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Approfondimenti

15 Febbraio 2017

Riforma tariffe elettriche, chi ci perde e chi ci guadagna

(Maria Antonietta Giffoni)

L'AutoritÓ per l'energia ha valutato i primi effetti della riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici: incrementi di spesa più significativi per i clienti residenti con bassi consumi e riduzioni per quelli con consumi medio-alti.

Questi i dati più significativi che emergono dalla Memoria del 09 febbraio 2017, n. 47/2017/I/eel, redatta dall'Autorità per l'energia in occasione dell’audizione tenuta presso la X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, in merito agli effetti della riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici.

Già avviata a partire dal 1° gennaio 2016 e pienamente operativa a partire al 1° gennaio 2018, la riforma attua quanto previsto dall'articolo 11, comma 3 del decreto legislativo 102/2014 e cioè il superamento della progressività delle tariffe rispetto ai consumi (ossia prezzi crescenti al crescere dei consumi), in modo da rendere le tariffe realmente aderenti ai costi dei servizi di rete e agli oneri di sistema.

Per "evitare eccessivi effetti su chi oggi con bassi consumi paga un po' meno", il processo di riforma è stato concepito per essere applicato gradualmente in tre anni. Terminata la transizione graduale ancora in corso - quest'anno, con la delibera 782/2016/R/eel ha compiuto una seconda tappa di attuazione - a partire dal 2018, tutti pagheremo l'esatto corrispettivo per il servizio che usiamo, senza più le attuali agevolazioni per chi consuma meno e gli aggravi per chi consuma di più.

Il superamento della progressività della tariffa comporterà, dunque, degli "effetti differenziati tra le diverse tipologie di clienti domestici, in funzione dei loro livelli di prelievo dalla rete, dell’impegno di potenza e della condizione di residenza".

I primi effetti della riforma

Nella Memoria, l'Autorità ha valutato gli effetti legati ai primi due step della riforma, compiuti nel 2016 e nel 2017. Individuando 8 tipologie di utenti, "ritenuti rappresentativi delle situazioni più frequenti e 'popolate' dai clienti domestici", ha calcolato chi spenderà di più e chi spenderà di meno.


Dalla tabella elaborata dall'Autorità, emerge che gli effetti della riforma avvantaggeranno
i clienti residenti con consumi medio alti e cioè maggiori di 2.700 kWh/anno. Essi avranno costi dell'energia più bassi e, in certi casi, anche significativi come accade, per esempio, per la tipologia di cliente denominata L nella tabella. Tale tipologia di cliente ha un contatore di 6 kW e un consumo annuo di 6.000 kWh. Ebbene, grazie alla riforma tariffaria ha potuto beneficiare di un risparmio di 219 euro nel 2016 e 397 euro nel 2017. Tuttavia, il complesso dei clienti che hanno ottenuto questi risparmi corrisponde a circa 5 milioni di utenze domestiche.

Un numero decisamente inferiore ai 12,5 milioni di cittadini che ricadono nella tipologia A, con una potenza impegnata di 3 kW e un consumo annuo di 1500 kWh, i quali si sono visti aumentare i costi dell'elettricità di 18 euro nel 2016 e di 31 euro nel 2017.

L'Autorità precisa, però, che per questo gruppo di clienti "gli aumenti delle bollette possono essere contenuti efficacemente in forza di ulteriori possibili interventi promossi nel contesto di questa riforma". Tra quelli citati nella Memoria riportiamo:

- la riduzione della potenza impegnata. Dal 1° gennaio 2017, infatti, il nostro contatore potrà avere diversi livelli di potenza e una maggiore modulazione rispetto a prima: da 0,5 a 30 kW di potenza. Se consumiamo poco, possiamo scegliere un livello di potenza inferiore ai 3 kW e i costi in bolletta diminuiranno;

In paticolare, dal 1° gennaio 2017, la potenza del proprio contatore può essere modulata secondo i seguenti scaglioni:
• di 0,5 kW, fino a 6 kW,
• di 1 kW, oltre 6 kW e fino a 10 kW,
• di 5 kW oltre 10 kW e fino a 30 kW.

- installazione di apparecchi elettrici più efficienti per riscaldare la casa, per la cottura dei cibi, per la produzione di acqua calda sanitaria e per il trasporto; la sostituzione del gas naturale, gasolio, Gpl in favore dell'elettricità, "pur aumentando la bolletta elettrica, potrebbe consentire di ridurre quella energetica complessiva del nucleo familiare, migliorando l’efficienza energetica complessiva, oltre alla sostenibilità ambientale".

Infine, secondo l'Autorità, la nuova tariffa consentirà di:

• trasmettere segnali maggiormente coerenti (in termini di costo del servizio sottostante) alla maggioranza dei clienti, rendendoli più attenti e consapevoli (in piena sintonia con gli obiettivi europei) e più interessati ad evitare gli sprechi;

superare le preesistenti barriere alla diffusione di apparecchiature elettriche di ultima generazione, ad alta efficienza ma caratterizzate da maggiori prelievi di elettricità ..., quali le pompe di calore per il riscaldamento, le piastre a induzione per la cottura, i veicoli elettrici per la mobilità individuale;

favorire il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica, in termini di stimolo, da una parte, alla sostituzione delle esistenti apparecchiature per usi elettrici.

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