorizzazione unica va allegato il progetto definitivo dell'impianto.
Le linee guida nazionali e le norme regionali che si applicano in Umbria prevedono che il progetto definitivo dell'iniziativa sia comprensivo delle opere per la connessione alla rete, delle altre infrastrutture indispensabili previste e del ripristino dello stato dei luoghi a fine vita dell'impianto.
Per gli impianti idroelettrici il ripristino è sostituito dalla indicazione di misure di reinserimento e recupero ambientale.

La relazione tecnica

Il progetto è accompagnato dalla relazione tecnica, che deve comprendere:

• i dati generali del proponente compresa copia del certificato camerale (se si tratta di impresa);

• la descrizione dell'area di intervento (contesto di inserimento e caratteristiche morfologiche del sito, destinazione d'uso, ecc.);

• la descrizione dell'intervento (descrizione dell'intervento, delle fasi, dei tempi e delle modalità di esecuzione dei complessi lavori previsti);

• la descrizione delle caratteristiche della fonte utilizzata, con l'analisi della producibilità attesa, ovvero delle modalità di approvvigionamento;

Nota bene: Per quanto riguarda gli impianti a biomassa, occorre indicare anche la provenienza della risorsa utilizzata. Ai sensi del regolamento regionale 7/2011 come modificato dalla Dgr 40/2012 il titolare dell'impianto deve provvedere a compilare e conservare un registro dei quantitativi di biomassa in ingresso all'impianto stesso, con indicazione della tipologia di biomassa e dei luoghi di provenienza.

Nota bene: per gli impianti eolici vanno descritte le caratteristiche anemometriche del sito, le modalità e la durata dei rilievi su cui si basano i dati riportati (la durata non può essere inferiore ad un anno), e le risultanze sulle ore equivalenti annue di funzionamento.

Ai sensi delle Linee guida regionali, ai fini della descrizione delle caratteristiche anemometriche, le istanze per l'installazione di impianti eolici di potenza superiore ad 1 MW possono essere presentate anche sulla base di studi e di indagini eseguiti da enti pubblici, limitatamente alle aree individuate dal Piano energetico regionale o dall'Atlante eolico nazionale.
Prima della conclusione del procedimento unico, il soggetto interessato è comunque tenuto a presentare la documentazione attestante le caratteristiche anemometriche del sito, le modalità, la durata dei rilievi effettuati che non può essere inferiore ad un anno e le risultanze ottenute circa le previste ore equivalenti annue di funzionamento dell'impianto.

• la descrizione dell'impatto ambientale dell'impianto in progetto (atmosfera, acque, suolo, sottosuolo, rifiuti, vegetazione, flora, fauna, rumore e vibrazioni, salute pubblica, paesaggio, viabilità);

• la descrizione della gestione delle terre e rocce da scavo prodotte nel corso dei lavori;

• la descrizione sommaria delle eventuali opere connesse (collegamento alla rete elettrica, cabine, ecc.);

• la descrizione degli aspetti energetici (motivazioni sulla scelta della tipologia di impianto rispetto ad altre prese in considerazione; le motivazioni di orgine energetico sul dimensionamento dell'impianto; il bilancio energetico tra produzione energetica dell'impianto ed eventuali consumi dell'utenza; le modalità di ripartizione dell'energia prodotta - percentuale venduta, percentuale scambiata con la rete);

• piano di dismissione degli impianti e di ripristino dello stato dei luoghi ovvero, nel caso di impianti idroelettrici, delle misure di reinserimento e recupero ambientale proposte;

• una stima dei costi di dismissione dell'impianto e di ripristino dello stato dei luoghi;

Nota bene: nel caso di impianti idroelettrici andranno invece descritte le misure di reinserimento e recupero ambientale proposte.

• un'analisi delle possibili ricadute sociali, occupazionali ed economiche dell'intervento a livello locale per gli impianti di potenza superiore ad 1 MW;

• un'elenco delle autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati, già acquisiti o da acquisire ai fini della realizzazione e dell'esercizio dell'opera o intervento.

Comunicazione alla Soprintendenza

Se l'impianto non ricade in zona sottoposta a tutela ai sensi del Dlgs 42/2004, il proponente deve effettuare una comunicazione alla competente Soprintendenza per verificare la sussistenza di procedimenti di tutela ovvero di procedure di accertamento della sussistenza di beni archeologici in itinere.


Ulteriore documentazione tecnica (prescrizioni regionali)

Le Linee guida regionali (regolamento 29 luglio 2011, n. 7) prescrivono, per alcune tipologie impiantistiche, ulteriore documentazione tecnica.

• Fotovoltaico > 20 kW

Nelle relazioni tecniche di accompagnamento del progetto, per consentire valutazioni ambientali e paesaggistiche ed evidenziare l'esistenza di possibili impatti cumulativi di più impianti tra loro confinanti, dovranno essere compresi anche i seguenti elementi:

• l'individuazione planimetrica – su cartografia e su ortofotodigitale in scale adeguate – del sito dell'impianto e del "contesto paesaggistico di riferimento progettuale" (Crp) inteso come la porzione di territorio in cui i caratteri paesaggistici, naturalistici e antropici entrano in chiara e nitida relazione visiva con la trasformazione introdotta dalla realizzazione dell'impianto previsto. Il contesto così definito, deve riportare anche i vincoli paesaggistici esistenti ed altri eventuali elementi paesaggistici qualificanti, comprensivi di un congruo numero di coni visuali rappresentativi dell'impatto potenziale del progetto nel raggio di almeno due km;
• uno studio percettivo con un congruo numero di simulazioni fotografiche georeferenziate su ortofoto, inerenti sia l'impianto in progetto, che altri impianti esistenti o già autorizzati, nonché gli elementi paesaggistici presenti e qualificanti all'interno del suddetto contesto paesaggistico di riferimento progettuale (Crp).

Nota bene: Le Linee guida regionali definiscono una serie di criteri limitativi cui ci si dovrà riferire in sede di progettazione delle seguenti tipologie di impianti (oltre ai succitati impianti fotovoltaici):

• Impianti eolici di altezza superiore a 8 metri e potenza superiore a 50 kW

• Impianti a biomasse, gas derivanti da processi di depurazione e biogas

• Impianti idroelettrici

Abbiamo riportato la specifica di queste prescrizioni nella pagina "Aree non idonee e corretto inserimento nel paesaggio", raggiungibile dal menu di sinistra. 


Disponibilità dell'area

In materia di disponibilità del suolo, le Linee guida nazionali prevedono regole leggermente diverse per diverse tipologie di impianti, e cioè:

• Impianti a biomassa e  fotovoltaici

Va allegata la documentazione da cui risulti la disponibilità dell'area su cui realizzare l'impianto e le opere connesse, comprovata da titolo idoneo alla costruzione dell'impianto e delle opere connesse. In caso non si abbia la disponibilità dell'area in cui realizzare le opere connesse occorre allegare alla domanda la richiesta di dichiarazione di pubblica utilità e apposizione di vincolo preordinato all'esproprio (vedi sotto relativo paragrafo).

Nota bene: la richiesta di disponibilità del suolo è stata introdotta con il comma 42 dell'articolo 27 della legge 99/2009,  che all'articolo 12 del Dlgs 387/2003, dopo il comma 4, ha inserito il seguente: "4-bis. Per la realizzazione di impianti alimentati a biomassa e per impianti fotovoltaici ... il proponente deve dimostrare nel corso del procedimento, e comunque prima dell'autorizzazione, la disponibilità del suolo su cui realizzare l'impianto". L’articolo 65, comma 5, della Legge n. 27/2012 ha specificato che il succitato comma 4-bis debba "intendersi riferito esclusivamente alla realizzazione di impianti alimentati a biomasse situati in aree classificate come zone agricole dagli strumenti urbanistici comunali".

Nota bene: la documentazione è aggiornata a cura del proponente nel caso il progetto subisca modifiche durante la fase istruttoria.

• Impianti diversi da biomassa e fotovoltaico

Se il proponente ha la disponibilità dell'area dove realizzare l'impianto e/o le opere connesse, va allegata la relativa documentazione che dimostri tale disponibilità.

Nel caso in cui il proponente non abbia la disponibilità dell'area in cui realizzare l'impianto e/o dell'area in cui realizzare le opere connesse, egli deve allegare alla domanda la richiesta di dichiarazione di pubblica utilità delle aree e la richiesta di apposizione di vincolo preordinato all'esproprio.

Attenzione: rispetto a quanto previsto per gli impianti a biomassa e fotovoltaici, la normativa nazionale non prevede l'obbligo per il proponente di avere la disponibilità dell'area.

Nota bene: la documentazione è aggiornata a cura del proponente nel caso il progetto subisca modifiche durante la fase istruttoria.

• Esproprio

Nel caso in cui la disponibilità dell'area dipenda da un esproprio, va ricordato che tutti gli interventi di esproprio devono essere gestiti dall'Ente che emana l'Autorizzazione unica. Sarà quindi l'ente procedente a gestire tutto l'iter espropriativo, quando necessario.

Ai sensi delle Linee guida nazionali, alla domanda di Autorizzazione unica va allegata la richiesta di dichiarazione di pubblica utilità delle opere connesse e di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, corredata dalla documentazione riportante l'estensione, i confini ed i dati catastali delle aree interessate ed il piano particellare.

Nota bene: la documentazione è aggiornata a cura del proponente nel caso il progetto subisca modifiche durante la fase istruttoria.

Il ricorso ai contratti preliminari

Come detto sopra, è frequente il caso in cui un soggetto che richiede l'Autorizzazione unica non abbia ancora la piena disponibiltà dell'area interessata dall'impianto, in quanto preferisce attendere l'esito dell'autorizzazione stessa prima di vincolarsi.

Esiste però il modo di ottenere la disponibilità giuridica dell'area attraverso la stipula di contratti preliminari, in forma di atto pubblico davanti a notaio e trascritti. Il contratto preliminare può riguardare:
• la compravendita dell'area, con la quale si acquisisce il diritto di proprietà,
• l'enfiteusi, con la quale si acquisisce il diritto di usufrutto dell'area, attraverso il pagamento di un canone,
• l'acquisizione del diritto di superficie, una fattispecie molto utilizzata ad esempio nel settore del fotovoltaico, sempre con pagamento di un canone.

Sono ammissibili anche:
• il contratto di affitto agrario da parte di un coltivatore diretto (legge 11/1971 e 203/1982),
• l'atto di concessione di beni demaniali.

Trascrizione

La trascrizione è un mezzo di pubblicità legale, prevista dagli articoli 2643 e seguenti del Codice civile, consistente nell'annotazione di determinati atti giuridici in appositi Registri pubblici. È molto importante che questi pre-contratti vengano "trascritti" perché si ottiene un documento che consente di opporre il proprio diritto preesistente rispetto a eventuali richieste di terzi. La cosa è particolarmente utile quando entrano in campo le limitazioni cui sono assoggettati gli impianti 'in zone contigue'.


Preventivo per la connessione

Al progetto va allegato il preventivo per la connessione redatto dal gestore di rete, secondo le disposizioni previste dal TICA - Testo integrato delle connessioni attive (Delibera ARG/elt 99/08)

Il preventivo deve essere esplicitamente accettato dal proponente.

Al preventivo sono allegati:
• gli elaborati necessari al rilascio dell'autorizzazione degli impianti di rete per la connessione, predisposti dal Gestore di rete competente,
• gli elaborati relativi agli eventuali impianti di utenza per la connessione, predisposti dal proponente.
Entrambi gli elaborati sono comprensivi di tutti gli schemi utili alla definizione della connessione.

Nota bene: nel caso in cui il preventivo per la connessione comprenda una stazione di raccolta potenzialmente asservibile a più impianti e le opere cui il preventivo si riferisce siano soggette a valutazione di impatto ambientale, è necessario allegare:
• la relazione del gestore di rete, redatta sulla base delle richieste di connessione di impianti ricevute dall'azienda in riferimento all'area in cui è prevista la localizzazione,
• comprensiva dell'istruttoria con la quale il gestore di rete tiene conto in modo coordinato delle eventuali altre richieste di connessione riferite ad una medesima area. Tale istruttoria sarà corredata dai dati e dalle informazioni utilizzati e da essa dovranno risultare, oltre alle alternative progettuali di massima e le motivazioni di carattere elettrico, le considerazioni operate al fine di ridurre l'estensione complessiva e contenere l'impatto ambientale delle infrastrutture di rete.


Solo per impianti idroelettrici

Per i soli impianti idroelettrici va allegata la concessione di derivazione d'acqua per uso idroelettrico, qualora sia stata già acquisita. In caso contrario essa verrà acquisita nel corso del procedimento autorizzativo.

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Documentazione societaria ed economica

Documentazione dei requisiti dei proponenti

Non sono richiesti particolari requisiti soggettivi per chi intenda realizzare impianti a fonti rinnovabili in Umbria.

Alla domanda di Autorizzazione unica vanno allegati tutti i dati identificativi (dati anagrafici, denominazione sociale, codice fiscale/partita Iva) della società proponente, del legale rappresentante e del referente.


Documentazione antimafia

Ai sensi della vigente normativa antimafia (Dlgs 6 settembre 2011, n. 159), la Regione o la Provincia delegata devono acquisire la documentazione antimafia sulla società proponente che ha richiesto l'Autorizzazione unica.

Tale obbligo deriva dal fatto che, in linea generale, a chi risulta condannato per determinate tipologie di reati particolarmente gravi connessi ad attività di criminalità organizzata non può essere rilasciato un provvedimento autorizzatorio per l'esercizio di attività imprenditoriale, come è l'Autorizzazione unica, né possono essere rilasciati incentivi statali. Il controllo antimafia effettuato dall’Amministrazione procedente al rilascio della AU o della PAS attiene all'aspetto "autorizzazione all’esercizio dell’attività". I due procedimenti infatti abilitano il soggetto allo svolgimento della relativa attività economica della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

La Banca dati nazionale unica per la documentazione antimafia (BDNA), attiva dal 7 gennaio 2016, è stata istituita con l'obiettivo di accelerare il rilascio delle comunicazioni e informazioni antimafia liberatorie in modalità automatica ai soggetti titolati alla richiesta.

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Documentazione comunale

Comportamenti preliminari: fase di verifica presso il Comune

In una fase preliminare alla presentazione della domanda, è bene che il proponente verifichi la presenza di vincoli di tipo ambientale, paesaggistico o architettonico sul sito in cui l'impianto viene inserito al fine di prepararsi e attivarsi per i relativi atti da acquisire. A questo riguardo egli si deve attivare presso il Comune competente per verificare se esista:

• vincolo paesaggistico derivante dal Dlgs 42/2004 e s.m.i. ed eventuale autorizzazione relativa;
• compatibilità con il Piano d'Area per i Parchi (e occorrerà il parere dell'Ente Parco interessato);
• compatibilità con il Piano di assetto idrogeologico (PAI) dell'Autorità di bacino in caso di fasce fluviali e dissesti;
• compatibilità con il Piano regolatore generale comunale (carta di sintesi dell'utilizzazione urbanistica e della pericolosità geomorfologia, fasce di rispetto da strade, corsi d'acqua, depuratori, cimiteri);
• compatibilità con le aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano;
• interferenza con acque pubbliche;
• interferenza con aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale);
• interferenza con aree sottoposte a vincolo idrogeologico.

Inoltre, ai sensi delle indicazioni regionali, il proponente deve allegare alla domanda di Autorizzazione unica una dichiarazione del Comune interessato indicante se l'intervento ricade, anche parzialmente, all'interno di:

• aree di particolare interesse naturalistico ambientale (articolo 14 Lr 27/2000);
• aree di particolare interesse agricolo (articolo 20 Lr 27/2000);
• aree naturali protette istituite ai sensi della legge 394/1991; Lr 9/1995; Lr 29/1999 e s.m.i;
• aree ove sono presenti risorse idriche sotterranee di interesse generale (Lr 52/1983 tav. II).


Variante urbanistica

Se la localizzazione del progetto comporta variante urbanistica, il Comune interessato, presente nella Conferenza dei servizi deve rilasciare il proprio parere sulla variante.


Certificato di destinazione urbanistica

Il Comune nel cui territorio si localizzerà l'impianto interviene, per tutti gli impianti, rilasciando il Certificato di destinazione urbanistica.

Il Certificato di destinazione urbanistica (spesso chiamato semplicemente C.D.U.) consiste in un documento rilasciato dalla pubblica amministrazione (tipicamente gli Uffici Tecnici Comunali) che contiene le indicazioni urbanistiche che riguardano gli immobili, più precisamente il fabbricato od il terreno interessato dal certificato. Le indicazioni urbanistiche riportate sono estrapolate dal Piano Urbanistico Comunale, oppure dal Piano Regolatore Generale e dalle cartine tecniche regionali.

Il certificato indica i dati del fabbricato o del terreno (Foglio e Mappale), la destinazione urbanistica (residenziale, agricola ecc.), i parametri urbanistici (indice di fabbricabilità), l'indice del dissesto dei versanti e l'indice di inondabilità.

Il certificato è a titolo oneroso. La domanda va presentata in bollo da 16,00 euro agli Uffici tecnici comunali dove si trova l'area in cui si intende realizzare l'impianto, allegando alla domanda una visura di mappa catastale. Gli oneri variano da Comune a Comune e si versano prima o all'atto della presentazione della domanda. Mediamente entro 30 giorni dalla presentazione gli Uffici comunali rilasciano il certificato.

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Ricevute di versamento e impegni finanziari

Alla domanda di Autorizzazione unica vanno allegate sia le ricevute di versamento degli oneri istruttori che la dichiarazione di impegno finanziario a garanzia della dismissione dell'impianto.


Oneri istruttori

A tutte le istanze presentate in data successiva al 27 febbraio 2019, si applicano le disposizioni e le tariffe previste dalla Dgr n. 138 dell'11 febbraio 2019.

Il provvedimento regionale riporta i criteri di calcolo degli oneri istruttori dovuti dai soggetti richiedenti, relativamente alle istruttorie per il rilascio delle autorizzazioni uniche per la costruzione e l'esercizio di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile, da fonte convenzionale, per la produzione di biometano e di infrastrutture energetiche lineari, nonché per i procedimenti di modifica sostanziale o non sostanziale degli stessi impianti, di rinnovo, di voltura delle medesime autorizzazioni ed altre procedure correlate.

Il pagamento degli oneri istruttori costituisce un requisito vincolante per la procedibilità delle istanze, indipendente dall’esito finale del procedimento - rilascio dell’autorizzazione o diniego della stessa - ovvero dalla rinuncia del richiedente al prosieguo del procedimento autorizzativo

In funzione della complessità e della durata degli iter istruttori, la Regione ha individuato quattro macro-tipologie di procedimenti:


Macrocategoria a)

Rilascio di autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio di impianti destinati alla produzione di energia, alimentati da fonte energetica rinnovabile ovvero convenzionale, nonché per il rilascio dell'autorizzazione unica per la modifica sostanziale (ai sensi della vigente normativa di settore), in variante agli stessi impianti e tali da comportare la revisione del titolo già in vigore.

0,025% calcolato sull'80% delle spese complessive di investimento relative all'installazione di impianti da fonte rinnovabile con capacità di generazione elettrica non superiore a 500 kW;

0,03% calcolato sull'80% delle spese complessive di investimento relative all'installazione di impianti con capacità di generazione elettrica superiore a 500 kW;

NB: Gli stessi importi non potranno comunque essere inferiori ad un minimo di € 250,00. Per gli impianti idroelettrici, gli importi non ricomprendono gli oneri per l'istruttoria di concessione di piccole e grandi derivazioni di acqua pubblica.

Rilascio di autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio di impianti destinati alla produzione di biometano, nonché per il rilascio dell'autorizzazione unica per la modifica sostanziale (ai sensi della vigente normativa di settore), in variante agli stessi impianti e tali da comportare la revisione del titolo già in vigore.

0,03% delle spese complessive di investimento relative all'installazione degli impianti. 

NB: Gli stessi importi non potranno comunque essere inferiori ad un minimo di € 250,00. 

Rinnovo di autorizzazione unica per l'esercizio di impianti di produzione di energia, alimentati da fonte rinnovabile ovvero da fonte convenzionale e per impianti di produzione di biometano.

0,025% calcolato sull'80% delle spese complessive di investimento relative all'installazione di impianti da fonte rinnovabile con capacità di generazione elettrica non superiore a 500 kW;

0,03% calcolato sull'80% delle spese complessive di investimento relative all'installazione di impianti con capacità di generazione elettrica superiore a 500 kW e per impianti di produzione di biometano;

secondo la formula:
Oir = [Ti x 0,8 ] x n/100
ove:
Oir = Onere istruttorio di rinnovo (€), arrotondato per eccesso al primo numero intero;
Ti = Totale costo dell'investimento per la realizzazione dell'impianto e delle opere connesse;
n = 0,025 per potenze elettriche inferiori a 500 kW o 0,03 per potenze superiori a 500 kW elettrici e per il biometano.

NB: Gli stessi importi non potranno comunque essere inferiori ad un minimo di € 250,00.

 

Macrocategoria b)

Infrastrutture energetiche lineari (elettrodotti e gasdotti) Rilascio di autorizzazione mediante procedimento unico, per la costruzione e l'esercizio di infrastrutture energetiche lineari e per l'autorizzazione delle modifiche.

• Gli oneri istruttori vengono calcolati in relazione all'estensione delle opere, imponendo un valore minimo ed un valore massimo rispettivamente pari a € 500,00 e € 1.500,00, ed un parametro pari a € 100,00 al km, secondo la formula che segue:
Oi = 500,00+100,00 x L
ove:
Oi = oneri istruttori (€), che non potranno comunque superare l'importo del valore massimo di € 1.500,00;
L = lunghezza dell'opera infrastrutturale espressa in km tenendo conto che tale dato, ai fini del calcolo, va arrotondato per eccesso.


Macrocategoria c)

Rilascio di autorizzazione unica per la modifica non sostanziale di:
- impianti per la produzione di energia, alimentati da fonte energetica rinnovabile ovvero convenzionale;
- impianti per la produzione di biometano;
- infrastrutture energetiche lineari.

• Onere istruttorio fisso di € 250,00


Macrocategoria d)

Rilascio del provvedimento di voltura e/o di presa d'atto per una delle autorizzazioni di cui alle macro-categorie a) e b):

• Onere istruttorio fisso di € 100,00

 Rilascio del provvedimento per istanze con oggetto non ricompreso nelle tipologie di cui alle macro-categorie a), b) e c):

• Onere istruttorio fisso di € 150,00


Garanzia della dismissione

Insieme alla domanda va presentato l'impegno a prestare alla Regione, almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori, una cauzione economica – sotto forma di fideiussione bancaria o assicurativa – a garanzia della dismissione degli impianti e delle opere di rimessa in pristino.

La garanzia è pari ai costi degli interventi di dismissione dell'impianto, comprensivi dello smaltimento dei rifiuti, e delle opere di messa in pristino, e comunque non è inferiore a 50 € per ciascun kW di potenza installata.

Tale cauzione è prestata per una durata pari all’intero periodo di funzionamento previsto, aumentata di un anno.

L'Allegato A alla Dgr 21 gennaio 2019, n. 52, elenca tre modalità con cui si può prestare la cauzione:

• fideiussione bancaria rilasciata da aziende di credito, di cui all’articolo 5 del Regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375 e s.m.i.;
•  polizza assicurativa rilasciata da imprese di assicurazioni debitamente autorizzate all’esercizio del ramo cauzioni in regime di libertà di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi; a tale riguardo si farà riferimento all’autorizzazione rilasciata dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo o dagli elenchi da questo pubblicati (IVASS);

• reale e valida cauzione effettuata mediante versamento su conto corrente IBAN IT 38 N 07601 03000 000000143065 intestato a Regione Umbria, presso Istituto Tesoriere UniCredit Spa.

Il medesimo allegato specifica, inoltre, che le singole polizze (le prime due dell'elenco sopra riportato) possono essere prestate anche per una durata inferiore alla validità dell’autorizzazione (per un periodo comunque non inferiore a 5 anni), fatto salvo che il loro rinnovo deve intervenire almeno sei mesi prima della scadenza della polizza stessa senza soluzione di continuità nell’espletazione dell’obbligo di garanzia.

Infine, il documento specifica le procedure per lo svincolo della cauzione ovvero per l’incameramento della stessa: entro 6 mesi dalla scadenza o dalla decadenza dell’autorizzazione, il Servizio regionale competente in materia di controlli sugli impianti a fonte rinnovabile provvede ad eseguire un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi, redigendo apposito verbale. Ove le opere siano state rimosse ed il sito sia stato rimesso in pristino così come da progetto, il Servizio provvede allo svincolo della garanzia prestata. In caso contrario, il Servizio provvede ad intimare al soggetto titolare dell’autorizzazione la regolare esecuzione degli interventi di dismissione e delle opere di messa in pristino entro un congruo termine. Trascorso inutilmente tale termine, il servizio regionale provvede d’ufficio alla esecuzione delle opere con rivalsa delle spese a carico dell’inadempiente mediante incameramento della cauzione o fideiussione.

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