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Biocarburanti liquidi

Il sistema di tracciabilità: procedure e adempimenti richiesti

Questa è un una pagina dell'Archivio di Nextville. Quanto in essa contenuto non è più in vigore.
Tracciabilità dell'olio vegetale puro e Tariffa onnicomprensiva 0,28 €/kWh

Attenzione! Ricordiamo che tariffa di 0,28 €/kWh si applica ai soli impianti a olio vegetale entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012.

Vai ai paragrafi:
Regole per la tracciabilità
Modalità operative per la tracciabilità
Procedure di trasmissione e registrazione dei dati
Documentazione per la tracciabilità degli Ovp di provenienza comunitaria
OPV di provenienza comunitaria, vale solo la certificazione rilasciata dall’Autorità competente del Paese di provenienza

Per mantenere la Tariffa onnicomprensiva di 0,28 €/kWh, gli oli vegetali puri che alimentano gli impianti devono risultare obbligatoriamente tracciati secondo il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal regolamento (CE) n. 73/2009. Si tratta delle medesime regole previste per poter beneficiare del premio comunitario per i seminativi.

In assenza del requisito di tracciabilità, gli oli vegetali e gli altri biocombustibili liquidi beneficiano di una Tariffa più bassa, pari a 0,18 €/KWh.

Nota bene: ricordiamo che la Tariffa onnicomprensiva è un incentivo monetario, differenziato per fonte, concesso - in alternativa ai Certificati Verdi - per l'energia elettrica netta immessa in rete, prodotta da impianti con potenza elettrica nominale non superiore a 1 MW. La Tariffa viene concessa per un periodo di 15 anni.

La definizione delle procedure per la tracciabilità degli oli ha avuto un iter piuttosoto articolato. Nel corso degli anni, infatti, si sono susseguite diverse circolari, che hanno portato ad avere oggi un quadro procedurale stabile.

Per consultare le tre circolari, si vedano le voci corrispondenti nel menu di destra.

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Regole per la tracciabilità: Circolare MIPAAF 31 marzo 2010, n. 5520

Con questa prima circolare, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali detta le regole affinchè gli operatori della filiera possano garantire la tracciabilità dell’intero ciclo produttivo delle materie agricole, utilizzate per la produzione degli oli vegetali puri destinati alla produzione di energia elettrica.

L’Agenzia per le Erogazioni in  Agricoltura (AGEA), attraverso l’utilizzo dell’infrastruttura offerta dal SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), viene individuata quale soggetto attuatore della procedura operativa per la certificazione della tracciabilità e rintracciabilità degli oli vegetali.

La circolare contiene le regole per la fase transitoria "a partire dalla data di emanazione della presente circolare fino alla disponibilità di dette procedure”, che sono state poi rese pienamente attuative con  due successive circolari (vedi i due paragrafi successivi).

La circolare contiene una definizione di “Olio Vegetale Puro” come “olio prodotto a partire da piante oleaginose mediante spremitura, estrazione o procedimenti analoghi, greggio o raffinato ma chimicamente non modificato”. La definizione di oli vegetali puri non modificati chimicamente "si applica agli oli vegetali di cui ai codici doganali NC dal 1507 al 1515".

Composizione della filiera

La circolare individua anche i soggetti che entrano o possono entrare nella filiera:

a. l’impresa agricola;
b. il collettore ovvero qualsiasi soggetto che commercializza direttamente o per conto terzi semi oleosi e/o olio vegetale puro;
c. il trasformatore ovvero il soggetto che trasforma i semi oleosi in olio vegetale puro;
d. l’operatore elettrico (OE) ovvero il soggetto con qualifica IAFR attribuita dal GSE che utilizza olio vegetale puro per produrre energia elettrica.

Particolarmente importante risulta l'individuazione del Collettore Finale (CoF), inteso come “il soggetto titolare di un deposito fiscale per oli vegetali a scopo energetico”. Il collettore finale conferisce gli oli vegetali ad un operatore elettrico con qualifica IAFR al fine del loro utilizzo per la produzione di energia elettrica. La certificazione della tracciabilità degli oli vegetali puri è rilasciata in capo all’operatore elettrico.

Attenzione: la circolare specifica che “tutti i soggetti di cui ai punti a, b e c possono essere considerati Collettori Finali (CoF) nel momento in cui siano titolari di un deposito fiscale per oli vegetali puri a scopo energetico e conferiscano gli stessi ad un operatore elettrico (OE). È altresì possibile che un CoF sia anche al tempo stesso un operatore elettrico nel momento in cui ottiene la qualifica IAFR dal GSE.”

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Modalità operative per la tracciabilità: Circolare AGEA 21 giugno 2010 n. ACIU.2010.473

La Circolare AGEA del 21 giugno 2010 “disciplina le modalità operative alle quali i soggetti partecipanti alla filiera degli oli vegetali puri devono attenersi”.

La Circolare descrive nel dettaglio tutti gli adempimenti richiesti ai diversi soggetti della filiera (imprese agricole, collettori, trasformatori e/o collettori finali, operatori elettrici).

Gli adempimenti previsti riguardano:
• la costituzione o l’aggiornamento dei fascicoli aziendali;
• la dichiarazione di consegna della materia prima;
• i registri di carico e scarico;
• i controlli amministrativi e informatici;
• le procedure per l’accreditamento al portale SIAN.

Particolarmente importanti gli allegati alla circolare, in cui vengono definite:
•    le principali tipologie di semi oleosi e oli vegetali (allegato 1);
•    le rese produttive per regione e per tipo di seme (allegato 2);
•    le informazioni minime richieste per la certificazione di provenienza comunitaria di semi e/o olio vegetale (allegato 3).

Le procedure e gli adempimenti individuati da questa circolare sono stati, con una successiva circolare (vedi paragrafo seguente) resi disponibili in modalità informatizzata nel portale del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN).

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Procedure di trasmissione e registrazione dei dati: Circolare AGEA 29 ottobre 2010, n. ACIU.2010.735

Il 29 ottobre 2010, con la Circolare n. ACIU.2010.735, l’Agea ha pubblicato il manuale della procedura di trasmissione e registrazione dei dati: "Procedura di supporto alla tracciatura del ciclo produttivo degli Oli Vegetali Puri (OVP) destinati alla produzione di energia elettrica".

Sono descritte le procedure telematiche per la gestione delle registrazioni di carico/scarico ai fini della tracciatura delle materie prime. Tali procedure si applicano "all’insieme delle attività di registrazione delle quantità di prodotto (sia esso seme che olio puro vegetale) nei diversi passaggi (dall’agricoltore al collettore/trasformatore ecc..) fino al passo finale quando viene trasferito al produttore di energia elettrica al fine di poter certificare al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la provenienza degli oli utilizzati".

I soggetti interessati all'utilizzo della procedura informatica devono obbligatoriamente costituire o aggiornare il fascicolo aziendale, limitatamente alle informazioni anagrafiche inviando una richiesta all’Agea. Una volta inviata la richiesta, sono obbligati a servirsi del portale informatico per la trasmissione e registrazione dei dati.

In alternativa alla procedura informatica, i dati richiesti possono essere inviati anche solo su formato cartaceo, ma soltanto fino al 1° luglio 2011. Dopodichè sarà obbligatorio servirsi del portale informatico.

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Documentazione per la tracciabilità degli Ovp di provenienza comunitaria: Circolare Agea 7 giugno 2013, prot. n. ACIU.2013.672

Si tratta di un'integrazione della Circolare del 21 giugno 2010, in cui l'Agea precisa la documentazione utile al riconoscimento della tracciabilità degli Ovp di provenienza comunitaria:

Cmr o documento equivalente, di accompagnamento del carico di semi/olio nello spostamento intercomunitario dallo Stato Membro, in cui è stata emessa la certificazione, all'Italia;

Certificato di tracciabilità o provenienza in lingua originale con traduzione in italiano o in inglese;

Attestato/i di adesione alla certificazione nazionale e/o comunitaria, emesso/i dall'autorità competente dello Stato Membro o da una società di certificazione munita di delega rilasciata dallo stato membro.

Per conoscere cosa deve essere indicato nei documenti appena elencati e la modalità di trasmissione, consigliamo di consultare la Circolare nel menu di destra.

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OPV di provenienza comunitaria, vale solo la certificazione rilasciata dall’Autorità competente del Paese di provenienza: Circolare Agea 21 gennaio 2014, prot. n. ACIU.2014.25

Nel giugno del 2010, con la Circolare n. ACIU.2010.473, l'Agea aveva già precisato che le richieste di tracciabilità vanno corredate "delle informazioni minime indispensabili per la certificazione di provenienza contenute nella documentazione redatta dall'Autorità competente del paese comunitario di origine, con traduzione giurata in lingua italiana, ovvero in lingua inglese".

La presumibile difficoltà di ottenere tali documentazioni, ha forse indotto gli operatori del settore a presentare documenti attestanti la tracciabilità del prodotto da soggetti altri, basandosi sulla delega ad operare nell’ambito dei sistemi di certificazione della sostenibilità ai sensi della Direttiva 2009/30/Ce.

Tuttavia, tali certificazioni non sono ritenute valide dal Ministero per le politiche agricole. Con la nota n. 3999 del 20 gennaio 2014, il Ministero ha, infatti, precisato che "le società richiedenti la tracciabilità degli OVP provenienti dai Paesi dell’Unione Europea devono fornire la certificazione della tracciabilità ai sensi del Regolamento 73/2009, individuando come punti fondamentali per la certificazione dell’origine comunitaria, l’attestazione della provenienza del seme utilizzato per la produzione di olio e la dichiarazione esplicita da parte dell’autorità competente ai sensi del Regolamento 73/2009 che i semi sono stati coltivati nello Stato membro".

Tenendo conto di quanto stabilito dal Ministero, l'Agea, con la Circolare n. ACIU.2014.25 del 21 gennaio 2014, ha ribadito che nel momento in cui si fa richiesta di detta tracciabilità occorre "fornire, in originale e con traduzione ufficiale in lingua italiana, una certificazione di tracciabilità rilasciata dall’Autorità competente ai sensi del Regolamento Ce n. 73/2009".

In altri termini, la certificazione di tracciabilità non può essere rilasciata da altro soggetto che non sia l'Autorità competente del Paese di provenienza. L'Agea, infatti, precisa che "la delega ad operare nell’ambito dei sistemi di certificazione della sostenibilità ai sensi della Direttiva 2009/30/CE non può in alcun modo essere estesa a quanto previsto dal Regolamento 73/2009, anche se le informazioni certificate ai fini della sostenibilità sono adeguatamente verificate e possono essere utili anche per determinare la tracciabilità dei prodotti".

La "delega" si applica in un solo caso: quando il soggetto che rilascia la certificazione è espressamente delegato dall’Autorità competente del Paese membro da cui provengono i semi.

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