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Detrazioni ristrutturazioni edilizie

Bonus mobili e grandi elettrodomestici

Il bonus del 50% per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici

Il Dl 4 giugno 2013 n. 63, convertito nella Legge 90/2013, è intervenuto in materia di detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, aggiungendo tra le spese detraibili quelle sostenute per "l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione."

Nel corso degli anni, la detrazione è stata prorogata di anno in anno, fino ad arrivare alla Legge di bilancio 2019 (Legge 145/2018) che ha confermato per tutto il 2019 sia la detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, sia il bonus mobili ed elettrodomesici che le detrazioni per gli interventi antisismici.

La detrazione, da spalmare su un periodo di 10 anni, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro considerato, per gli interventi effettuati nell'anno 2017 oppure per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2018, al netto delle spese sostenute nell'anno 2017 per le quali si è fruito della detrazione.

Importante: l'importo di 10mila euro non rappresenta il limite massimo detraibile, bensì l'ammontare massimo di spesa sul quale va calcolata la detrazione del 50% (che quindi risulta pari ad un massimo di 5mila euro).

Tra le spese detraibili, possono essere incluse anche quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Alcune importanti indicazioni sul bonus mobili/elettrodomestici sono state fornite con Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 29/E del 18 settembre 2013 e n. 11/E del 21 maggio 2014, da cui abbiamo tratto parte dei contenuti presenti in questa pagina.

L'accesso al Bonus è indipendente dalla spesa sostenuta per gli interventi di ristrutturazione.

Interventi edilizi abbinabili al bonus mobili/elettrodomestici

Per beneficiare del bonus, occorre che l’acquisto di mobili/elettrodomestici sia collegato a interventi edilizi effettuati su:

singole unità immobiliari residenziali

•  oppure parti comuni di edifici residenziali.

Naturalmente, il fatto di aver effettuato lavori di ristrutturazione sulle parti comuni di edifici condominiali non consente ai singoli condòmini, che fruiscono pro-quota della relativa detrazione, di acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all'arredo della propria unità immobiliare.

Ecco l’elenco di tutte le tipologie di interventi alle quali il bonus mobili/elettrodomestici può essere collegato:

• di manutenzione straordinaria, (lettera b) articolo 3 Dpr 380/2001), effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;

Esempi di manutenzione straordinaria:
- installazione di ascensori e scale di sicurezza
- realizzazione dei servizi igienici
- sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso
- rifacimento di scale e rampe
- realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate
- costruzione di scale interne
- sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare
- sostituzione caldaia

• di restauro e di risanamento conservativo, (lettera c) articolo 3 Dpr 380/2001), effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;

Esempi di restauro e risanamento conservativo:
- adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
- ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio

• di ristrutturazione edilizia, (lettera d) articolo 3 Dpr 380/2001), effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;

Esempi di ristrutturazione edilizia:
- modifica della facciata
- realizzazione di una mansarda o di un balcone
- rasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
- apertura di nuove porte e finestre
- costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti

• necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;

• di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, (lettere c) e d) articolo 3 Dpr 380/2001), riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile;

• di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Esempi di manutenzione ordinaria:
- tinteggiatura pareti e soffitti
- sostituzione di pavimenti
- sostituzione di infissi esterni
- rifacimento di intonaci
- sostituzione tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni
- riparazione o sostituzione di cancelli o portoni
- riparazione delle grondaie
- sostituzione sanitari

Attenzione: i lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al Bonus. In caso di manutenzione ordinaria, infatti, l'accesso alla detrazione del 50% è previsto solo per gli interventi che riguardano le parti comuni di edifici residenziali.

• interventi finalizzati al risparmio energetico di cui alla lettera h) del comma 1 dell'articolo 16-bis del Tuir, se riconducibili alla manutenzione straordinaria o alle altre categorie ammissibili.

Inoltre, in un chiarimento contenuto nella Circolare n. 10/E del 14 maggio 2014, l’Agenzia delle entrate ha precisato che è possibile accedere al bonus anche in abbinamento a "interventi per la prevenzione di atti illeciti da parte di terzi", ma solo nel caso in cui questi si configurino come "interventi edilizi". Rientrano quindi opere quali "apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione", "porte blindate o rinforzate", mentre sono escluse altre tipologie di installazioni quali "sensori, serrature, spioncini" e simili.

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Tempistiche degli interventi

La Legge di bilancio 2019 ha disposto anche che il Bonus mobili sia usufruibile per l'anno 2019 solo in abbinamento ad interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2018 (e quindi non negli anni precedenti).

Attenzione: in ogni caso le spese per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici possono essere sostenute anche prima di quelle per la ristrutturazione dell'immobile, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell'immobile cui detti beni sono destinati.

In altre parole, la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l'arredo dell'abitazione.

La data di avvio può essere comprovata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare, dalla comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all'Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria, ovvero, in caso si tratti di lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi dovrà essere oggetto di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

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Mobili agevolabili

Rientrano tra i mobili agevolabili, a titolo esemplificativo:

• letti,
• armadi,
• cassettiere,
• librerie,
• scrivanie,
• tavoli,
• sedie,
• comodini,
• divani,
• poltrone,
• credenze,
• materassi,
• apparecchi di illuminazione.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Non sono invece agevolabili gli acquisti di:

• porte,
• pavimentazioni (ad esempio, il parquet),
• tende e tendaggi,
• altri complementi di arredo.

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Elettrodomestici agevolabili

Ricordiamo che la norma incentiva l’acquisto di:

• grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+,

• forni di classe non inferiore alla A.

Attenzione: l'acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l'obbligo di etichetta energetica.

Per individuare i "grandi elettrodomestici", un utile riferimento è l’elenco contenuto nell’allegato B1 del Dlgs 151/2005, secondo cui in questa categoria rientrano, a titolo esemplificativo:

• frigoriferi,
• congelatori,
• lavatrici,
• asciugatrici,
• lavastoviglie,
• apparecchi di cottura,
• stufe elettriche,
• piastre riscaldanti elettriche,
• forni a microonde,
• apparecchi elettrici di riscaldamento,
• radiatori elettrici,
• ventilatori elettrici,
• apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

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Caratteristiche di mobili, elettrodomestici, forni e apparecchiature

Pur non essendo espressamente previsto, è implicito che l’agevolazione si applichi solo su mobili/elettrodomestici nuovi.

Tali beni inoltre sono agevolabili anche se destinati all’arredo di un ambiente diverso da quello oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi più sopra elencati.

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Come calcolare la spesa detraibile

L'importo massimo di 10.000 euro, sul quale calcolare la detrazione, si riferisce complessivamente alle spese sostenute per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Questo significa che se la somma delle spese sostenute per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici supera l'importo di 10.000 euro, la detrazione spettante dovrà essere determinata comunque sull'importo massimo di 10.000 euro.

L’importo va inteso come riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o alla parte comune dell'edificio oggetto di ristrutturazione, prescindendo dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa.

Inoltre, il limite di 10.000 euro riguarda sempre la singola unità immobiliare. Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Attenzione: per gli interventi effettuati nell'anno 2018 o per quelli iniziati nel 2018 e proseguiti nel 2019, l'importo dei 10.000 euro va considerato al netto delle spese sostenute nell'anno 2018 per le quali si è fruito della detrazione.

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Adempimenti e procedure particolari

Il bonus mobili/elettrodomestici, essendo legato al beneficio fiscale previsto per le ristrutturazioni edilizie, non ha un iter diverso rispetto a quello standard previsto per tali detrazioni. Ne consegue che ai pagamenti effettuati mediante bonifici bancari o postali si applica la ritenuta dell'8%. Per maggiori informazioni vedi la voce "Ritenuta bonifici detrazioni fiscali" nel menu di destra.

Secondo quanto previsto Circolare n. 7 del 31 marzo 2016, se il pagamento per il bonus mobili/elettrodomestici è disposto mediante bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare il bonifico appositamente predisposto da banche e Poste Spa per le spese di ristrutturazione edilizia (bonifico soggetto a ritenuta).

Inoltre, fermo restando l'obbligo di pagare il corrispettivo degli interventi di recupero del patrimonio edilizio mediante l'apposito bonifico bancario o postale, per gli acquisti di mobili e/o di grandi elettrodomestici il pagamento è consentito anche mediante carte di credito o carte di debito (bancomat).

In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.

Non sono invece consentiti pagamenti mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi.

Non è necessario utilizzare il bonifico appositamente predisposto da banche e Poste Spa per le spese di ristrutturazione edilizia (bonifico soggetto a ritenuta).

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Comunicazione ENEA

Attenzione: per i lavori effettuati a partire dal 1° gennaio 2018, la legge di bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha introdotto – analogamente a quanto già avviene con le detrazioni per l'efficienza energetica – l'obbligo di trasmettere all'ENEA per via telematica le informazioni sugli interventi che comportano risparmio energetico e/o l'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia. 
Per conoscere l'iter procedurale, consulta "Procedure ristrutturazioni edilizie" nel menu di destra.

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NORME DI RIFERIMENTO

Dpr 6 giugno 2001, n. 380
Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia - Testo A

Dl 4 giugno 2013, n. 63
Recepimento direttiva 2010/31/Ue sulla prestazione energetica in edilizia e proroga detrazioni fiscali del 55% e 50% per efficientamento energetico e ristrutturazioni degli edifici  

Circolare Agenzia delle entrate 18 settembre 2013, n. 29

Chiarimenti sulle detrazioni Irpef per efficientamento energetico degli edifici e ristrutturazioni edilizie (Dl 63/2013) 

Circolare Agenzia delle entrate 21 maggio 2014, n. 11
Dichiarazione dei redditi - Risposte a quesiti in materia di Irpef posti da Caf e altri soggetti - Stralcio - Bonus ristrutturazioni e riqualificazione energetica in edilizia

Circolare Agenzia delle entrate 31 marzo 2016, n. 7
Interventi di ristrutturazione edilizia

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