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Impianti a legna

Termocamini a legna/pellet

L'evoluzione del tradizionale camino per il riscaldamento

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Come funziona
Termocamini ad aria
Termocamini ad acqua 
Incentivi per termocamini a legna/pellet

I termocamini rappresentano un'interessante soluzione nel settore del riscaldamento domestico. Quando si sente parlare di termocamini a legna o con doppia alimentazione legna/pellet, non bisogna pensare al tradizionale camino, in grado di riscaldare a malapena la stanza in cui è installato. Con il vecchio camino, questi nuovi apparecchi condividono esclusivamente il piacere della visione della fiamma viva, oltre che la possibilità di cucinare alla brace o allo spiedo.

Diversamente dalle normali caldaie a biomasse, i termocamini sono parte integrante dell'arredamento di una casa, poichè non richiedono l'installazione in un apposito locale separato. I termocamini costituiscono una reale alternativa ai tradizionali sistemi di riscaldamento a combustibili fossili poichè, grazie alla loro capacità di fornire aria e/o acqua calda possono scaldare superfici fino a 300 m², disposte anche su più piani.

Come funziona

Tutti i termocamini hanno la caratteristica di avere il focolare chiuso da un'anta di vetroceramica. Questo accorgimento è fondamentale, poichè aumenta notevolmente la resa dell'apparecchio: i rendimenti di questi camini sono superiori al 70%, mentre il tradizionale camino aperto ha un'efficienza che non va oltre il 25%. Questo significa che il consumo di legna è circa 1/3 rispetto ad un camino a focolare aperto, mentre i benefici in termini di riscaldamento sono decisamente maggiori.

Sono spesso dotati di sistemi di post-combustione, che attraverso l'immissione di aria secondaria innescano una seconda combustione che aumenta l'efficienza, diminuendo al contempo la quantità di inquinanti emessi in atmosfera.

Le grandi dimensioni della camera di combustione fanno sì che in inverno due cariche di legna assicurino riscaldamento e acqua calda sanitaria sufficienti per tutta la giornata. Nei termocamini predisposti per bruciare anche il pellet, l'autonomia di funzionamento può essere anche di più giorni. Nei termocamini a doppia alimentazione legna/pellet, il pellet subentra automaticamente una volta esaurita la legna.

La gestione dei termocamini, ad aria e ad acqua, di ultima generazione è quasi completamente automatizzata. Attraverso una centralina elettronica di controllo collegata ad apparecchiature come termostati, sonde, quadri di controllo, ecc., è possibile impostare una serie di parametri di regolazione, che limitano gli interventi manuali alla carica e alla pulizia dell'apparecchio.


Moderno termocamino ad acqua (fonte: www.edilkamin.com)

Il mercato dei termocamini presenta una buona varietà di taglie e modelli, adattabili a diversi contesti e soluzioni impiantistiche.

Esistono due principali famiglie di termocamini: ad aria e ad acqua.

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Termocamini ad aria

Immettono aria calda umidificata direttamente nell'ambiente in cui sono installati, attraverso la griglia frontale; mediante apposite canalizzazioni l'aria calda può essere distribuita anche negli altri locali dell'edificio. All'interno della camera di combustione è posto uno scambiatore di calore aria/aria, nel quale transita il flusso d'aria che viene poi canalizzato per riscaldare l'edificio.

Uno degli svantaggi del riscaldamento ad aria sta nello spostamento di polveri all'interno dell'edificio, dovuto ai moti convettivi dell'aria. Tra i vantaggi, c'è la rapidità con la quale è possibile riscaldare l'aria dopo l'accensione; inoltre l'impianto di distribuzione del calore è molto più semplice ed economico da realizzare rispetto ad un'impianto ad acqua.

In ogni caso, difficilmente un termocamino ad aria può sostituirsi in toto a una caldaia.

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Termocamini ad acqua

Questi camini, proprio come una caldaia, riscaldano l'acqua calda sanitaria e quella circolante nell'impianto di riscaldamento.

In assenza di un accumulo esterno di acqua calda, il termocamino viene collegato direttamente all'impianto di riscaldamento, e l'acqua da riscaldare viene fatta transitare attraverso scambiatori di calore aria/acqua posti direttamente intorno alla camera di combustione.

Si può anche prevedere l'installazione di un serbatoio per l'accumulo dell'acqua calda, le cui dimensioni e caratteristiche sono variabili a seconda dell'edificio interessato e del tipo di utilizzo dell'acqua (solo acqua calda sanitaria oppure per uso sanitario e per il riscaldamento).

Un termocamino ad acqua ben dimensionato può soddisfare gran parte o anche tutto il fabbisogno di energia termica per il riscaldamento, con termosifoni, pannelli radianti o ventilconvettori. Se necessario, si può scegliere di integrare il termocamino con altri generatori di calore, come ad esempio una caldaia a gas.

Una soluzione ottimale, dal punto di vista ambientale ed economico, si può ottenere integrando il termocamino con un impianto solare termico, come si può vedere nella figura sottostante  (vedi anche "Impianti solari combinati" nel menu di destra).


Schema esemplificativo di una efficiente configurazione impiantistica (fonte:www.acquaservice.it)

La presenza di un sistema ausiliario, sia esso un impianto solare, una caldaia convenzionale oppure entrambi, consente di non dover ricorrere al termocamino per riscaldare l'acqua sanitaria nelle stagioni meno fredde.

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Incentivi per termocamini a legna/pellet 

A partire dal 2013 il "Conto termico" (Dm sviluppo economico 28 dicembre 2012) ha introdotto un incentivo in conto capitale per sostenere l'acquisto e l'installazione di diverse soluzioni e tecnologie relative al risparmio energetico e alla produzione di calore da fonti rinnovabili, tra cui "la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa".

Sono ammessi all'incentivo per questa tipologia di intervento sia le amministrazioni pubbliche che i soggetti privati.

Tale incentivo è stato riconfermato con l'aggiornamento del Conto termico da parte del Dm 16 febbraio 2016. Vedi voce "Nuovo Conto Termico" nel menu di destra.

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