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Biocarburanti liquidi

Che cos' e come si ottiene il bioetanolo

Il processo di fermentazione e distillazione, e le caratteristiche dell'alcol che ne deriva
Il bioetanolo è un alcol che si ottiene dalla fermentazione di biomasse dedicate o anche di scarto. In particolare, si utilizzzano cereali amidacei come il mais e colture zuccherine come la canna da zucchero.

Nel caso delle colture zuccherine, si procede selezionando le parti della pianta contenenti zucchero. A queste viene aggiunto del lievito di birra, per stimolare la fermentazione degli zuccheri che porta alla produzione di alcol e di anidride carbonica. L'ultima fase di lavorazione prevede la distillazione della parte liquida per la produzione dell'etanolo vero e proprio.

Nella lavorazione della canna da zucchero, il processo lascia come residuo la parte fibrosa della pianta, la cosiddetta "bagassa". Si tratta di un prodotto di scarto che viene ottimamente valorizzato attraverso la combustione e la produzione di elettricità e calore.

Nel caso dei cereali, invece, si procede innazitutto separando e selezionando i semi, per poi macinarli. Viene quindi aggiunta dell'acqua e il composto viene sottoposto ad una breve cottura ad alte temperature (la "gelatinizzazione"), per essere poi raffreddato. Dopo questa fase di pre-trattamento, vengono aggiunti particolari enzimi (le amilasi) che trasformano gli amidi in zuccheri semplici, adatti alla fermentazione alcolica. A questo punto, si procede alla distillazione e quindi all'estrazione dell'etanolo.

Dal processo di lavorazione dei cereali si ricavano buoni quantitativi di sottoprodotti utilizzabili come mangimi animali. Partendo da 100 kg di cereali, si ottengono mediamente 30 kg di etanolo e 30 kg di mangimi.

Oggi la produzione di etanolo avviene nella maggior parte dei casi in impianti di grandi dimensioni, di proprietà di pochi gruppi industriali. La realizzazione di questi impianti, che comporta investimenti di decine di milioni di euro, va spesso in direzione contraria alla creazione di filiere corte che potrebbero ridurre le distanze tra luogo di produzione e luogo di consumo dell'etanolo, attraverso la nascita di molti piccoli impianti produttivi decentrati sul territorio.

 

Le caratteristiche del bioetanolo

Il bioetanolo è un carburante liquido e incolore, dotato di parametri chimico-fisici simili a quelli della benzina.

Il bioetanolo viene prodotto e commercializzato come carburante per autotrazione in forma pura (E100) o, più spesso, in miscele con benzina in proporzioni variabili (E10, E15, E20, E85, ecc.), in cui il numero indica la percentuale di bioetanolo sul totale del carburante.

Molto spesso il bioetanolo è presente nelle benzine sotto forma di addittivo, in percentuali fino al 10%. Si tratta dell'etere etilterbutilico (ETBE), una variante del bioetanolo utilizzata per migliorare la combustione e diminuire alcune emissioni inquinanti specifiche, come gli idrocarburi incombusti e il monossido di carbonio.

Tra le principali caratteristiche del bioetanolo, sono da segnalare:

• elevato numero di ottani dell'etanolo puro rispetto alla benzina (113 vs. 89,7), che garantisce ottime prestazioni ai motori
 
• potere calorifico inferiore alla benzina, con un aumento dei consumi pari a circa il 15-30%

 
• assenza di zolfo

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