Nextville - logo
 

Fine vita fotovoltaico

La gestione del fine vita dei moduli fotovoltaici: inquadramento generale

Vai ai paragrafi:
Il sistema di raccolta, riciclo e recupero dei Raee
Modalità di finanziamento
Il finanziamento del fine vita dei pannelli fotovoltaici

Il Dlgs 14 marzo 2014, n. 49, di recepimento della  Direttiva  2012/19/Ue, ha incluso i pannelli fotovolaici tra i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, anche definiti con la sigla Raee.

Riportiamo qui di seguito un inquadramento generale sulle regole per la gestione dei Raee, rimandando alle voci del menu di sinistra per gli approfondimenti sugli specifici obblighi previsti per i pannelli fotovoltaici.

Il sistema di raccolta, riciclo e recupero dei Raee

Al fine di favorire la riduzione dell’inquinamento e diminuire lo spreco di risorse naturali, l'Unione europea ha deciso di dotarsi di un apparato legislativo che regolamentasse la gestione e il corretto trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Prima con la Direttiva 2002/96/Ce - modificata nel 2003 e recepita in Italia con il Dlgs 151/2005 - e poi con la Direttiva 2012/19/Ue - recepita in Italia con il Dlgs 49/2014 -, l'Unione europea impone agli Stati membri l'istituzione di un sistema di raccolta, riciclo e recupero dei Raee, facendo ricadere sui produttori la responsabilità della sua gestione.

L'Unione europea ha disposto che i responsabili della gestione dei Raee siano i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (anche definite con la sigla Aee). Essi sono responsabili dei Raee derivanti dalle apparecchiature in proporzione alla quantità di prodotti immessi sul mercato.
I produttori hanno perciò l'obbligo di organizzare e finanziare sistemi di raccolta, trasporto, trattamento, recupero  e smaltimento ambientalmente compatibile dei Raee. Utilizzando le migliori tecniche di trattamento, di recupero e di riciclo disponibili, i Raee raccolti devono essere trattati da impianti autorizzati e conformi alla normativa vigente.

^ Torna all'inizio

Modalità di finanziamento

Prima dell'emanazione della Direttiva, il costo del trattamento dei rifiuti elettronici era in capo all'amministrazione pubblica (in genere il Comune), che faceva ricadere l'onere sui cittadini sotto forma di tasse. Oggi sono invece i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche che devono occuparsi di organizzare e finanziare un sistema che permetta la raccolta e il corretto trattamento dei rifiuti che ne derivano.
Il passaggio di responsabilità dal Comune ai produttori non ha certo significato un risparmio per il singolo individuo: è ovvio che i produttori ricaricano gli oneri della gestione dei Raee  sul prezzo delle apparecchiature. Tuttavia, il singolo utente non si fa carico dei costi nelle vesti di cittadino, bensì nelle vesti di consumatore: se, per esempio, un consumatore compra 3 elettrodomestici in un anno è bene che sia costui a contribuire maggiormente per il trattamento dei rifiuti che ne derivano e non il consumatore che ne acquista uno o colui che non ne acquista affatto.

Secondo le disposizioni del Dlgs 49/2014, i modelli di finanziamento della raccolta differenziata e del riciclo dei Raee variano a seconda se essi sono "storici", "nuovi", di provenienza domestica o professionale.

Raee domestici

Sono quelli originati dai nuclei domestici, nonchè quelli ad essi assimilabili, cioè i Raee di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo, analoghi per natura e quantità. Inoltre, sono sempre considerati domestici i Raee che potrebbero essere usati sia dai nuclei domestici sia da utilizzatori diversi ("dual use").

Nel caso dei pannelli fotovoltaici, sono inquadrati tra i Raee "domestici" quelli originati da impianti di potenza nominale inferiore a 10 kW (per maggiori informazioni vedi menu di sinistra).

Raee professionali

Sono i Raee diversi da quelli provenienti da nuclei domestici. Nel caso del fotovoltaico, sono Raee professionali quelli derivanti da impianti di potenza superiore a 10 kW (per maggiori informazioni vedi menu di sinistra).

Rifiuti storici

I rifiuti storici sono quelli derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato prima del 31 dicembre 2010 (fino all'11 aprile 2014 per i pannelli fotovoltaici).

Rifiuti nuovi

I Raee nuovi sono quelli derivanti da apparecchiature immesse sul mercato a partire dal 1° gennaio 2011 (dal 12 aprile 2014 per i pannelli fotovoltaici).

Finanziamento del sistema

Il finanziamento del sistema di raccolta e recupero è a carico dei produttori ed è proporzionale alla quota di Aee –in peso – immessa sul mercato. In pratica, il produttore paga per tutte le apparecchiature “nuove” e per quelle “storiche” sostituite. 
I produttori possono fare fronti ai propri obblighi individualmente o collettivamente tramite un Consorzio riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente. I Consorzi sono attualmente 15.
Il cosiddetto “Ecocontributo Raee” può (non è un obbligo) essere indicato dal produttore separatamente nelle proprie fatture di vendita ai distributori. Inoltre la presenza del contributo può (non è un obbligo) essere resa nota nell'indicazione del prezzo del prodotto al consumatore finale (cosiddetto visible fee).

A titolo esemplificativo riportiamo di seguito uno specchietto sulle regole del finanziamento dei Raee:

^ Torna all'inizio

Il finanziamento del fine vita dei pannelli fotovoltaici

Il finanziamento della gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici segue le regole generali dei Raee, a eccezione dei pannelli fotovoltaici utilizzati per gli impianti incentivati con il Conto energia. Per maggiori informazioni, vedi menu di sinistra.

Condividi:
© Copyright riservato - riproduzione vietata Edizioni Ambiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
Annunci Google