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22 Novembre 2018

Ecobonus, oltre 28 miliardi di euro investiti nel 2017

(Redazione Nextville)

I dati del 2017 e le proiezioni al 2018 indicano che gli incentivi per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione degli edifici hanno attivato consistenti volumi di investimenti, aumentato l'occupazione e favorito il sistema Paese.

Questi numeri incoraggianti, sono contenuti nella sesta edizione dello studio "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione", predisposto dal Servizio studi della Camera in collaborazione con l’istituto di ricerca CRESME. Rispetto alla precedente edizione (settembre 2017), è stato aggiornato il dato a consuntivo relativo al 2017, mentre i dati riguardanti il 2018 si basano su rilevazioni dei primi otto mesi dell’anno.

Le detrazioni fiscali muovono molti investimenti...

Nel documento si stima che tra il 1998 e il 2018, gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica abbiano riguardato oltre 17,8 milioni di interventi, coinvolgendo oltre il 57% delle abitazioni italiane stimate dall’ISTAT. In venti anni le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 292,7 miliardi di euro, con poco più di 240.000 di richieste di incentivi nel 1998, per arrivare a superare il 1.757.000 nel 2018.

I dati più specifici legati al 2017 indicano un volume di investimenti pari a 28.106 milioni di euro, riconducibili a 3.724 milioni di euro per la riqualificazione energetica e a 24.382 milioni di euro per le ristrutturazioni edilizie.

Le previsioni per il 2018, sulla base delle dinamiche registrate nei primi otto mesi dell’anno, indicano un volume di spesa complessivo superiore ai livelli del 2017, con 28.587 milioni di euro, imputabili per 3.549 milioni di euro alla riqualificazione energetica e per 25.038 milioni alla ristrutturazione edilizia.

... e generano molti posti di lavoro

Di grande rilievo anche l’impatto delle misure incentivanti sull’occupazione: i 202,4 miliardi di euro attivati dagli incentivi nel periodo 2011-2017 hanno attivato oltre 2 milioni di occupati diretti nel settore della ristrutturazione e della riqualificazione energetica e 1 milione di occupati indiretti nelle industrie e nei servizi collegati. Nel 2018 le stime indicano 426.745 occupati, dei quali 284.497 diretti e 142.248 nell’indotto. "Si tratta di un dato di grande importanza se si considera che, in dieci anni, tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre del 2018, il settore delle costruzioni, secondo l’Istat, ha registrato una perdita pari a 555.000 occupati".

Anche la finanza pubblica ha i suoi benefici

Molto interessanti, infine, le stime dell’impatto delle misure di incentivazione fiscale sulla finanza pubblica. Da un secco esame contabile, nel periodo 1998-2017 risultano minori introiti per lo Stato – dovuti alle defiscalizzazione – pari a 137,7 miliardi di euro, a fronte di un gettito fiscale e contributivo di 110,8 miliardi di euro. Il saldo sarebbe quindi negativo (-26,5  miliardi di euro), pari a poco meno di 1,3 miliardi di euro medi annui.

Va però considerato che lo Stato incassa i proventi spettanti nell’anno di esecuzione dei lavori, mentre distribuisce la maturazione dell’incentivo nell’arco di dieci anni. Attualizzando tali valori, il saldo negativo è più contenuto ed è pari a -2,56 miliardi di euro in venti anni (130 milioni di euro l'anno).

Ma affinando ulteriormente l’analisi e introducendovi altri elementi (sia positivi che negativi), come i minori introiti per lo Stato legati agli interventi di efficientamento energetico (minori imposte sui consumi di energia) o l’aumento di gettito derivante dai consumi e dagli investimenti mobilitati dai redditi aggiuntivi dei nuovi occupati, si arriva a calcolare un saldo positivo per lo Stato di 8,8 miliardi di euro. Cifra che sale a 23,5 miliardi di euro, se la valutazione contabile viene fatta complessivamente sul sistema Paese, allargandola a tutti gli attori coinvolti (Stato, famiglie e imprese).

 

A tutto ciò, occorre aggiungere i notevoli risultati raggiunti in  termini di rispamio energetico che contribuiranno al raggiungimento dell'obiettivo efficienza, imposto dall'Europa al 2020.

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