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1 Ottobre 2019

World GBC: eliminare entro il 2050 le emissioni di CO2 incorporate negli edifici

(Filippo Franchetto)

La decarbonizzazione del settore delle costruzioni rappresenta una sfida molto impegnativa, ma sarebbe al contempo uno dei modi più convenienti per ridurre le emissioni climalteranti e mitigare gli effetti del riscaldamento globale.

Il World Green Building Council (World GBC), nell'ambito della decima edizione della World Green Building Week, ha presentato il rapporto "Bringing embodied carbon upfront" con cui viene ipotizzata - da qui al 2050 - una possibile trasformazione virtuosa del settore dell'edilizia.


Edilizia: un settore "insostenibile"

I numeri di partenza parlano chiaro: attualmente gli edifici e il settore dell’edilizia sono responsabili del 39% di tutte le emissioni globali di anidride carbonica. Le emissioni di gestione (l'energia utilizzata per riscaldare, raffrescare e illuminare gli edifici) contano per il 28%, mentre il restante 11% proviene da emissioni di CO2 incorporate o iniziali ("embodied carbon"), associate a materiali e processi di costruzione durante l'intero ciclo di vita dell'edificio.

Al 2050 la popolazione globale potrebbe essere vicina ai 10 miliardi, con un patrimonio immobiliare complessivo raddoppiato rispetto all'attuale. E' quindi evidente come - in assenza di drastici cambiamenti nel modo di operare - il settore delle costruzioni vedrà praticamente raddoppiare il proprio consumo di materie prime e di conseguenza il proprio impatto sul clima.


Affrontare le emissioni incorporate

Nel 2018, in linea con gli obiettivi previsti dall'accordo di Parigi, il World GBC aveva lanciato il "Net Zero Carbon Buildings Commitment". L'obiettivo era quello di promuovere un impegno climatico incentrato sul raggiungimento di standard edilizi (sia a livello di singoli edifici che su larga scala) a zero emissioni operative di CO2. Ma, come abbiamo già visto, i numeri dimostrano che le emissioni operative (o di gestione) sono solo una parte del problema. Infatti, grandi quantità di CO2 vengono rilasciate non solo nel corso della vita operativa di un edificio o infrastruttura ma anche durante le fasi di estrazione e produzione dei materiali, nelle fasi di trasporto, costruzione e anche fine vita.

I dati disponibili, tra l'altro, mostrano come le emissioni di gestione - per singolo edificio - siano in continua diminuzione, grazie a una serie di fattori che vanno dal miglioramento delle tecniche costruttive all'introduzione di tecnologie rinnovabili. Questo, però, significa d'altra parte che le emissioni incorporate negli edifici continueranno a crescere di peso, in proporzione alle emissioni totali.

Il rapporto stima che la CO2 incorporata sarà responsabile della metà dell'intera impronta carbonica degli edifici di nuova costruzione realizzati da qui al 2050; questo, naturalmente, rischia di vanificare in parte i grandi sforzi che il settore edilizio sta realizzando sul versante gestionale degli edifici. Il World GBC, quindi, invita a continuare il cammino di riduzione della CO2 di gestione ma chiede anche di aumentare rapidamente gli sforzi per affrontare, su scala globale, il problema delle emissioni di CO2 incorporate negli edifici.



La visione e gli obiettivi del World GBC

La sfida di decarbonizzare l'intero ciclo di vita di un edificio, andando oltre la "semplice" riduzione delle emissioni di gestione, è assai ambiziosa. Nel rapporto il World GBC fissa le tempistiche e gli step indispensabili per realizzare questa visione, in coerenza con i drastici obiettivi di riduzione delle emissioni richiesti dagli scienziati dell'IPCC:

entro il 2030: tutti i nuovi edifici, le nuove infrastrutture e le ristrutturazioni dovranno ridurre di almeno il 40% le emissioni incorporate. Per i nuovi edifici, inoltre, le emissioni di gestione dovranno risultare pari a zero;

entro il 2050: tutti i nuovi edifici, le nuove infrastrutture e le ristrutturazioni dovranno avere un livello di emissioni incorporate pari a zero. Tutti gli edifici, sia quelli nuovi che quelli esistenti, dovranno avere emissioni di gestione pari a zero.


Lo scopo del rapporto è di promuovere un invito ad agire immediatamente per raggiungere questa visione, coinvolgendo l'intera filiera dell'edilizia e delle costruzioni. Più nello specifico, il World GBC mira a:

avviare un dibattito globale sull'importanza di raggiungere lo "zero embodied carbon", che porti all'adozione di una base comune (definizioni, principi, azioni realizzabili, ecc.) utilizzabile e comprensibile da tutti gli attori della filiera;

• comunicare l'urgenza della situazione e stabilire scadenze, obiettivi e traguardi a livello globale, sostenendo al contempo la creazione di tabelle di marcia regionali, nazionali e anche settoriali;

stimolare la domanda di mercato e semplificare drasticamente il dialogo e la connessione tra i vari anelli della filiera, mettendo in evidenza le leadership e le pratiche più efficaci in grado di dimostrare la fattibilità di una completa decarbonizzazione;

• sostenere le azioni politiche e di regolamentazione incentrate sullo "zero embodied carbon".


La strada da fare

Ad oggi, purtroppo, pochissimi edifici o beni infrastrutturali sono in linea con la visione del rapporto del World GBC. Il settore dell'edilizia e delle costruzioni, infatti, è fortemente frammentato e basato su una gamma vastissima di materiali, con filiere lunghe e complesse. Molti dei materiali da costruzione più utilizzati (ad esempio calcestruzzo e acciaio) provengono da industrie pesanti ad alta intensità di carbonio.

Il World GBC è consapevole, quindi, che si tratterà di una transizione radicale e difficile. Ma non impossibile: stimolando la domanda di mercato, si potrà assistere ad una accelerazione drastica degli investimenti che porterà ad un aumento della competitività e ad un più facile accesso a una vasta gamma di soluzioni e strategie per raggiungere lo "zero embodied carbon".

Sarà però fondamentale - sottolinea il rapporto - che tutti gli attori della filiera lavorino insieme su questo obiettivo, sia sul lato della domanda (investitori, sviluppatori, designer) che su quello dell'offerta (appaltatori, produttori di materiali).

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