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5 Aprile 2019

ENEA: la transizione energetica italiana ferma

(Filippo Franchetto)

Gli obiettivi di riduzione dei consumi (e delle emissioni) individuati nel recente Piano Nazionale integrato Energia e Clima (PNEC), in linea con i target europei al 2030, richiedono una forte accelerazione nel disaccoppiamento tra energia ed economia.

I dati riportati nella prima analisi trimestrale 2019 del sistema energetico, elaborata dall’ENEA, mostrano come nel 2018 la domanda di energia in Italia sia risultata in linea con la crescita dell’economia; in altre parole, l'intensità energetica (consumi di energia per unità di PIL) è rimasta sostanzialmente invariata, confermando lo stop ai cali registrati negli anni precedenti al 2017. E anche i consumi finali di energia sembrano essere tornati su un trend di crescita rispetto al punto minimo raggiunto nel corso del 2014, soprattutto per l'aumento della domanda di prodotti petroliferi nel settore trasporti.


Si tratta di numeri che secondo l'ENEA, in un’ottica di più lungo periodo, rischiano di rendere sempre più complicato per il nostro Paese il raggiungimento degli obiettivi Ue al 2030. Difficoltà che sono in qualche modo riassunte dall’indice sintetico della transizione energetica ISPRED elaborato dall’ENEA, che nel 2018 presenta un nuovo significativo peggioramento rispetto all’anno precedente (-8%). Si tratta del quarto peggioramento consecutivo su base annuale, dopo il massimo raggiunto nel 2014.

L'indice ISPRED - lo ricordiamo - è composto di 3 indicatori fondamentali: sicurezza energetica, prezzi e decarbonizzazione. L'analisi effettuata dall'ENEA sull’evoluzione temporale di questi 3 indicatori "consolida la conclusione che l’obiettivo di uno sviluppo equilibrato e sinergico delle diverse componenti del trilemma energetico ... sembra lontana dal realizzarsi." Continuano infatti a susseguirsi fasi nelle quali il miglioramento su un aspetto si accompagna al peggioramento su altri.

Negli ultimi 3 anni, è stato il fattore decarbonizzazione a incidere maggiormente sul peggioramento dell'ISPRED. Nonostante il dato positivo del lieve calo delle emissioni di CO2 registrato nel 2018 rispetto all'anno precedente (-2%), in disaccoppiamento con i consumi di energia, la distanza fra le emissioni stimate a fine 2018 e quelle corrispondenti alla traiettoria coerente con gli obiettivi 2030 "è sui massimi dell’ultimo decennio, particolarmente nel caso delle emissioni dei settori non-ETS (trasporti, civile e industria non energivora)."


Va considerato, inoltre, anche il forte rallentamento che da alcuni anni interessa il settore delle rinnovabili, "che se continuassero a seguire la traiettoria degli ultimi anni si fermerebbero ben al di sotto del 30%, obiettivo fissato per il 2030 nel recente PNEC." Secondo le stime preliminari dell'ENEA, a fine 2018 la quota di FER sui consumi finali dovrebbe risultare pari a circa il 18%, con una buona probabilità di riduzione rispetto all'anno precedente.

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