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Caldo e freddo

Camini e canne fumarie (Requisiti di ventilazione/aerazione)

Pagina realizzata in collaborazione con l'ing. Daniele Palma, consulente esperto in efficienza energetica.

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Differenza tra ventilazione e aerazione
Requisiti richiesti
Ventilazione meccanica controllata

La combustione in carenza di ossigeno genera monossido di carbonio, gas inodore e incolore, fortemente tossico  anche a basse concentrazioni. Per questo motivo, i locali in cui sono installati i generatori di calore devono essere adeguatamente ventilati/aerati, secondo le indicazioni della norma specifica di riferimento. 

Differenza tra ventilazione e aerazione

Innanzitutto distinguiamo i seguenti termini (da UNI 7129-2:2008):

Ventilazione: afflusso dell’aria necessaria alla combustione.

Aerazione: ricambio dell’aria necessaria sia per lo smaltimento dei prodotti della combustione, sia per evitare miscele con un tenore pericoloso di gas non combusti.

Locale ventilato: locale dotato di dispositivi che consentono la ventilazione (diretta o indiretta). Tali dispositivi possono essere costituiti da:
• aperture permanenti rivolte verso l’esterno, realizzate su pareti/serramenti/infissi;
• aperture permanenti rivolte verso un locale per l’aria comburente;
• condotti di ventilazione.

Locale aerato: locale dotato di dispositivi che consentono l’aerazione permanente. Tali dispositivi possono essere costituiti da:
• una o più aperture comunicanti permanentemente con l’esterno, realizzate su pareti perimetrali, serramenti o infissi;
• condotti di aerazione.

Locale aerabile: locale dotato di dispositivi che consentono l’aerazione su necessità. Tali dispositivi possono essere costituiti da generiche aperture apribili e comunicanti direttamente con l’esterno quali porte, finestre, portafinestre, lucernari, ecc. Si definiscono altresì aerabili i locali d’installazione dotati di più aperture (porte, finestre, aperture permanenti) non direttamente comunicanti con l’esterno, ma comunicanti con almeno due locali dotati di aperture apribili e comunicanti direttamente con l’esterno.

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Requisiti richiesti

I locali dove sono installati gli apparecchi devono essere quindi adeguatamente:

• ventilati al fine di far affluire l’aria necessaria per la combustione
• aerati per smaltire i fumi

Per apparecchi di tipo A

Si tratta di apparecchi di portata termica limitata, per i quali il prelievo dell’aria comburente e l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono nello stesso locale di installazione. Non sono previsti per il collegamento a una canna fumaria o a un dispositivo di scarico all’esterno dei prodotti della combustione.  

 

 

Gli apparecchi di tipo A necessitano di due aperture, di almeno 100 cm² ciascuna:

• la prima (di ventilazione), collocata in prossimità del pavimento, con filo inferiore ad una altezza comunque non maggiore di 30 cm dal pavimento stesso, per favorire l’ingresso di aria;

• la seconda (di aerazione), ubicata in prossimità del soffitto, con filo inferiore ad un’altezza comunque non minore di 1,80 m dal pavimento, per consentire di evacuare all’esterno i prodotti della combustione. 

Gli apparecchi di tipo A non possono essere installati in locali adibiti a camera da letto o a bagno/ doccia e nei locali di volume minore di 12 metri cubi. 


Per apparecchi di tipo B

Gli apparecchi di tipo B, “a camera di combustione aperta”, sono tradizionalmente più diffusi. Per essi il prelievo dell'aria comburente avviene nello stesso locale d’installazione, ma l’evacuazione dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale stesso, mediante collegamento a camino/canna fumaria.  

 

 

 

Gli apparecchi di tipo B presentano i seguenti requisiti di ventilazione/aerazione:

• l’apertura di ventilazione può essere posizionata a qualsiasi quota rispetto al livello del pavimento, con dimensioni di almeno 100 cm²

• l’aerazione può essere garantita in vari modi: mediante una o più aperture permanenti verso l’esterno, o condotti di ventilazione, oppure aperture apribili e comunicanti direttamente con l’esterno (porte, finestre, …), o anche aperture non direttamente comunicanti con l’esterno, ma comunicanti con almeno due locali dotati di aperture apribili e comunicanti direttamente con l’esterno.

Nota bene: la norma UNI EN 7129 art. 4.2.1 vieta l'installazione di apparecchi di tipo B nei locali uso bagno.

Per apparecchi di tipo C

Si tratta degli apparecchi cosiddetti “stagni”, con circuito di combustione “a tenuta” rispetto al locale d’installazione. Per essi sia il prelievo dell'aria comburente che l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono direttamente all’esterno del locale, mediante appositi condotti di adduzione aria/espulsione fumi.

 

 

Si può facilmente dedurre che passando dal tipo A al tipo C aumenta il grado di sicurezza offerto dagli apparecchi nei confronti degli utenti che abitano i locali. Pertanto anche i requisiti di ventilazione ed aerazione imposti dalle norme risultano conseguentemente meno stringenti.

Gli apparecchi di tipo C, con circuito di combustione stagno, non avendo necessità di prelevare l’aria dal locale d’installazione, non necessitano di aperture permanenti di ventilazione. Ma occorre comunque che il locale sia aerato o aerabile, ossia dotato di dispositivi che consentono l’aerazione su necessità.

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Ventilazione meccanica controllata

Rappresenta un sistema meccanico di ricambio d’aria dell’intera unità abitativa, utile per garantire la diluizione degli inquinanti interni agli ambienti e la ventilazione necessaria per i soli apparecchi di cottura con sorveglianza di fiamma.
Non è utilizzabile come sistema di ventilazione per caldaie di apparecchi di tipo B, mentre è invece ammessa in presenza di apparecchi tipo C, che non richiedono aperture di ventilazione.

Per tutti gli approfondimenti sulla ventilazione meccanica, si consigli di consultare la voce specifica nel menu di destra.

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