Nextville - logo
 

Caldo e freddo

Camini e canne fumarie (Risanamento di canne fumarie esistenti)

Pagina realizzata in collaborazione con l'ing. Daniele Palma, consulente esperto in efficienza energetica.

Una questione particolare, che interessa progettisti e installatori di impianti termici, riguarda il risanamento di camini o canne fumarie esistenti che presentano problemi di funzionamento o che comunque devono essere adeguati alle normative vigenti.

La UNI 10845 all'art. 7.2 descrive così l’attività di risanamento.
Risanamento mediante rivestimento interno di camini/canne fumarie esistenti
"È consentito il risanamento di camini e canne fumarie esistenti attraverso il rivestimento delle pareti perimetrali interne utilizzando materiali adatti e tecniche di installazione adeguate, dichiarati idonei allo scopo dal produttore.
In particolare, i materiali impiegati devono essere adatti a resistere alle normali condizioni di esercizio previste, ai componenti chimici presenti nei prodotti della combustione, alle sollecitazioni termiche e meccaniche nonché alle operazioni di pulizia o manutenzione".

Le problematiche maggiori per i camini si riscontrano nel momento in cui avvengono sostituzioni di caldaie o di tipologia di combustibile. Il cambio di combustibile riguarda principalmente il passaggio da gasolio a gas metano. In questo caso è obbligatorio che il camino abbinato a una caldaia a gas metano abbia un'adeguata resistenza al cosiddetto “funzionamento a umido", cioè con presenza di formazione di condensa al proprio interno dovuta alle basse temperature dei fumi di scarico.

Dato che la stragrande maggioranza dei camini esistenti su impianti funzionanti a gasolio è stata realizzata negli anni passati con materiali poco resistenti all'umidità, quali calcestruzzo precompresso, mattoni pieni o addirittura Eternit, ne consegue la necessità di abbinare la caldaia a gas metano ad un camino avente adeguate caratteristiche tecniche e materiali, quali l'acciaio inox o la ceramica refrattaria. Nei casi di passaggio al gas, oltre alla possibilità di realizzare un nuovo camino è possibile eseguire anche l'intubamento di quello esistente, con appositi condotti in acciaio inox monoparete in base alle indicazioni riportate nella norma UNI 10845.

Negli ultimi anni è anche stata sviluppata una nuova tecnologia, che prevede l'inserimento all'interno del camino esistente di una manichetta in fibra di vetro, amalgamata con speciali resine termoindurenti, che viene insufflata con vapore ad alta temperatura in modo tale da gonfiarla e farla aderire alle pareti interne del camino. Raffreddandosi, la manichetta cristallizza e solidifica, creando un rivestimento uniforme della parete interna del camino resistente alle alte temperature, alle sollecitazioni meccaniche e alla condensa dei fumi.

Per quanto riguarda l’utilizzo di resine termoindurenti, segnaliamo che il 18 maggio 2009 è stata emanata una Circolare del Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, con oggetto “Disposizioni riguardanti i rivestimenti interni di camini/canne fumarie in materiale plastico (resine furaniche/termoindurenti). Indicazioni applicative”.
In sintesi, la Circolare conclude con i seguenti punti:
• l’impiego di resine termoindurenti è da escludere in impianti termici civili aventi potenza nominale superiore a 35 kW;
• per impianti termici al di sotto dei 35 kW, ferma restando la competenza specifica del Ministero dello Sviluppo Economico circa l’idoneità di tali rivestimenti interni, è comunque parere del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno che l’eventuale utilizzo di tali prodotti debba essere ristretto esclusivamente a quelli recanti la marcatura CE sulla base di un benestare tecnico europeo, installati in conformità all’uso previsto dal fabbricante. Per consultare il documento, vedi "Circolare Ministero dell'Interno" nel menu di destra.

Un altro problema non trascurabile riguarda soprattutto le canne fumarie collettive realizzate negli anni passati, dimensionate per caldaie che emettevano fumi a temperature molto elevate (160-180 °C). Ma con la sostituzione delle vecchie caldaie con caldaie di tecnologia moderna, del tipo ad alto rendimento, la temperatura dei fumi immessi nella canna fumaria si è notevolmente ridotta, diminuendo l'effetto del tiraggio naturale e creando problemi di riflusso dei fumi verso l'ambiente abitato.

In questi casi, le canne fumarie devono essere sottoposte a verifica di "funzionalità" o di "idoneità" in base alle procedure previste dalla norma UNI 10845. Se i valori di tiraggio riscontrati non risultassero idonei, è necessario intervenire realizzando nuove canne fumarie collettive appositamente dimensionate oppure, se le sezioni di passaggio lo consentono, intubare le canne esistenti con condotti fumari singoli, installando caldaie a tiraggio forzato e camera stagna di tipo C.

Ricordiamo che queste soluzioni devono essere vagliate e progettate caso per caso da un professionista qualificato che dovrà valutare, oltre al rispetto delle normative tecniche cogenti, anche l'impatto degli interventi proposti sulle strutture architettoniche dell'edificio.

Condividi:
© Copyright riservato - riproduzione vietata Edizioni Ambiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
Annunci Google