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Biocarburanti liquidi

Cos' e come si ottiene il biodiesel

Il processo di transesterificazione e le caratteristiche del combustibile che ne deriva

Mentre l'olio vegetale si ricava dalla spremitura e dalla filtrazione di semi di piante oleaginose, il biodiesel rappresenta il risultato di un'ulteriore processo di lavorazione dell'olio vegetale stesso. Biodiesel e olio vegetale, quindi, condividono le medesime biomasse di partenza, ma non il medesimo processo produttivo.

Il biodiesel infatti si ottiene sottoponendo l'olio vegetale ad un processo di transesterificazione.

La transesterificazione è una reazione chimica, il cui principale risultato è la rottura delle molecole dei trigliceridi, cioè degli acidi grassi che caratterizzano l'olio vegetale e che sono alla base della sua elevata viscosità.

Il processo di transesterificazione avviene utilizzando un reagente alcolico (metanolo o etanolo), la cui azione è rinforzata e accellerata da un un catalizzatore (soda caustica). L'alcol, reagendo con gli acidi grassi, produce da un lato biodiesel e dall'altro glicerolo.

 

Semplificando al massimo: da 1.000 kg di olio vegetale + 100 kg di metanolo si ottengono 1.000 kg di biodiesel + 100 kg di glicerolo. 

Il glicerolo (o glicerina) non soltanto non è un prodotto di scarto, ma è anzi un composto pregiato che trova adeguata valorizzazione economica e decine di possibili utilizzi, ad esempio nell'industria alimentare e farmaceutica.

Esistono diverse tecniche di transesterificazione: la più diffusa prevede un processo di lavorazione a temperatura ambiente, semplice e poco energivoro. Presenta il vantaggio di non dover pre-trattare e raffinare l'olio e può inoltre utilizzare anche gli oli vegetali esausti (ad esempio oli da fritture).

Le caratteristiche del biodiesel

Il biodiesel è un combustibile rinnovabile, biodegradabile e atossico, ma con parametri chimico-fisici del tutto simili a quelli del gasolio.

Alcune caratteristiche, come ad esempio l'elevato contenuto di ossigeno, assicurano al biodiesel un'ottima combustione all'interno delle caldaie e nei motori diesel.

 

Il biodiesel può essere utilizzato puro al 100% (B100) o miscelato con gasolio in percentuali variabili.
 
Per valutare in maniera oggettiva alcune delle principali caratteristiche del biodiesel puro, occorre vederle in confronto diretto con il gasolio:
 
• minore potere calorifico (37,5 MJ/kg rispetto a 42,8 MJ/kg), con conseguenti consumi specifici leggermente superiori
 
• minore contenuto di carbonio e di composti aromatici
 
• elevato contenuto di ossigeno (>10%), che ne migliora la combustione
 
• assenza di zolfo
 
• punto di infiammabillità più alto (120 °C rispetto a 70 °C), e quindi maggiore sicurezza nel trasporto e nello stoccaggio
 
• maggiore viscosità, che comporta piccole modifiche in particolare alle guarnizioni in gomma
 
• numero di cetano più alto, che corrisponde ad un'accensione del motore più rapida
 
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