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FiscalitÓ rinnovabili e efficienza energetica

Detrazioni risparmio energetico e detrazioni ristrutturazioni edilizie

La ritenuta sui bonifici per le detrazioni per il risparmio energetico e per le ristrutturazioni edlizie

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Le indicazioni nel bonifico
Modalità di applicazione della ritenuta
Ritenuta e bonus mobili
Ritenuta e box auto pertinenziali

L’art. 25 della Manovra 2010 (Dl 78/2010 convertito con legge 122 del 30 luglio) imponeva la ritenuta d’acconto del 10% ai beneficiari dei bonifici effettuati dai contribuenti per ottenere le detrazioni d’imposta per il rispamio energetico o per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Tale aliquota è stata prima ridotta al 4% grazie alla Manovra 2011, per essere poi rialzata - portandola all'8% - con la Legge di Stabilità 2015.

Quindi, a partire dal 1° gennaio 2015, la ritenuta d'acconto è pari all'8%.

Il "sostituto di imposta", cioè il soggetto che opera la ritenuta e la versa all’erario non è però il committente dei lavori, ma le banche o le Poste alle quali arrivano i bonifici in accredito. Saranno dunque questi soggetti a dover rilasciare, a chiusura dell’anno fiscale, la certificazione della ritenuta effettuata.

Le indicazioni nella causale del bonifico

Le fatture dell’appaltatore o dei singoli fornitori devono essere intestate allo stesso soggetto che richiederà la detrazione e che effettuerà il pagamento.
Tutte le fatture inerenti gli interventi per i quali viene richiesta la detrazione devono essere saldate mediante bonifico bancario o postale, servendosi di uno specifico modello fornito dalle Poste o dalla banca sia allo sportello, sia in modalità home banking.

Con la Risoluzione n. 9/E del 20 gennaio 2017, l'Agenzia delle entrate ha precisato che, oltre alle Poste e alle banche, i bonifici possono essere eseguiti anche dagli istituti di pagamento, e cioè quelle imprese diverse dalle banche e dagli istituti di moneta elettronica, iscritte in un apposito albo e autorizzate dalla Banca d'Italia a prestare servizi di pagamento, tra i quali rientra anche l'esecuzione di bonifici.

Il modello da richiedere è denominato "Bonifico SEPA per detrazioni fiscali".
Nel bonifico va sempre indicato il riferimento alla detrazione per il risparmio energetico o per le ristrutturazioni edilizie e:

• il nominativo e codice fiscale/partita IVA del beneficiario della detrazione,

• la ragione sociale e il codice fiscale/partita IVA della società o del professionista che ha emesso la fattura.

Attenzione: i bonifici a diversi fornitori devono essere eseguiti separatamente.

Attenzione: se il bonifico non verrà compilato servendosi del modello fornito dalla banca o dalle poste e con i giusti riferimenti, la detrazione decade.

Nota bene: è utile che il contribuente comunichi sempre ai propri fornitori l'intenzione di avvalersi delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie o per il risparmio energetico, in quanto in molti casi essi dovranno costruire e conteggiare diversamente le loro fatture.

Nel caso in cui il pagamento delle spese sia materialmente effettuato dalla società finanziaria che ha concesso un finanziamento al contribuente che vuole accedere alle detrazioni, deve essere la società finanziaria stessa che, nel momento in cui paga il corrispettivo al soggetto fornitore con bonifico bancario o postale, a indicare la causale del versamento, gli estremi della norma agevolativa, il codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento e il numero di partita Iva del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato (punto 4.4 della Circolare Agenzia delle entrate n. 11 del 21 maggio 2014).

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Modalità di applicazione della ritenuta

Con la Circolare 28 luglio 2010, n. 40/E, l'Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di chiarimenti su come viene applicata la ritenuta.


Ritenuta solo sull'imponibile

La ritenuta (che verrà effettuata dalla banca o dalle Poste) incide esclusivamente sull'imponibile della fattura e non sull'Iva. Dunque, rispetto al totale di ogni bonifico, il soggetto incaricato della ritenuta – il cosiddetto sostituto d'imposta –  dovrà scorporare l'Iva. Essendo diverse le aliquote a cui vanno assoggettati i diversi interventi, l'Agenzia delle Entrate indica che ci si debba sempre riferire all'aliquota più alta, e cioè al 22%.

Ogni bonifico verrà quindi sottoposto alla ritenuta dell'8% dopo lo scorporo di una iva presunta del 22%, mediante la formula: totale del bonifico /122*100.

Esempio: fattura di euro 2.000 + iva 10% = totale della fattura e del bonifico euro 2.200,00
La banca (sostituto d'imposta) scorpora il 22% dell'iva presunta per determinare l'imponibile: 2.200/122*100 = euro 1.803,27
e calcola la ritenuta del 8% su tale importo = euro 144,26.
Al fornitore verrà quindi accreditato l'importo di euro 2.055,74 (2,200 – 144,26).


Nessuna indicazione in fattura

Nelle fatture dei fornitori e consulenti  non dovrà comparire alcuna dicitura relativa alla ritenuta dell'8%. Gli istituti di credito e le Poste attueranno automaticamente la ritenuta, mentre i soggetti che effettuano il bonifico non sono tenuti ad alcun adempimento.


Fornitori e consulenti già soggetti a ritenute da parte di aziende o condomini

La regola è che la nuova ritenuta sospende eventuali altre ritenute in essere. Infatti, in alcuni casi era già prevista una ritenuta da parte del soggetto ordinante: ad esempio il 22% sulle parcelle dei consulenti se pagate da società o il 4% sulle prestazioni relative a contratti d’appalto se pagate da condomini.

Recita la Circolare: " ...al fine di evitare che le imprese e i professionisti che effettuano prestazioni di servizi o cessioni di beni per interventi di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica subiscano sullo stesso corrispettivo più volte il prelievo alla fonte, dovrà essere applicata la sola ritenuta dell'8% (ex 4%, ndr) prevista dal predetto decreto legge n. 78 del 2010."

Se la fattura o parcella è già stata emessa, con l'indicazione della "vecchia" ritenuta, questa va ignorata: la banca provvederà autonomamente a trattenere la nuova ritenuta dell'8%, come indicato.


In pratica:

Se il bonifico è effettuato da un privato, nella fatturazione e nel pagamento non cambia nulla rispetto alla situazione precedente. Infatti la ritenuta dell'8% non deve comparire in fattura, viene calcolata automaticamente dalla banca.

Si consiglia caldamente di comunicare con chiarezza con chi deve emettere le fatture: infatti l'importo del bonifico e l'importo accreditato sono diversi e è facile cadere in equivoci.

Se il pagamento del bonifico è effettuato da una impresa o da un condominio in precedenza obbligati a effettuare ritenute, è possibile che nelle fatture compaia ancora la relativa dicitura. Essa va ignorata, e naturalmente la ritenuta non va operata. Quella giusta viene calcolata automaticamente dalla banca e non è necessario che compaia in fattura.

Anche in questo caso si consiglia di prendere contatto con chi ha emesso la fattura e possibilmente farsela rifare.

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Ritenuta e bonus mobili

Tra le spese detraibili legate alla detrazione per le ristrutturazioni edilizie ci sono anche quelle sostenute (con medesima scadenza temporale) per "l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione". Per maggiori informazioni, vedi la voce "Bonus mobili ed elettrodomestici" nel menu di destra.

Il bonus mobili/elettrodomestici, essendo legato al beneficio fiscale previsto per le ristrutturazioni edilizie, non ha un iter diverso rispetto a quello standard previsto per le detrazioni ristrutturazioni edlizie. Ne consegue che ai pagamenti effettuati mediante bonifici bancari o postali si applica la ritenuta dell'8%, con le stesse modalità esplicitate più sopra in questa pagina.

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Ritenuta e box auto pertinenziali

Tra le spese detraibili legate alla detrazione per le ristrutturazioni edilize ci sono anche quelle per le spese per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali a immobili residenziali, anche a proprietà comune, nonché, per l’acquisto di autorimesse e posti auto pertinenziali, limitatamente ai costi di realizzo comprovati dall’attestazione rilasciata dal costruttore.
Con la Circolare 43/E del 2016, l'Agenzia delle entrate ha precisato che il contribuente che ha acquistato un box ad uso residenziale e vuole usufruire delle detrazioni, può farlo anche nel caso di pagamento che non risulti da un bonifico. A patto che il ricevimento delle somme da parte dell’impresa "risulti attestato dall’atto notarile. Inoltre, il contribuente deve farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati inclusi nella contabilità dell’impresa ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del reddito del percipiente".


NORME DI RIFERIMENTO

Circolare Agenzia delle entrate 18 novembre 2016 n. 43
Detrazione Irpef 36% per ristrutturazione edilizia ai sensi dell'articolo 16-bis, comma 1, del Tuir - Acquisto di box auto pertinenziale senza bonifico bancario

Circolare Agenzia delle entrate 21 maggio 2014, n. 11

Dichiarazione dei redditi - Risposte a quesiti in materia di Irpef posti da Caf e altri soggetti - Stralcio - Bonus ristrutturazioni e riqualificazione energetica in edilizia

Risoluzione Agenzia delle entrate 7 giugno 2012, n. 55
Ristrutturazioni edilizie, niente detrazione 36% se dati bonifico incompleti

Circolare Agenzia delle entrate 28 luglio 2010, n. 40
Chiarimenti applicativi sulla ritenuta del 10% sui bonifici per le detrazioni 36% per ristrutturazioni edilizie e 55% per interventi di efficienza energetica

Risoluzione Agenzia delle entrate 20 gennaio 2017, n. 9
Modalità pagamento spese interventi di recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica - Bonifici Istituti di pagamento

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