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Approfondimenti

6 Marzo 2017

Autoconsumo, in che direzione stiamo andando?

(Maria Antonietta Giffoni)

Una domanda lecita, dal momento che il legislatore sembra fare prima due passi in una direzione e, dopo poco, altri due nel senso opposto.

Le modifiche recenti

Il Dl 244/2016, convertito in legge 19/2017, ha recentemente introdotto due importanti modifiche rispetto alle agevolazioni legate all’autoconsumo, in particolare rispetto alle modalità di pagamento dei corrispettivi tariffari in capo ai Sistemi di distribuzione chiusi (tra cui le Reti interne di utenza - RIU) e ai Sistemi semplici di produzione e consumo (tra cui i Sistemi efficienti di utenza – SEU).

Niente più corrispettivi tariffari sull’energia consumata

Il Dl 91/2014 (convertito in legge 116/2014), aveva stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2015, oltre agli oneri di rete sull'energia prelevata, i SEU, i SEESEU e le RIU dovevano pagare i corrispettivi a copertura degli oneri generali di sistema anche sull'energia consumata, limitatamente alle parti variabili e "in misura pari al 5 per cento dei corrispondenti importi unitari dovuti sull'energia prelevata dalla rete".
Per effetto dell'abrogazione dei commi da 1 a 7 del decreto, tali sistemi non pagheranno più la quota parte dei corrispettivi sull'energia consumata.
Ma a partire da quando? Dalla data di entrata in vigore della legge 19/2017 e cioè il 1° marzo 2017? La questione rimane da verificare, perché la legge di conversione prevede anche che cessino “eventuali effetti delle norme abrogate che non si siano ancora perfezionati". Ciò potrebbe voler dire che la quota parte sull’energia consumata non si applica neanche per il passato a quei sistemi che, per esempio, hanno richiesto la qualifica SEU al Gestore dei servizi energetici e non l’hanno ancora ottenuta.
Per avere certezza su ciò, occorrerà attendere la delibera dell’Autorità per l’energia.

Agevolazioni uguali per tutti

La legge 19/2017 ha abrogato anche il comma 5, articolo 33 della legge 99/2009, il quale stabiliva che “i corrispettivi tariffari di trasmissione e di distribuzione, nonché quelli a copertura degli oneri generali di sistema …  sono determinati facendo esclusivo riferimento al consumo di energia elettrica dei clienti finali o a parametri relativi al punto di connessione dei medesimi clienti finali”.
L’abolizione di questo comma comporta un’equiparazione, relativamente al pagamento dei corrispettivi tariffari, tra RIU e Altri sistemi di distribuzione chiusi (ASDC) e tra SEU e Altri sistemi semplici di produzione e consumo (ASSPC): tutti pagheranno detti corrispettivi solo sull'energia prelevata dalla rete pubblica e non sul consumo in sito (per maggiori informazioni, vedi le pagine di Nextville dedicate all'argomento e consultabili nei Riferimenti in basso).

Strada aperta alle “altre reti private”?

È noto che i SEU possono essere messi al servizio di un solo cliente finale. Da più parti è stato fatto notare che questa limitazione costituisce un evidente freno alla diffusione della generazione distribuita. Chi voglia installare, ad esempio, un impianto di cogenerazione all'interno di un condominio o di un centro commerciale non può avvalersi delle agevolazioni riservate ai SEU, perché queste sono realtà costituite da più utenti.
Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, un sistema rete-impianto installato in simili realtà ricade all'interno della categoria "altre reti private” o ASDC (Altri sistemi di distribuzione chiusi), come definite dall’Autorità con la delibera 539/2015/R/EEL.

È da precisare che gli ASDC non possono comprendere ad oggi i condonimi, perchè i Sistemi di distribuzione chiusi sono sistemi che distribuiscono energia elettrica all’interno di un sito industriale, commerciale o di servizi; non riforniscono clienti civili. Tuttavia, la possibilità di estendere le agevolazioni previste per l’autoconsumo anche a questo tipo di realtà è da molti vista come una priorità: essendo gli edifici responsabili del 40% del consumo globale di energia nell'Unione europea, il condominio, i centri residenziali, gli edifici del settore pubblico e non solo, possono diventare il centro di eccellenza dell'efficienza energetica diffusa in sito, sia in termini di generazione "verde ed efficiente" sia di trasferimento ed utilizzo efficiente dell'energia termica ed elettrica a pluralità di utilizzatori.

L’abrogazione del comma 5, articolo 33 della legge 99/2009, ci porta dritti dritti alla possibilità di realizzare sistemi con più clienti finali e usufruire delle agevolazioni sui corrispettivi tariffari? Non è proprio così.
L’equiparazione tra RIU e ASDC vale solo per i sistemi esistenti. La norma vigente, infatti, non prevede la possibilità di realizzare nuove reti private, rinviando al recepimento nell'ordinamento nazionale della normativa comunitaria in materia.
Ma è possibile interpretare questa abrogazione come una piccola breccia nella porta blindata delle agevolazioni all’autoconsumo?

Forse sì, se teniamo conto del fatto che

• in Parlamento è in discussione il disegno di legge cosiddetto "Concorrenza" e, su spinta delle Associazioni ambientaliste, dei consumatori e del settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, sono stati presentati emendamenti che riguardano proprio lo sviluppo della generazione distribuita di energia rinnovabile, che potrebbero consentire il ripristino dei "sistemi di distribuzione chiusi", reti elettriche che permettono di scambiare energia prodotta verso più clienti;

• durante l'esame del Ddl “Concorrenza”, tenuto nella commissione Industria del Senato, il Governo ha preso un impegno in merito, con l'approvazione dell'ordine del giorno G/2085/48/10.

• è stata lanciata una petizione per invitare il Governo a tener conto di detti emendamenti, ad oggi sostenuta da quasi 2.500 firmatari;

• l'AGCM (Aurotità Garante della Concorrenza e del Mercato) è intervenuta più volte sulla questione (prima nel 2011, poi nel 2016) ritenendo che gli "ostacoli alle reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico”.

Considerato tutto ciò, possiamo ragionevolmente pensare che l’abrogazione del comma 5 rappresenti un primo passo verso quello che le associazioni di settore hanno definito come il “sacrosanto” principio di non gravare di oneri i consumi “dietro al contatore”.
Tuttavia, per aprire una strada che vada sempre nella stessa direzione e priva di ostacoli, occorre che il legislatore tenga conto di una serie di questioni già sollevate, ma ancora prive di una concreta soluzione.

Chi paga la rete?

Una l’ha sollevata più volte l’Autorità per l’energia: “l’estensione della platea dei soggetti che godono di esenzioni tariffarie, a parità di gettito necessario per la copertura degli oneri, comporta un aggravio significativo di spesa per tutti gli altri clienti finali del settore elettrico". In altri termini, a parere dell'Autorità, le frequenti richieste di inclusione di reti elettriche nel novero delle Reti interne di utenza o di sistemi di autoproduzione nel novero dei SEU aumenterebbero sempre di più la platea di utenti che ha accesso alle agevolazioni, con il rischio che il valore unitario dei costi per la gestione della rete pubblica cresca in maniera insostenibile per gli utenti che non beneficiano di dette agevolazioni.

Agevolazioni tariffarie e aiuti di Stato

Un'altra questione è quella legata alle linee guida europee sugli aiuti di Stato. All’inizio del 2016, l’allora sottosegretario Giacomelli, in risposta ad un’interrogazione parlamentare, affermò che la legislazione sui Sistemi efficienti di utenza dovrà essere probabilmente cambiata a partire dal 2019, in coerenza con le Linee guida comunitarie in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020.
Insomma, le agevolazioni SEU sembravano essere aiuti di Stato e sembrava che la strada obbligata fosse una loro progressiva eliminazione.
Sei mesi dopo, nel giugno 2016, sempre in risposta a un’interrogazione in cui si chiedeva al Ministro dello Sviluppo economico quali iniziative il Governo intendesse assumere rispetto all'intenzione espressa nel gennaio del 2016 di privare gli impianti di generazione distribuita di ogni beneficio tecnico ed economico, attraverso l'abrogazione della normativa relativa ai Sistemi Efficienti di Utenza, il vice Ministro Teresa Bellanova, tenne innanzitutto a precisare che l'adeguamento alle linee guida europee sugli aiuti di Stato non significa che vi sia "l'intenzione di privare gli impianti di generazione distribuita di ogni beneficio".
Al contrario, aggiunse che il Governo era impegnato, insieme ad altri Paesi, "in un'interlocuzione con la Commissione europea finalizzata a salvaguardare il sostegno per l'autoproduzione efficiente, in tutte le forme consentite dalle regole europee, in modo tale da garantire una risposta positiva sia per i sistemi già esistenti sia per i nuovi investimenti in autoproduzione". 

L’autoconsumo nel ridisegno del sistema energetico europeo

È probabile che entrambi i nodi siano sciolti dall’Unione europea grazie alla transizione verso un nuovo sistema energetico, avviata con la strategia resilient Energy Union, pensata per fornire ai consumatori europei energia sicura, sostenibile, competitiva e a prezzi accessibili.
In questo quadro, la Commissione ha anche pubblicato la Comunicazione COM(2015)339, dal titolo Un "new deal" per i consumatori di energia, che concede ampio risalto al ruolo dei consumatori e fa riferimento alla loro progressiva trasformazione in prosumer, cioè cittadini che, in maniera individuale o collettiva, sono contemporaneamente produttori e consumatori di un bene, nel nostro caso del bene energia.
Una parte delle proposte legislative della Commissione Europea su questi temi sono arrivate nel novembre 2016, con il pacchetto di misure denominato Energia pulita per tutti gli europei (Clean Energy For All Europeans).
All’interno del Pacchetto, la Proposta di regolamento sul mercato interno dell’elettricità mette ben in evidenza come la generazione distribuita sia ancora ostacolata da una mancanza di regole comuni sui prosumer. Norme adeguate potrebbero rimuovere queste barriere, garantendo i diritti dei consumatori di generare energia per l’autoconsumo e vendere l’energia in eccesso alla rete, tenendo conto dei costi e benefici per il sistema nel suo complesso, attraverso una riconfigurazione più appropriata della partecipazione degli stessi prosumer a sostenere i costi della rete.
Il Pacchetto è ora al vaglio del Consiglio e del Parlamento europei. E proprio il Consiglio, nel primo esame informale delle proposte effettuato il 27 febbraio scorso, ha posto l’accento anche sugli aiuti di Stato, suggerendo di evitare l'eccessivo affidamento all'applicazione delle loro norme ai regimi di sostegno.

Ciò detto, è ancora difficile dire in che direzione stiamo andando: l’iter dell’Energy Union sarà lungo: la direttrice è più o meno segnata, ma non ben definita. Occorrerà attendere ancora un po’ per avere un quadro più chiaro, al fine di capire come si configurerà l’autoconsumo nel mercato dell’energia europeo e, di conseguenza, italiano.
Ora, visto l’ampio contesto in cui si inserisce il concetto di autoconsumo, non sarebbe più auspicabile che il legilsatore italiano scrivesse le norme sul solido tavolo della concertazione, invece di appoggiarsi frettolosamente su un tavolino sghembo da osteria, attorniato da "mille voci" appartenenti a “mille“ diversi quadri normativi?

Riferimenti

Seu, Seeseu e Reti private

Dl 30 dicembre 2016, n. 244 - Proroga e definizione di termini (cosiddetto "Milleproroghe")
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Legge 27 febbraio 2017, n. 19 - Conversione in legge del Dl 244/2016 (cd. "Milleproroghe")
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dl 24 giugno 2014, n. 91 - Cd. Dl "Competitività"
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Legge 23 luglio 2009, n. 99 - Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia - Stralcio
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Delibera Autorità energia 12 novembre 2015, n. 539/2015/R/EEL - Regolazione dei servizi di connessione, misura, trasmissione, distribuzione, dispacciamento e vendita nel caso di sistemi di distribuzione chiusi
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Comunicazione COM(2015)339 - Un "new deal" per i consumatori di energia
dal sito della Commissione Ue


Comunicazione Commissione Ue 30 novembre 2016 - Energia pulita per tutti gli europei
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Proposta di regolamento sul mercato interno dell’elettricità
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Seu, Seeseu e Reti private
in Nextville (Incentivi e bandi)


Ue, presentato il pacchetto per l'energia pulita
dall'Archivio news di Nextville


Scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti - Petizione diretta al Presidente del Consiglio

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