Nextville - logo
 

Eolico

Eolico offshore

Energia dal vento in mare aperto

L'eolico offshore non è nient'altro che l'eolico realizzato in mare. Per l'installazione delle turbine si prediligono le acque poco profonde lungo la costa e in cui il vento spira forte e costante grazie all'assenza di ostacoli.

Per merito delle condizioni favorevoli del vento in alto mare, l'eolico offshore (a parità di potenza installata) produce mediamente il 30% di energia in più rispetto al consueto onshore.

 

L'eolico offshore è una "variante" dell'eolico che, dal punto di vista della tecnologia utilizzata, non differisce sostanzialmente dall'eolico che siamo abituati a vedere sulla terraferma. Si utilizzano infatti le comuni macchine tripala e ad asse orizzontale, prediligendo in particolare quelle di grande taglia (fino a 7 MW).


Ciò che cambia è la presenza delle fondazioni marine, a cui vanno ancorati i generatori, e di linee elettriche subacquee per il trasporto dell'elettricità sulla terraferma. Questi due elementi hanno un costo notevole, incidendo per circa il 50% sull'investimento complessivo di un impianto offshore.

Questo ha una ricaduta sul costo dell'energia prodotta, che è ancora leggermente superiore a quello degli impianti eolici installati sulla terraferma.

Incentivi all'eolico offshore

Secondo quanto previsto dal Dm 6 luglio 2012, l'elettricità prodotta da impianti eolici offshore, entrati in esercizio in data successiva al 1° gennaio 2013, ha diritto a beneficiare del meccanismo incentivante della Tariffa incentivante. 

Tariffa incentivante

Hanno diritto alla Tariffa incentivante tutti gli impianti eolici offshore.
La Tariffa incentivante corrisponde all’incentivo "puro", e viene calcolata a partire dalla Tariffa incentivante base (che corrisponde alla Tariffa onnicomprensiva), dalla quale si scorpora il prezzo zonale orario dell’energia.

L'incentivo viene corrisposto per un periodo di 25 anni.

Il potenziale offshore italiano

Anche se i mari del Nord e in generale gli oceani beneficiano di un maggiore disponibilità eolica, tuttavia anche il nostro paese ha un grande potenziale.

In totale, l'Italia dispone di ben 11.686 km² di superficie marina adatta all'eolico offshore; le zone ideali sono soprattutto quelle dell'Italia centro-meridionale, con in testa la Puglia.


Il potenziale offshore italiano è purtroppo scarso in zone marine a bassa profondità, dove risulterebbe più agevole l'installazione e l'ancoraggio delle turbine al fondale. In ogni caso, installazioni eoliche troppo vicine alla costa potrebbero non essere gradite a causa dell'importante impatto visivo.

Per sfruttare venti più forti e risolvere il problema dell'impatto visivo delle turbine, ci si dovrebbe spingere più al largo, dove i fondali superano i 50 metri di profondità. Sono allo studio piattaforme galleggianti ancorabili a fondali profondi anche più di 100 metri; l'utilizzo di queste piattaforme consentirebbe l'installazione di impianti eolici offshore fino a 20 km di distanza dalle coste.

Condividi:
© Copyright riservato - riproduzione vietata Edizioni Ambiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
Annunci Google