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27 Settembre 2016

Unione europea: il settore edile chiede più efficienza energetica

(Filippo Franchetto)

Il comparto delle costruzioni incalza la Commissione europea e chiede obiettivi ambiziosi in vista della discussione autunnale sulla revisione delle direttive sull’efficienza energetica.

Un gruppo di 42 amministratori delegati di alcune tra le più importanti imprese di costruzione e di produzione di materiale per l’edilizia hanno inviato una lettera al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e al vicepresidente Frans Timmermans. La lettera mette in guardia i decisori europei sul fatto che l’obiettivo di avere al 2050 un patrimonio immobiliare "a energia quasi zero" non potrà essere raggiunto senza un "impegno politico di alto livello".

I firmatari della lettera vedono nella prossima revisione della Energy Performance of Building Directive (EPBD) e della Energy Efficiency Directive (EED) un'occasione unica in mano all'Unione europea per poter incidere su grandi temi come occupazione e crescita, mettendo al contempo il vecchio continente sulla giusta strada per rispettare gli accordi di Parigi sul clima.

Lo stock immobiliare europeo è oggi altamente inefficiente e in costante invecchiamento; esso rappresenta il 40% dei consumi totali di energia e il 36% delle emissioni di anidride carbonica. E se è vero che in media un edificio di nuova costruzione è almeno 5 volte più efficiente di un vecchio edificio, d’altra parte però il 3% del patrimonio immobiliare europeo ha più di 50 anni ed è previsto che nel 2050 il 90% di questi edifici sarà ancora al proprio posto.

Nell’ambito degli accordi di Parigi sul clima, l’Ue si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990) e di diventare "carbon neutral" entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo è però indispensabile puntare con maggiore decisione sul miglioramento energetico degli edifici.

L’attuale direttiva EPBD stabilisce che tutti i nuovi edifici entro il 2020 dovranno essere "a energia quasi zero". A tale fine, i vari Paesi Ue devono adottare standard minimi di rendimento energetico per i nuovi edifici, per le ristrutturazioni e per la sostituzione di elementi quali le coperture, le pareti, gli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

I dati oggi noti parlano di un tasso annuo di ristrutturazione del patrimonio immobiliare europeo pari all’1%. Ma la cifra reale potrebbe essere anche inferiore, dal momento che non esiste uno standard europeo condiviso su cosa si intenda esattamente con "ristrutturazione".

Secondo i firmatari della lettera, soltanto una leadership europea più forte potrebbe dare lo stimolo per un vero processo di rinnovamento energeticamente efficiente del patrimonio immobiliare europeo. E dal momento che il 90% delle imprese del settore edile è composto di PMI, ciò avrebbe senza dubbio un impatto positivo sull’economia europea in termini di crescita economica e di occupazione.

La redazione di Nextville ne approfitta per ricordare che nel mese di ottobre si svolgeranno due seminari dedicati proprio ai temi dell'efficienza energetica. Si vedano i link qui in basso per ulteriori informazioni.

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Interventi di efficienza energetica in ambito industriale e terziario
Tecnologie, incentivi, finanziamenti

Milano, 24 Ottobre 2016
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P.za Luigi di Savoia, 6

>> Programma della giornata

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>> Scarica il modulo di iscrizione

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Strumenti e business per l’efficienza energetica
Come redigere un business plan per il finanziamento degli interventi

Milano, 26 Ottobre 2016
Hotel Michelangelo
P.za Luigi di Savoia, 6

>> Programma della giornata

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