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Eolico

Eolico offshore

Energia dal vento in mare aperto

L'eolico offshore non è nient'altro che l'eolico realizzato in mare. Per l'installazione delle turbine si prediligono le acque poco profonde lungo la costa e in cui il vento spira forte e costante grazie all'assenza di ostacoli.

Per merito delle condizioni favorevoli del vento in alto mare, l'eolico offshore (a parità di potenza installata) produce mediamente il 30% di energia in più rispetto al consueto onshore.

L'eolico offshore è una "variante" dell'eolico che, dal punto di vista della tecnologia utilizzata, non differisce sostanzialmente dall'eolico che siamo abituati a vedere sulla terraferma. Si utilizzano infatti le comuni macchine tripala e ad asse orizzontale, prediligendo in particolare quelle di grande taglia (fino a 7 MW).

Ciò che cambia è la presenza delle fondazioni marine, a cui vanno ancorati i generatori, e di linee elettriche subacquee per il trasporto dell'elettricità sulla terraferma. Questi due elementi hanno un costo notevole, incidendo per circa il 50% sull'investimento complessivo di un impianto offshore.

Questo ha una ricaduta sul costo dell'energia prodotta, che è ancora leggermente superiore a quello degli impianti eolici installati sulla terraferma.

Il potenziale offshore italiano

Anche se i mari del Nord e in generale gli oceani beneficiano di un maggiore disponibilità eolica, tuttavia anche il nostro paese ha un grande potenziale.

In totale, l'Italia dispone di ben 11.686 km² di superficie marina adatta all'eolico offshore; le zone ideali sono soprattutto quelle dell'Italia centro-meridionale, con in testa la Puglia.

Il potenziale offshore italiano è purtroppo scarso in zone marine a bassa profondità, dove risulterebbe più agevole l'installazione e l'ancoraggio delle turbine al fondale. In ogni caso, installazioni eoliche troppo vicine alla costa potrebbero non essere gradite a causa dell'importante impatto visivo.

Per sfruttare venti più forti e risolvere il problema dell'impatto visivo delle turbine, ci si dovrebbe spingere più al largo, dove i fondali superano i 50 metri di profondità. Sono allo studio piattaforme galleggianti ancorabili a fondali profondi anche più di 100 metri; l'utilizzo di queste piattaforme consentirebbe l'installazione di impianti eolici offshore fino a 20 km di distanza dalle coste.

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