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Regione Umbria, iter autorizzatori

Screening, VIA e Valutazione di incidenza

I procedimenti di Screening, VIA e Valutazione di incidenza in Umbria

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Quadro normativo 
Competenza

Richiesta di verifica preliminare
Verifica di assoggettabilità a VIA (screening)
Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur)
La valutazione di incidenza 

La realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili è sottoposta a numerose procedure di controllo e studi, relativamente al tipo di “impatto” che essi possono produrre sull’ambiente.

La più importante è senza dubbio la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), e strettamente legata ad essa è lo Screening o Verifica di assoggettabilità alla VIA. A sua volta, all’interno della VIA, il documento fondamentale è costituito dallo Studio di Impatto Ambientale.

In caso di assoggettabilità a VIA regionale, occorre attivare il cosiddetto procedimento (o provvedimento) autorizzatorio unico regionale, previsto dall'articolo 27-bis del Dlgs 152/2006 e che è comprensivo di "tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, concerti, nulla osta e assensi comunque denominati, necessari alla realizzazione e all'esercizio del medesimo progetto e indicati puntualmente in apposito elenco predisposto dal proponente stesso".

Come esplicitamente specificato nella Dgr 1541/2017, il procedimento unico comprende anche l'Autorizzazione unica. Quindi, a differenza di quel che accadeva prima delle novità introdotte in materia di VIA dal Dlgs 16 giugno 2017, n. 104 (che ha modificato la parte II del Dlgs 152/2006), l'iter di Autorizzazione unica non viene interrotto per avviare il procedimento di VIA, ma, nel caso in cui il progetto debba essere sottoposto a VIA, ci si avvale del procedimento unico regionale che comprende la VIA e tutti gli altri tipi di autorizzazione.

Se il progetto non è sottoposto a VIA, segue l'iter autorizzativo previsto per lo specifico impianto (vedi voci "Comunicazione al Comune", "Procedura abilitativa semplificata" e "Autorizzazione unica" nel menu di sinistra).

Invece, quando il progetto dell'impianto ricade in aree SIC (Sito di Importanza Comunitaria) o ZPS (Zone a Protezione Speciale), interviene la Valutazione di incidenza.

 

Quadro normativo

L'Umbria ha legiferato in materia di Valutazione di impatto ambientale e di Valutazione ambientale strategica con la legge regionale 16 febbraio 2010, n. 12.

Tuttavia il Dlgs 16 giugno 2017, n. 104 ha operato, a livello nazionale, una profonda revisione della disciplina della VIA, sostituendo e modificando diverse disposizioni della Parte II del Dlgs 152/2006.

La Regione, in attesa di adeguare l'ordinamento regionale al Dlgs 104/2017 e "garantire la continuità e la coerenza dell'azione amministrativa in ordine ai procedimenti di valutazione dell'impatto ambientale di competenza regionale, ... ha provveduto a predisporre la nuova modulistica e i nuovi format necessari per la presentazione di istanze inerenti progetti, sia pubblici che privati, assoggettati ai procedimenti di valutazione dell'impatto ambientale". La pubblicazioni della modulistica è avvenuta con la Dgr 9 ottobre 2017, n. 1155, come modificata dalla Determinazione dirigenziale 8 gennaio 2018, n. 64.

Con la Dgr 18 dicembre 2017, n. 1541, la Regione ha invece legiferato in materia di Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). Le definitive specifiche tecniche e procedurali che regolano il Paur sono state normate dalla Dgr 6 maggio 2019, n. 582.

Quanto di seguito riportato è un'integrazione ragionata delle disposizioni nazionali e di quelle regionali.

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Competenza

Per le procedure di VIA e/o di screening relative agli impianti alimentati da fonti rinnovabili, la competenza è della Regione.

L'Autorità cui compete svolgimento del procedimento per il rilascio del Paur e l'adozione dello stesso, comprendente il provvedimento di Via e i titoli abilitativi rilasciati per la realizzazione e l'esercizio del progetto, è il Servizio Valutazioni ambientali, sviluppo e sostenibilità ambientale della Regione Umbria in qualità di autorità competente.

Spetta invece ad Arpa Umbria il compito, in qualità di autorità di vigilanza e controllo, lo svolgimento delle attività inerenti la "verifica di ottemperanza" (ai sensi dell'art. 28 del Dlgs 152/2006) delle "condizioni ambientali" impartite con il provvedimento di VIA o di screening, compresa la verifica di ottemperanza del Progetto di monitoraggio ambientale (art. 22, comma 3, lettera e) del Dlgs 152/2006).

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Richiesta di valutazione preliminare della procedura da avviare

Per le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici finalizzati a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali dei progetti assoggettati a screening/VIA, è applicabile la procedura di verifica preliminare prevista dall'articolo 6, comma 9, del Dlgs 152/2006.

Trasmettendo adeguati elementi informativi tramite apposite liste di controllo, il proponente ha la facoltà di richiedere all'autorità competente una valutazione preliminare al fine di individuare l'eventuale procedura da avviare. Entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta, l'autorità competente comunica al proponente l'esito delle proprie valutazioni, indicando se le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici devono essere assoggettati a Screening, a VIA, oppure se non rientrano in nessuna di queste due categorie.

Nel caso all’esito della valutazione preliminare della procedura si determinasse la necessità di una VIA, l'ente competente può richiedere al proponente di avviare, prima della VIA, lo studio di impatto ambientale (vedi oltre in questa pagina).

La lista di controllo da allegare alla richiesta di valutazione preliminare è consultabile alla corrispondente voce nel menu di destra.

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Verifica di assoggettabilità a VIA (screening)

Sono assoggettati alla verifica di assoggettabilità a VIA (screening), i progetti elencati nell'allegato IV alla parte seconda del Dlgs n. 152/2006 e le modifiche o le estensioni dei progetti elencati nell’allegato III e IV alla parte seconda del Dlgs 152/2006, che possono avere notevoli ripercussioni negative sull'ambiente (fanno eccezione delle modifiche o estensioni che risultino conformi agli eventuali valori limite stabiliti nell’allegato III per le quali il progetto dovrà essere sottoposto direttamente a VIA).

Questi includono:

impianti industriali non termici per la produzione di energia, vapore ed acqua calda con potenza complessiva superiore a 1 megawatt;

impianti idroelettrici di potenza nominale di concessione superiore a 100 kW (la soglia sale a 250 kW per impianti idroelettrici realizzati da consorzi di bonifica e per quelli realizzati su canali o condotte esistenti, senza incremento di portata derivata);

impianti eolici per la produzione di energia elettrica sulla terraferma con potenza complessiva superiore a 1 megawatt.

La verifica di assoggettabilità a VIA è effettuata applicando i criteri e le soglie definiti dal Dm Ambiente 30 marzo 2015 (Linee guida per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dei progetti di competenza delle Regioni e Province autonome, previsto dall'articolo 15 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116).

Le  nuove Linee guida per lo screening, allegate al Dm 30 marzo 2015, integrano i criteri tecnico-dimensionali e localizzativi finora utilizzati per la fissazione delle soglie, già stabilite nell'allegato IV alla parte seconda del Dlgs 152/2006. Fatte salve le soglie già stabilite nell'allegato IV alla parte II del Dlgs n. 152/2006 e i criteri utilizzati per la loro fissazione, le Linee guida li integrano con i seguenti ulteriori criteri contenuti nell'allegato III della direttiva VIA (direttiva 2011/92/Ue) e nell'allegato V alla parte II del Dlgs n. 152/2006, al fine di individuare i progetti da sottoporre alla procedura di screening:
• cumulo con altri progetti (punto 4.1 Linee guida);
• rischio di incidenti, per quanto riguarda, in particolare, le sostanze o le tecnologie utilizzate (punto 4.2 Linee guida);
• localizzazione dei progetti (punto 4.3 Linee guida);
In caso di sussistenza dell'insieme di condizioni elencate al punto 4.1 delle Linee guida e/o per i progetti localizzati in aree considerate sensibili in relazione alla capacità di carico dell'ambiente naturale, le soglie dimensionali, ove previste nell'allegato IV alla parte II del Dlgs n. 152/2006, sono ridotte del 50%.

Attenzione: i progetti sopra elencati relativi ad opere o interventi di nuova realizzazione, che ricadono, anche parzialmente, all’interno di aree naturali protette come definite dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394 (o nelle Aree contigue del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano per effetto del Piano del Parco di cui alla Dgr 617/2007), e/o all’interno di siti della Rete Natura 2000, devono essere sottoposti direttamente a VIA considerando anche l’applicazione dei criteri e delle soglie definiti dal Dm Ambiente 30 marzo 2015.


Integrazione con la Valutazione di Incidenza

La verifica di assoggettabilità alla VIA può essere integrata dalla Valutazione di Incidenza (vedi oltre in questa pagina).


Il procedimento di screening

Il proponente presenta all'autorità competente l'istanza di screening, trasmettendo l'istanza stessa sia in formato cartaceo (una copia) che elettronico. Invece occorre trasmettere solo in formato elettronico su supproto ottico (CD/DVD) i seguenti documenti:

a) lo studio preliminare ambientale contenente le informazioni sulle caratteristiche del progetto e sui suoi probabili effetti significativi sull'ambiente, redatto in conformità alle indicazioni contenute all'allegato IV-bis della parte seconda del Dlgs 152/2006.
Solo per le procedure integrate di verifica di assoggettabilità alla VIA e valutazione di incidenza, lo Studio dovrà contenere un capitolo dedicato allo Studio di incidenza (vedi oltre in questa pagina).
Nel caso in cui l’estensore dello Studio Preliminare Ambientale sia differente dal progettista (o gruppo di progettazione), lo Studio Preliminare Ambientale dovrà essere firmato anche dal progettista (o dal responsabile del gruppo di progettazione). Con l’apposizione di tale firma il progettista attesta che gli aspetti progettuali contenuti nello Studio Preliminare Ambientale sono esaustivi e rappresentano correttamente il progetto proposto.
Lo Studio Preliminare Ambientale è sottoscritto anche dal Committente/Proponente;

Nello specifico, Lo Studio preliminare ambientale deve essere redatto secondo le specifiche riportate dell’allegato IV-bis alla parte seconda del Dlgs 152/2006. Tali specifiche prevedono i seguenti contenuti:
1. Descrizione del progetto, comprese in particolare:
a) la descrizione delle caratteristiche fisiche dell’insieme del progetto e, ove pertinente, dei lavori di demolizione. Nella descrizione del progetto dovranno essere riportati i riferimenti catastali (fogli, particelle) dell’area interessata dal progetto;
b) la descrizione della localizzazione del progetto, in particolare per quanto riguarda la sensibilità ambientale delle aree geografiche che potrebbero essere interessate.
2. La descrizione delle componenti dell’ambiente sulle quali il progetto potrebbe avere un impatto rilevante.
3. La descrizione di tutti i probabili effetti rilevanti del progetto sull’ambiente, nella misura in cui le informazioni su tali effetti siano disponibili, risultanti da:
a) i residui e le emissioni previste e la produzione di rifiuti, ove pertinente;
b) l’uso delle risorse naturali, in particolare suolo, territorio, acqua e biodiversità.
4. Nella predisposizione delle informazioni e dei dati di cui ai punti da 1 a 3 si tiene conto, se del caso, dei criteri contenuti nell’allegato V.
5. Lo Studio Preliminare Ambientale tiene conto, se del caso, dei risultati disponibili di altre pertinenti valutazioni degli effetti sull’ambiente effettuate in base alle normative europee, nazionali e regionali e può contenere una descrizione delle caratteristiche del progetto e/o delle misure previste per evitare o prevenire quelli che potrebbero altrimenti rappresentare impatti ambientali significativi e negativi.
Inoltre, lo Studio preliminare ambientale dovrà recare in allegato una planimetria riportante il perimetro dell’area fisicamente interessata dal progetto su foto aerea quanto più recente possibile e comunque riportante l’indicazione della data.

b) l'eventuale richiesta delle condizioni ambientali necessarie per evitare o prevenire quelli che potrebbero altrimenti rappresentare impatti ambientali significativi e negativi; tali condizioni dovranno essere formulate secondo le indicazioni di cui all’Allegato C alla Determinazione dirigenziale Umbria 8 gennaio 2018, n. 64 (consultabile nel menu di destra).

c) la dichiarazione del professionista firmatario dello Studio Preliminare Ambientale nella quale lo stesso dichiara sotto la propria responsabilità di essere in possesso delle competenze e professionalità specifiche nelle materie afferenti alla valutazione ambientale del progetto;

d) rapporto preliminare di sicurezza ovvero dichiarazione attestante che le modifiche non costituiscono aggravio del preesistente livello di rischio di incidenti rilevanti, ai sensi dell’art.18 e dell’Allegato D al Dlsg 105/2015;

e) altra eventuale documentazione tecnica allegata allo SPA.

Lo studio preliminare ambientale è pubblicato tempestivamente sul sito web della Regione denominato VIA-VAS-VI (vedi meno di destra), garantendo la riservatezza di informazioni industriali. Si applica qui la disciplina dell'accesso all'informazione ambientale ex Dlgs 19 agosto 2015, n. 195 (col delicato equilibrio tra informazioni ambientali e riservatezza commerciale di cui si è spesso occupata la giurisprudenza europea). Saranno pubblicati anche l’elenco delle Amministrazioni e degli Enti Territoriali potenzialmente interessati dal progetto predisposto e la richiesta delle condizioni ambientali (ove trasmessa).

L'Autorità competente avvisa tutte le Amministrazioni coinvolte dal procedimento della pubblicazione dello studio preliminare ambientale. Entro 45 giorni dalla comunicazione fatta alle varie Amministrazioni, chiunque può vedere il progetto e la documentazione e presentare osservazioni.

Nei successivi 45 giorni l'Autorità competente fa le sue valutazioni sulla base dei criteri contenuti nell'Allegato V alla Parte II del Dlgs 152/2006, tenendo conto anche delle eventuali osservazioni pervenute e, se del caso, dei risultati di eventuali altre valutazioni di effetti sull'ambiente effettuate in base a altri pertinenti normative europee, statali o regionali e decide se il progetto abbia effetti negativi e significativi sull'ambiente.

La durata del procedimento, quindi, al netto di eventuali sospensioni (richiesta di ulteriore documentazione), è di 90 giorni.
 
Per una sola volta l'Autorità competente può chiedere integrazioni, che il proponente deve fornire entro 45 giorni pena il rigetto della domanda. Se vengono fatte le integrazioni, l'Autorità competente decide nei successivi 30 giorni.

In casi eccezionali il termine per l'adozione del provvedimento di verifica può essere ritardato di ulteriori 30 giorni.

Qualora ne ravvisi l'opportunità in relazione alle esigenze del procedimento, l'autorità competente convoca una conferenza di servizi istruttoria ai sensi dell'articolo 14, comma 1, della legge n. 241/1990.
 
Se il progetto non ha impatti negativi e significativi sull'ambiente, l'Autorità competente decreta l'esclusione dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale, descrivendo i motivi principali della decisione. L'Autorità, se richiesto dal proponente, specifica le condizioni ambientali necessarie per evitare o prevenire quelli che potrebbero rappresentare impatti ambientali significativi e negativi.

Se, invece, essa ritiene che il progetto possa avere impatti negativi e significativi sull'ambiente, decreta l'assoggettamento a VIA, specificando i motivi principali alla base della richiesta di VIA.
 
Il provvedimento di screening, comprese le motivazioni, è pubblicato sul sito tematico della Regione VAS-VIA-VI e sul Bollettino ufficiale della Regione Umbria.

 

A chi va richiesta la Verifica di assoggettabilità

Regione Umbria

Direzione regionale agricoltura, ambiente, energia, cultura, beni culturali e spettacolo
Servizio Valutazioni ambientali, sviluppo e sostenibilità ambientale
Via M. Angeloni, 61 - 06124 Perugia
Dirigente Sandro Costantini
Tel: 075 504 6485
Fax: 075 504 2732
E-mail: scostantini@regione.umbria.it
E-mail: direzioneambiente.regione@postacert.umbria.it
PEC: direzioneambiente.regione@postacert.umbria.i

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Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur)

Il "Provvedimento autorizzatorio unico regionale" (Paur), introdotto nell'ordinamento nazionale dall'articolo 27-bis del Dlgs 152/2006, è un procedimento previsto in caso di progetti sottoposti a VIA di competenza regionale.

Esso consente di ottenere, all'interno di un unico iter, tutte le autorizzazioni, intese, licenze, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati necessari per la realizzazione e l'esercizio del progetto. Non soltanto dunque gli atti di tipo prettamente "ambientale", ma anche tutte quelle tipologie di atti che consentono di realizzare ed esercire un impianto. In questo modo, il provvedimento assume il carattere di provvedimento onnicomprensivo.

Con Dgr n. 1541 del 18 dicembre 2017, la Regione Umbria ha fornito alcune prime indicazioni operative e la modulistica relative al Provvedimento autorizzatorio unico regionale. La modulistica è stata successivamente aggiornata con determinazione dirigenziale n. 10641 del 17 ottobre 2018. Infine, con la Dgr 6 maggio 2019, n. 582, sono state approvate le definitive specifiche tecniche e procedurali che disciplinano l'iter relativo al Paur e alle verifiche di ottemperanza impartite con la Via e lo screening.

Il provvedimento autorizzatorio unico regionale deve comprendere:

• la Valutazione di impatto ambientale (VIA);

• tutti i titoli di competenza delle amministrazioni comunali e provinciali;

• l'eventuale Autorizzazione integrata ambientale (AIA) o l'Autorizzazione unica;

ogni ulteriore autorizzazione, intesa, parere, concerto, nulla osta, o atto di assenso in materia ambientale, richiesto dalla normativa vigente per la realizzazione e l’esercizio del progetto;

ogni ulteriore autorizzazione, intesa, parere, concerto, nulla osta, o atto di assenso di competenza dello Stato o dei suoi organi periferici richiesti dalla normativa vigente in via preventiva alla realizzazione delle opere.

Qualora un progetto da sottoporre a Paur rientri tra le tipologie elencate negli allegati III e IV alla parte II del Dlgs 152/2006 per le quali la norma specifica di settore prevede un regime "di concorrenza" stabilendo un procedimento specifico tecnico-amministrativo di natura pubblicistica, il proponente dovrà allegare all’istanza per il rilascio del Paur il titolo che lo individua quale unico legittimo istante in ordine progetto in esame. In questi casi, il Paur comprenderà anche il titolo concessorio relativo, previsto dalla normativa di settore.


Iter del Paur

Il proponente presenta al  Servizio Valutazioni ambientali, sviluppo e sostenibilità ambientale della Regione Umbria istanza di Paur, redatta conformemente al modulo approvato con determinazione dirigenziale n. 10641/2018.

>> Per consultare il modulo di Istanza di Paur, si veda la corrispondente voce nel menu di destra

All'istanza vanno allegati in formato elettronico tutti gli elaborati documentali richiesti, firmati digitalmente.

Ai sensi di quanto stabilito dalla Dgr n. 1541/2017, il proponente ha la facoltà di richiedere esplicitamente che non vengano inseriti nell'istanza per il rilascio del Paur i titoli abilitativi relativi a specifici adempimenti tecnici previsti dalle norme di settore afferenti al livello di progettazione "esecutivo" ed alle fasi successive alla realizzazione dell'opera, comunque vincolanti per l'effettivo avvio dell'esercizio dell'opera/intervento in progetto. In tale ipotesi la realizzazione e/o la messa in esercizio del progetto non potrà avere inizio fino all'avvenuto ottenimento dei titoli rinviati, secondo la tempistica dettata dalle specifiche norme di settore.

Tutti i termini del procedimento per il rilascio del Paur decorrono dalla data di protocollazione.

Entro 15 giorni dalla presentazione dell'istanza, il Servizio Valutazioni ambientali, sviluppo e sostenibilità ambientale provvede a pubblicare sul sito web regionale, gli elaborati documentali inerenti il procedimento.

Contestualmente, provvede ad inoltrare per via telematica a tutte le Amministrazioni ed Enti potenzialmente interessati e comunque competenti ad esprimersi sulla realizzazione e sull'esercizio del progetto, una comunicazione inerente: l'avvenuta pubblicazione della documentazione, la richiesta di designazione del Rappresentante unico (RU) e la richiesta di verifica dell'adeguatezza e della completezza formale della documentazione presentata dal proponente. Alla comunicazione è allegato l'elenco dei titoli abilitativi richiesti dal proponente nell'istanza di Paur e ritenuti dallo stesso necessari per la realizzazione e l'esercizio del progetto onde consentire, ai soggetti deputati, la verifica puntuale della completezza e adeguatezza della documentazione per i profili di rispettiva competenza.

Tutte le Amministrazioni/Enti cui è rivolta la comunicazione devono designare, fin da subito, il Rappresentante Unico in seno al procedimento di Paur; il R.U. avrà la possibilità di intervenire in tutte le fasi del procedimento, segnalando eventualmente anche la necessità di ulteriori titoli abilitativi ancorchè non richiesti direttamente dal proponente in sede di presentazione dell'istanza.

Le Amministrazioni/Enti hanno 25 giorni di tempo per richiedere eventuali integrazioni documentali concernenti l'adeguatezza e completezza della documentazione. La mancata ricezione, da parte dell'autorità competente, di richieste entro il termine conclude la fase di verifica della completezza e adeguatezza della documentazione, ovvero la fase del controllo formale della documentazione necessaria per il rilascio dei titoli abilitativi (richiesti dal Proponente) da parte dei R.U. delle Amministrazioni competenti.

Qualora, invece, pervengano all'autorità competente eventuali richieste di integrazioni documentali, questa provvede a trasmetterle telematicamente al proponente, assegnandogli un termine perentorio massimo di 30 giorni, decorrenti dalla data di protocollazione della comunicazione, ai fini della loro consegna alla medesima autorità.

A questo punto, l'autorità competente pubblica sul sito web della Giunta regionale (alla pagina http://www.va.regione.umbria.it/via) l'Avviso al pubblico e tutta la documentazione inerente l'istanza.

Contestualmente, l'autorità competente comunica ai sindaci delle amministrazioni comunali territorialmente interessate, ai R.U. e al proponente:

• l'avvenuta pubblicazione dell'Avviso al pubblico e di tutta la documentazione inerente il progetto sul sito web regionale;
• l'obbligo per le amministrazioni comunali di darne informazione nell'Albo Pretorio informatico comunale;
• il nominativo del responsabile del procedimento per il rilascio del Paur;
• ricorda che dalla data di pubblicazione dell'Avviso al pubblico sul sito web regionale e per la durata di 60 giorni, il pubblico interessato può presentare all'autorità competente osservazioni concernenti la Valutazione di impatto ambientale, la Valutazione di incidenza e l'Autorizzazione integrata ambientale.

Per garantire ai R.U. chiamati ad esprimersi nelle successive fasi del procedimento un congruo termine temporale per lo svolgimento delle attività istruttorie di rispettiva, con la suddetta comunicazione viene inoltre anticipato agli stessi che, al termine dei 60 giorni inerenti la fase consultiva (termine per la presentazione di eventuali osservazioni da parte del pubblico), decorreranno i 25 giorni a loro disposizione per consegnare all'autorità competente la richiesta di eventuali integrazioni documentali, che dovranno essere dalla stessa inoltrate al proponente, in un'unica soluzione, entro il termine perentorio stabilito dal comma 5 dell'art. 27-bis del Dlgs. 152/2006, ovvero entro 30 giorni successivi alla scadenza del termine per le osservazioni.

I R.U. avranno quindi complessivamente a loro disposizione 85 giorni di tempo dalla data della comunicazione per esaminare nel merito il contenuto documentale dell'istanza, comprensivi di 25 giorni per valutare compiutamente, per i profili di rispettiva competenza, le eventuali osservazioni pervenute.

Qualora nel corso dello svolgimento degli endoprocedimenti di competenza i R.U. abbiano rilevato la necessità di acquisire direttamente dal proponente documentazione integrativa ovvero modificativa del progetto a suo tempo pubblicato sul sito web dell'autorità competente, gli stessi sono tenuti obbligatoriamente a formulare, nella successiva fase del procedimento per il rilascio del Paur, una richiesta specifica di integrazione documentale (definitiva e in un'unica soluzione) ai sensi dell'articolo 27-bis, comma 5 del Dlgs 152/2006. In tale occasione i R.U. formalizzeranno pertanto all'autorità competente l'elenco di tutte le integrazioni/modifiche definitive da richiedere al proponente al fine di consentire all'autorità la loro pubblicazion esul sito web, a garanzia dell'univocità della documentazione progettuale oggetto di valutazione in sede di Paur.

Decorsi 60 giorni dalla pubblicazione dell'Avviso al pubblico (termine per la presentazione di osservazioni} e della documentazione, l'autorità competente procede tempestivamente alla pubblicazione delle osservazioni eventualmente pervenute sul sito web regionale e contestualmente invita i R.U. delle Amministrazioni/Enti competenti a formulare entro 25 giorni, per i profili di rispettiva competenza, eventuale richiesta di integrazioni/chiarimenti sui contenuti documentali degli elaborati presentati dal proponente.

A tale fine, l'autorità competente provvede ad indirizzare specifica comunicazione ai R.U. designati, ovvero alle Amministrazioni competenti alla loro designazione che non abbiano ancora provveduto, sollecitandole ad adempiere.

Qualora pervengano all'autorità competente, nei termini perentori concessi, richieste di integrazione della documentazione da parte di uno o più R.U., la stessa autorità, entro 30 giorni successivi alla scadenza dei termini per la presentazione delle osservazioni da parte del pubblico, provvede ad inoltrare tali richieste, in un'unica soluzione, al proponente, assegnando allo stesso un termine non superiore a 30 giorni (salvo concessione di sospensione dei termini) per provvedere agli adempimenti di competenza.

Su richiesta motivata del proponente e per una sola volta, l'autorità competente può sospendere i termini per la presentazione della documentazione integrativa per un periodo non superiore a 180 giorni.

Qualora le integrazioni richieste non comportino esclusivamente la mera produzione di ulteriori elaborati documentali bensì anche la modifica di elaborati documentali già presentati, questi ultimi dovranno essere integralmente ripresentati dal proponente nella forma modificata, sostituendo gli originali.

Una volta acquisite le integrazioni documentali dal proponente, l'autorità competente, qualora ritenga che le stesse non siano sostanziali e rilevanti per il pubblico, provvede a pubblicarle sul sito web della Giunta regionale alla pagina: http:/ /www.va.regione.umbria.it/via ai fini della loro consultazione e valutazione da parte dei R.U. nel corso delle successive fasi istruttorie.

In caso di mancata trasmissione delle integrazioni documentali da parte del proponente nei termini concessi dall'autorità competente, è fatto obbligo alla stessa autorità di procedere all'archiviazione dell'istanza.

Nel caso in cui l'autorità competente ritenga motivatamente che le integrazioni o le modifiche documentali trasmesse dal proponente siano sostanziali e rilevanti per il pubblico, dispone, entro 15 giorni dalla ricezione della documentazione integrativa, che il proponente fornisca entro i successivi 10 giorni un nuovo Avviso da pubblicare, a cura della stessa autorità, sul sito web regionale onde consentire la formulazione di eventuali ulteriori osservazioni da parte del pubblico.

Decorsi 30 giorni dalla pubblicazione sul sito web del nuovo Avviso al pubblico, l'autorità competente procede tempestivamente alla pubblicazione delle ulteriori osservazioni eventualmente pervenute al fine di consentire ai R.U., per i profili di rispettiva competenza, una loro compiuta valutazione nel corso delle successive fasi istruttorie inerenti il procedimento per il rilascio del Paur.


La Conferenza di servizi

Terminate le fasi consultive con l'acquisizione di eventuali osservazioni da parte del pubblico ed acquisite le necessarie integrazioni documentali richieste al proponente mediante lo svolgimento delle specifiche fasi istruttorie, l'autorità competente procede alla convocazione della Conferenza di servizi. Alla Conferenza partecipano il proponente e i R.U. designati dalle amministrazioni competenti. La Conferenza di servizi è convocata in modalità sincrona e si svolge ai sensi dell'articolo 14-ter della legge n. 241/1990.

Nel corso della Conferenza di servizi, viene reso il Giudizio di compatibilità ambientale sul progetto ("Giudizio di VIA") espresso sulla base delle posizioni unitarie specificatamente formulate dai R.U. e, nel caso questo risulti favorevole, sono acquisite tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri , concerti, nulla osta e assensi comunque denominati, necessari alla realizzazione e all'esercizio del progetto richiesti dal proponente con l'istanza.

La Conferenza di servizi si svolge di norma in più riunioni di cui una decisoria di natura prodromica, dedicata alla formulazione del Giudizio di VIA e una decisoria conclusiva, da svolgersi solo nel caso di Giudizio favorevole di VIA, finalizzata all'acquisizione dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione e all'esercizio del progetto richiesti dal proponente.

Il termine ultimo di conclusione della Conferenza di servizi è di 120 giorni, decorrenti dalla data di convocazione dei lavori.

Nell'ambito della Conferenza possono essere richiesti al proponente approfondimenti e chiarimenti in ordine alla documentazione presentata e pubblicata sul sito web.  Non sono in ogni caso ammesse, da parte dei R.U., richieste di ulteriori integrazioni documentali di natura sostanziale e rilevante per il pubblico.

È esclusa anche la partecipazione dell'autorità competente agli eventuali endoprocedimenti di natura settoriale indetti dal R.U. regionale, ovvero dai R.U. delle altre Amministrazioni interessate, ai fini dell'espressione delle rispettive posizioni unitarie nell'ambito della Conferenza per il rilascio del Paur.

Entro 10 giorni successivi alla scadenza del termine di conclusione della consultazione (ovvero successivi alla data di ricevimento delle eventuali integrazioni documentali da parte del proponente), l'autorità competente convoca la prima riunione della Conferenza di servizi, in modalità sincrona. La prima riunione della Conferenza di servizi ha carattere prevalentemente interlocutorio e si tiene di norma entro 20 giorni dalla sua convocazione onde consentire ai R.U. di svolgere eventuali endoprocedimenti di diretta competenza.

Alla Conferenza sono invitati a partecipare il proponente e i R.U. designati dalle Amministrazioni competenti o comunque potenzialmente interessate al rilascio del provvedimento di VIA e dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione e all'esercizio del progetto richiesti dal proponente.

Alla prima riunione possono seguire, qualora necessario, ulteriori riunioni di natura interlocutoria/consultiva, finalizzate ad approfondimenti di natura istruttoria e all'eventuale acquisizione di chiarimenti/approfondimenti da parte del proponente.

Terminate le riunioni di carattere interlocutorio e acquisiti agli atti della Conferenza gli eventuali approfondimenti e chiarimenti richiesi al proponente per tramite dei R.U., l'autorità competente provvede a convocare la riunione decisoria della Conferenza di servizi finalizzata all'acquisizione del Giudizio di compatibilità ambientale sul progetto sottoposto a Paur.

Il Giudizio di VIA è sempre propedeutico e vincolante per l'eventuale rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale.

I R.U., utilizzando la modulistica fornita dall'autorità competente, sono tenuti ad esplicitare motivatamente la propria posizione, dichiarando incontrovertibilmente se "favorevole" (con o senza "condizioni ambientali"), ovvero "contraria".

Nel caso in cui la posizione espressa dal R.U. regionale sia favorevole, vige l'obbligo di ottemperanza da parte del proponente al "Progetto di monitoraggio ambientale" (PMA).

Il PMA, predisposto e presentato a cura del proponente e sottoscritto da tecnici abilitati, è un elaborato autonomo allegato allo Studio di Impatto Ambientale (SIA). Esso costituisce il documento di riferimento in sede di VIA per la realizzazione e la gestione delle misure di monitoraggio e controllo dei potenziali impatti ambientali significativi e negativi derivanti dalla realizzazione e dall'esercizio del progetto. Come tutti gli altri elaborati documentali allegati all'istanza di Paur, il PMA è oggetto di valutazione tecnica e passibile pertanto di integrazioni e modifiche richieste dai soggetti competenti durante l'intero corso del procedimento.

In sede di riunione decisoria inerente il Giudizio di VIA è prevista la verifica della necessità o meno di integrare/modificare il PMA a fronte delle "condizioni ambientali" eventualmente formulate dai R.U. presenti in Conferenza.

Nel caso in cui tra i titoli abilitavi ricompresi nel Paur figuri anche l'Autorizzazione integrata ambientale (AIA), il PMA in veste definitiva non dovrà prevedere al suo interno, per quanto possibile, misure di monitoraggio già contenute nel "Piano di Monitoraggi o e Controllo" (PMC) inerente l'AIA.

La riunione della Conferenza di servizi finalizzata al pronunciamento del Giudizio di VIA riveste carattere decisorio e vincolante per l'eventuale prosecuzione del procedimento per il rilascio del Paur.

Il Giudizio di compatibilità ambientale può essere espresso o all'unanimità dei R.U. presenti alla riunione oppure sulla base delle posizioni prevalenti espresse dalle amministrazioni partecipanti alla riunione della Conferenza per tramite dei rispettivi R.U.

Si considera acquisito l'assenso senza condizioni delle amministrazioni il cui R.U. non abbia partecipato alle riunioni ovvero, pur partecipandovi, non abbia espresso la propria posizione, ovvero abbia espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della riunione della Conferenza.

Nel corso della riunione, in caso di pronunciamento favorevole, viene stabilita l'efficacia temporale del Giudizio di compatibilità ambientale (comunque non inferiore a 5 anni) tenuto conto dei tempi previsti per la realizzazione del progetto e dell'eventuale proposta formulata dal Proponente nella documentazione a corredo dell'istanza.

CASO A (Pronunciamento del Giudizio di VIA espresso all'unanimità)
La sottoscrizione del verbale della riunione costituisce adozione del Giudizio di VIA e lo stesso è da intendersi formalmente acquisito e immediatamente efficace. Qualora il Giudizio di VIA risulti favorevole (ancorché subordinato a specifiche "condizioni ambientali"), il procedimento per il rilascio del Paur prosegue il suo iter mediante ulteriori riunioni della Conferenza di servizi finalizzate all'acquisizione dei titoli abilitativi necessari per la realizzazione e l'esercizio del progetto richiesti dal proponente. Nel caso in cui, al contrario, il Giudizio di VIA sul progetto abbia esito negativo (pronunciamento sfavorevole) la Conferenza di servizi per il rilascio del Paur si conclude con la presente riunione e l'autorità competente è legittimata ad emettere un provvedimento autorizzatorio unico regionale negativo, con conseguente archiviazione del procedimento.

CASO B (Pronunciamento del Giudizio di VIA espresso sulla base delle posizioni prevalenti)
Nel caso in cui ad esito della riunione emergano, da parte dei R.U. presenti, posizioni unitarie non unanimi, il giudizio di compatibilità ambientale è adottato sulla base delle posizioni prevalenti. La sottoscrizione del verbale della riunione costituisce adozione del Giudizio di VIA ma il suddetto pronunciamento rimane sospeso nell'efficacia per il periodo utile all'esperimento dei rimedi previsti. I dissensi espressi dai R.U. in sede di riunione sono considerati a tutti gli effetti "dissensi qualificati". In caso di giudizio favorevole di VIA rilasciato sulla base delle posizioni prevalenti, i R.U. designati dalle amministrazioni competenti che abbiano espresso in modo inequivoco il proprio motivato dissenso in seno alla riunione decisoria, possono proporre opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri entro 10 giorni dalla comunicazione di avvenuta pubblicazione del verbale della riunione sul sito web regionale da parte dell'autorità competente. La proposizione di opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri deve essere contestualmente comunicata obbligatoriamente anche all'autorità competente .

La comunicazione all'autorità competente dell'avvenuta proposizione di opposizione, sospende l'efficacia del Giudizio di VIA adottato nella riunione, fino alla decisione conclusiva assunta in merito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di conseguenza, essendo il pronunciamento di VIA prodromico all'emissione del Paur, tutti i termini del procedimento inerente l'eventuale rilascio del Paur si intendono, ad ogni effetto di legge, sospesi.

Qualora, decorsi 10 giorni dalla comunicazione di avvenuta pubblicazione del verbale della riunione sul sito web regionale, l'autorità competente non riceva da parte dei R.U. dissenzienti la comunicazione di avvenuta opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri, il Giudizio favorevole di VIA adottato in sede di riunione diviene a tutti gli effetti efficace e il procedimento per il rilascio del Paur prosegue il suo iter mediante la successiva convocazione di ulteriori riunioni della Conferenza di servizi finalizzate all'acquisizione dei titoli abilitativi necessari per la realizzazione e l'esercizio del progetto richiesti dal proponente.

Esperite le fasi inerenti il pronunciamento del Giudizio di VIA, qualora lo stesso sia risultato favorevole, l'autorità competente provvede a convocare la riunione decisoria conclusiva della Conferenza di servizi per l'acquisizione dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione e all'esercizio del progetto richiesti dal proponente.

La riunione decisoria conclusiva della Conferenza di servizi è propedeutica all'adozione da parte dell'autorità competente della determinazione motivata di conclusione della conferenza costituente il Paur.

I R.U., utilizzando la modulistica fornita dall'autorità competente, sono tenuti a esplicitare definitivamente la propria posizione unitaria in merito al rilascio del Paur, dichiarando esplicitamente e in modo inequivoco il proprio "assenso" o "dissenso" alla realizzazione e all'esercizio del progetto.

A conclusione della riunione l'autorità competente, preso atto degli esiti istruttori e acquisite le posizioni unitarie dei R.U. unitamente ai titoli abilitavi di rispettiva competenza, procede a verificare la sussistenza delle condizioni per l'approvazione del progetto.

Il presidente della riunione e i R.U. presenti adottano la decisione motivata in ordine all'approvazione del progetto, all'unanimità ovvero sulla base delle posizioni prevalenti, sottoscrivendo il relativo verbale.

In caso di approvazione del progetto sulla base delle posizioni prevalenti, i dissensi alla realizzazione e all'esercizio del progetto espressi motivatamente e in modoinequivoco da uno o più R.U. in sede di riunione decisoria conclusiva, sono considerati "dissensi qualificati" e consentono agli stessi di proporre opposizione avverso il Paur al Presidente del Consiglio dei Ministri.


Adozione del Paur

Ad esito dei lavori della Conferenza di servizi l'autorità competente adotta la determinazione motivata conclusiva del procedimento. La determinazione motivata di conclusione della Conferenza di servizi costituisce il provvedimento autorizzatorio unico regionale e comprende il provvedimento di VIA e i titoli abilitativi rilasciati per la realizzazione e l'esercizi o del progetto, recandone l'indicazione esplicita.

Il Paur, una volta adottato, è tempestivamente pubblicato sul sito web dell'autorità competente. L'autorità competente comunica telematicamente al proponente, ai R.U. e ad ARPA Umbria l'avvenuta adozione del Paur e la sua pubblicazione sul portale regionale.

La determinazione motivata di conclusione della conferenza, sostituisce a ogni effetto tutti i titoli abilitativi e gli atti di assenso, comunque denominati, di competenza delle amministrazioni e dei gestori di beni o servizi pubblici interessati, richiesti dal proponente.

Qualora il proponente, in sede di istanza, si sia avvalso esplicitamente della facoltà di chiedere il rinvio, ad una fase successiva al rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale, dell'acquisizione di titoli abilitativi relativi a specifici adempimenti tecnici previsti dalle norme di settore afferenti al livello di progettazione "esecutivo" e/o alle fasi successive alla realizzazione dell'opera (comunque vincolanti per l'effettivo avvio dell'esercizio della stessa), la realizzazione del progetto e/o l'esercizio non potrà avere inizio fino all'avvenuto ottenimento dei titoli rinviati.

In caso di mancata acquisizione di un titolo abilitativo (autorizzazione, intesa, concessione, licenza, parere, concerto, nulla osta e assensi comunque denominati) richiesto dal proponente in sede di istanza, ovvero di un titolo abilitativo ritenuto comunque necessario per la realizzazione e l'esercizio del progetto, la determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi sostituisce ad ogni effetto il suddetto titolo non acquisito in sede di conferenza.

In caso di rilascio del Paur a seguito dell'approvazione del progetto in sede di Conferenza di servizi è stabilito che: i termini di efficacia di tutti i titoli abilitativi acquisiti nell'ambito della Conferenza di servizi e/o sostituiti, decorrono dalla data di comunicazione al proponente, ai R.U. e ad Arpa Umbria, dell'avvenuta adozione del Paur e della sua avvenuta pubblicazione sul portale regionale, da parte dell'autorità competente;

L'efficacia temporale del Giudizio di compatibilità ambientale (VIA), comunque non inferiore a 5 anni, è stabilita in occasione della riunione decisoria della conferenza inerente il pronunciamento del giudizio stesso e definita nel provvedimento di Paur. Decorsa l'efficacia temporale del Giudizio di compatibilità ambientale indicata nel provvedimento senza che il progetto sia stato realizzato, il procedimento di Paur deve essere reiterato, fatta salva la concessione, su istanza del proponente, di specifica proroga da parte dell'autorità competente.

L'efficacia temporale di tutte le altre autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, concerti, nulla osta e assensi comunque denominati, acquisiti nell'ambito della conferenza di servizi è quella definita nei singoli provvedimenti (allegati al Paur) secondo le specifiche norme di settore.

Le "condizioni ambientali" relative al Giudizio di compatibilità ambientale (VIA), contenute nel "Quadro prescrittivo ambientale" del Paur, sono oggetto di Verifica di ottemperanza (articolo 28 del Dlgs 152/2006) da parte di Arpa Umbria.

Le "condizioni e le misure supplementari" relative agli altri titoli abilitativi necessari alla realizzazione e all'esercizio del progetto richiesti dal proponente, sono rinnovate e riesaminate, controllate e sanzionate con le modalità previste dalle relative disposizioni di settore da parte delle amministrazioni competenti per materia.

Il proponente è in ogni caso tenuto a trasmettere:

• ad ARPA Umbria, apposita Istanza di Verifica di ottemperanza alle condizioni ambientali, unitamente a tutta la documentazione necessaria atta a consentire alle autorità preposte di verificare l'avvenuta ottemperanza delle "condizioni ambientali" contenute nel Giudizio di VIA;

• agli altri soggetti/amministrazioni titolari degli ulteriori titoli abilitativi acquisiti e sostituiti dal Paur, tutte le comunicazioni e gli elaborati atti a consentire, agli stessi, il controllo e la vigilanza del rispetto delle "condizioni e misure supplementari" ivi contenute.

Tutti i titoli abilitativi acquisiti nel corso della riunione decisoria finale della conferenza di servizi sono allegati, quale parte integrante e sostanziale, alla determinazione motivata di conclusione della Conferenza di servizi stessa che costituisce il Paur.

Il Paur è immediatamente efficace qualora il progetto valutato in sede di conferenza sia stato oggetto di approvazione unanime da parte dei R.U.

Il Servizio Valutazioni ambientali, sviluppo e sostenibilità ambientale della Regione Umbria, in qualità di autorità competente, adotta la determinazione dirigenziale motivata di conclusione della Conferenza di servizi, comprendente il Giudizio di compatibilità ambientale e i titoli abilitativi rilasciati dai soggetti competenti sulla base di quanto richiesto esplicitamente dal proponente in sede di istanza.

La determinazione motivata comprende, quale parte integrante e sostanziale, uno specifico allegato tecnico, suddiviso in sezioni, redatto al fine di raccogliere in maniera organica ed esaustiva tutta la documentazione inerente il procedimento svolto.

Le sezioni di cui è costituito l'allegato tecnico sono di norma le seguenti:
Sezione 1 - Elenco elaborati progettuali approvati
Sezione 2 - Iter istruttorio svolto
Sezione 3 - Verbali delle riunioni della Conferenza di servizi
sezione 4 - Quadro prescrittivo ambientale
sezione 5 - Progetto di Monitoraggio Ambienta/e (PMA)
sezione 6 - Titoli abilitativi acquisiti

Con provvedimento di Paur:

• è acquisto e sostituito il giudizio favorevole di compatibilità ambientale (Giudizio di VIA) eventualmente pronunciato dai Rappresentanti Unici in occasione della specifica riunione decisoria della Conferenza di servizi, ed espresso, conseguentemente, il Giudizio favorevole di compatibilità ambientale in ordine al progetto presentato dal proponente, subordinatamente al rispetto delle "condizioni ambientali" impartite in sede di VIA, esplicitamente riportate nella Sezione 4 (Quadro prescrittivo ambientale) dell'"Allegato Tecnico" al provvedimento;

• è acquisto e sostituito l'assenso alla realizzazione e all'esercizio eventualmente pronunciato dai R.U. ad esito della riunione decisoria conclusiva della Conferenza di servizi che costituisce, a tutti gli effetti, approvazione del progetto valutato.



Verifica di ottemperanza del Quadro prescrittivo ambientale

L'autorità di vigilanza e controllo, cui compete lo svolgimento delle attività inerenti la Verifica di ottemperanza delle "condizioni ambientali" impartite con il provvedimento di VIA o di Verifica di Assoggettabilità a VIA, compresa la Verifica di ottemperanza del Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) dei potenziali impatti significativi e negativi derivanti dalla realizzazione e dall'esercizio del progetto, è ARPA Umbria, Direzione Generale - Ispezione, Controllo e Valutazione.

Il proponente è tenuto a presentare in un'unica soluzione ad Arpa Umbria istanza di verifica di ottemperanza delle "condizioni ambientali" impartite nel Quadro prescrittivo ambientale inerenti la macrofase "ante-operam", unitamente alla documentazione comprovante l'avvenuta ottemperanza delle stesse, contenente tutti gli elementi necessari atti a consentire alle autorità preposte di verificare l'avvenuta ottemperanza delle "condizioni ambientali" attinenti la suddetta fase, prima dell'avvio della fase di cantiere. A tale fine il proponente potrà concordare con le autorità preposte, preliminarmente alla presentazione dell'istanza, i contenuti documentali ritenuti necessari a tale scopo.

Una volta ricevuta l'istanza, Arpa Umbria procederà all'attività di verifica dell'intera fase "ante operam". Nel caso in cui l'autorità preposta rilevi la mancata ottemperanza di una o più "condizioni ambientali" inerenti la suddetta fase, specificherà motivatamente nella comunicazione la/le condizioni non ottemperate dal Proponente.

Il proponente non potrà dare corso alla fase di cantiere (corso d'opera) prima della comunicazione di esito positivo da parte dell'autorità preposta dell'avvenuta ottemperanza alle condizioni ambientali inerenti la macrofase "ante operam". Per quanto riguarda la verifica di ottemperanza delle "condizioni ambientali" attinenti la macrofase "corso d'opera" e la macrofase "post operam", il proponente e le autorità competenti procederanno in analogia a quanto sopra stabilito per la macrofase "ante operam".

La Verifica di ottemperanza del Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) predisposto dal proponente è effettuata da ARPA Umbria secondo le specifiche modalità e tempistiche nello stesso definite.

 

Gli Indirizzi operativi Minambiente

In data 6 settembre 2019, il Ministero dell'Ambiente ha pubblicato gli "Indirizzi operativi per l'applicazione dell'articolo 27 bis, Dlgs 152/2006: il Provvedimento autorizzatorio unico regionale" (vedi documento nel menu di destra).

Nel documento vengono esaminati i diversi profili problematici emersi finora sia sul piano teorico che nell’applicazione pratica, dopo quasi due anni di distanza dall'introduzione del Paur nell’ordinamento italiano. Attraverso un esame ragionato delle singole previsioni normative che disciplinano il provvedimento autorizzatorio unico regionale, ne vengono evidenziati non soltanto i profili di criticità ma anche i punti di forza.

Il documento si pone come strumento di supporto alle attività delle autorità regionali competenti in materia di valuazione di impatto ambientale (e anche dei proponenti), per garantire quanto più possibile un’omogenea e corretta applicazione della disciplina della Via sul territorio nazionale.

Lo scopo finale del documento non è tanto quello di risolvere i ricorrenti problemi nell'applicazione del Paur, quanto piuttosto quello di individuarli, offrendo così un contributo all’attività interpretativa della normativa e al consolidamento delle best practice ad oggi formatesi. Senza dimenticare i margini di azione che il Dlgs 152/2006 lascia alle Regioni, dando loro la possibilità di semplificare ulteriormente i procedimenti autorizzativi e di colmare alcuni nodi procedurali non dettagliati dal legislatore nazionale.

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La valutazione di incidenza

La Valutazione di incidenza verifica l'incidenza del progetto su particolari aree naturali protette, come i siti Natura 2000 (zone SIC e ZPS). L'indicazione delle aree, è contenuta e disciplinata, in via generale dalle direttive Habitat (92/43/Ce) e Uccelli (2009/147/Ce) e dal regolamento nazionale Dpr 357/1997, nonché dalla Lr 16 febbraio 2010, n. 12 e dalla Dgr 26 luglio 2011, n. 861.

Si danno due casi:

1) il progetto è sottoposto a screening e/o VIA: la valutazione di incidenza si svolge all'interno della medesima, cioè l'Ente procedente acquisirà il parere dell'Autorità preposta all'area protetta e verranno considerati anche gli effetti diretti ed indiretti dei progetti sugli habitat e sulle specie delle aree protette. A questo proposito verrà allegata alla istanza di screening o di VIA lo studio di incidenza;

2) il progetto non è sottoposto a screening e/o VIA (ad esempio perché al di sotto delle soglie richieste), ma il progetto richiede la Valutazione di incidenza in quanto ubicato in siti Natura 2000 o in zone adiacenti. In questo caso è l'Ente preposto alla protezione dell'Area a provvedere alla valutazione di incidenza.

Nell'uno o nell'altro caso, per acquisire la Valutazione di incidenza (se necessaria) il proponente deve allegare alla domanda il progetto dell'impianto e lo Studio di incidenza, un documento di analisi ambientale degli effetti che il progetto avrebbe sull'ambiente (integrità dei siti nella loro funzione ecologica).

Ai sensi delle linee guida regionali sono senz'altro sottoposti alla procedura di valutazione di incidenza i progetti di:

• impianti eolici che prevedano l'installazione di aerogeneratori di altezza, misurata al mozzo del rotore, superiore a 8 metri e ubicati ad una distanza dalle aree incluse nella Rete Natura 2000 (SIC e ZPS) inferiore a 3000 metri per le aree di classe A e inferiore a 1000 metri per le aree di classe B, indicate nella tabella Rete Natura 2000;

• impianti idroelettrici che prevedano la realizzazione di sbarramenti ubicati ad una distanza dalle aree incluse nella rete Natura 2000 (SIC e ZPS) inferiore a 3000 metri a monte dello sbarramento e inferiore a 300 metri a valle dello sbarramento, da calcolare lungo lo sviluppo dell'asta fluviale.

>> Per visualizzare la Tabella Rete natura si veda la corrispondente voce nel menù di destra.


Tempi della valutazione di incidenza

Se la procedura di valutazione di incidenza è all'interno della VIA, essa rispetterà i tempi previsti per la VIA stessa. In caso di procedimento esterno alla VIA, la procedura dovrà svolgersi comunque nei tempi massimi previsti per il procedimento unico.

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