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Incentivi 2010 prodotti efficienti

I decreti Incentivi: Dl 40/2010 e Dm 26/4/10

Attenzione: a partire dal 3 novembre 2010, i fondi rimanenti pari a circa 110 milioni di euro – sono stati "rimodulati" e accorpati in un fondo unico, che ora consente di poter fare richiesta di sconto anche per quelle tipologie di prodotti (ad es. cicli e motocicli) la cui disponibilità finanziaria era stata esaurita. In data 22 novembre anche le risorse del fondo unico risultano esaurite.

Il Dl 25 marzo 2010, n. 40 ha istituito un fondo di 300 milioni di euro per sostenere la domanda di prodotti ad alta efficienza energetica (ma non solo). Il Dm 26 marzo 2010 del Ministero dello sviluppo economico, entrato in vigore il 6 aprile 2010, specifica i settori e i prodotti che ne beneficiano.
Data l'ampia gamma di prodotti incentivati, riportiamo qui sotto solo quelli legati all'efficienza energetica.

Per avere le informazioni messe a disposizione dal Ministero, vedi "Procedure Incentivi 2010 prodotti efficienti" nel menu di destra. Ulteriori indicazioni inoltre sono contenute nella circolare applicativa realizzata dallo stesso Ministero, vedi il menu di destra.

Attenzione: La Legge 22 maggio 2010, n. 73, di conversione del Dl 40/2010 introduce alcune novità rispetto al Dl originario:
• l'incentivo per l'acquisto edifici ad alta efficienza energetica si applica non solo ai nuovi immobili, ma anche "al parco immobiliare esistente". Inoltre, se l'acquirente dell'immobile è un'azienda, il contributo è fruibile nei limiti previsiti dal "regime di aiuti temporanei di importo limitato previsto dalla comunicazione n. 2009/C 83/01 della Commissione, del 7 aprile 2009 (...)";
• i contributi per l'acquisto di motocicli si applicano anche all’acquisto di biciclette a pedalata assistita (nel frattempo però sono esauriti i fondi disponibili...).  

Sconti e non detrazioni

I nuovi incentivi non consistono in detrazioni fiscali (contrariamente a misure analoghe varate negli scorsi anni), bensì in sconti di cui si beneficia direttamente al momento dell'acquisto.

Attenzione: è previsto il divieto di cumulo con altri eventuali incentivi previsti per i medesimi prodotti. L'unica eccezione  riguarda l'acquisto di nuovi immobili ad alta efficienza energetica.

Tempi

Gli incentivi durano dal momento dell'entrata in vigore del Dm 26 marzo (e cioè dal 6 aprile) fino al 31 dicembre 2010.

In realtà, la data di inizio è stata posticipata al 15 aprile 2010, come chiarito dal sito del Ministero dello sviluppo. 

Rispetto alla scadenza, il 31 dicembre è solo una data teorica: in effetti gli incentivi sussistono solo fino all'esaurimento delle risorse stanziate per ciascun settore di intervento. Il limite di spesa globale stabilito dal decreto è pari al totale delle risorse attribuite al fondo: 300 milioni di euro, suddivisi a loro volta tra i diversi settori.

Meccanismo

L'acquirente fa richiesta dell'incentivo al rivenditore, il quale per via prima telefonica e poi telematica deve verificare la disponibilità dei fondi e comunicarlo all'acquirente. I rivenditori in un secondo tempo potranno avere i rimborsi presso gli sportelli postali, mediante bonifici o postagiro.

Così descrive l'iter il portale del Ministero:
"Il consumatore si rivolgerà direttamente al rivenditore per seguire la pratica di acquisto e di accesso ai benefici dell’incentivo. A sua volta il negoziante (o il costruttore) a partire dal 15 aprile consulterà il call center all’800 556 670 per conoscere la disponibilità delle risorse finanziarie e fornire una risposta all’acquirente. Successivamente, dal 17 maggio, il rivenditore potrà ottenere informazioni ed eseguire il procedimento di prenotazione del contributo direttamente sul portale di gestione (...) messo a disposizione da Poste Italiane. Completate le pratiche dell’istruttoria, l’acquirente potrà comprare il bene desiderato ottenendo uno sconto prestabilito sul prezzo di acquisto (...). Sarà poi Poste Italiane, su disposizione del Mise, a provvedere a rimborsare il rivenditore o il costruttore liquidando le somme con bonifico o postagiro."

Cucine componibili complete di elettrodomestici efficienti
(Il limite complessivo delle risorse disponibili per questa tipologia di prodotti è di 60 milioni di euro - al 18/10 risultano erogati il 90,40% dei fondi disponibili)

Viene agevolata, con un contributo del 10% sul prezzo di vendita e fino a un limite massimo di 1.000 euro, la sostituzione della vecchia cucina con cucine componibili complete di elettrodomestici efficienti. 

Nota bene:il venditore deve dichiarare, tramite autocertificazione, che l'acquisto è avvenuto in sostituzione di una cucina in uso.

La nuova cucina componibile deve essere corredata da almeno due elettrodomestici ad alta efficienza energetica, scelti tra:

• frigorifero/congelatore in classe A+ e A++
forno in classe A
piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma
lavastoviglie (se inserita) in classe AAA (classe A di efficienza energetica, classe A di efficienza di lavaggio, classe A di efficienza di asciugatura)

Nota bene: gli elettrodomesti che non dovessero rientrare nelle classi energetiche individuate dal decreto, non concorrono a formare il valore sul quale calcolare il contributo.

Sono inoltre previsti i seguenti requisiti aggiuntivi:
• i nuovi mobili devono essere accompagnati dalla scheda identificativa del prodotto in legno
• deve essere garantito il rispetto delle norme sull'emissione di aldeide formica
• il piano cottura dotato di valvola di sicurezza gas
• la cucina deve essere predisposta per la raccolta differenziata 

Il limite complessivo delle risorse disponibili per questa tipologia di prodotti è di 60 milioni di euro

Attenzione: ai sensi dei commi 358 e 359 della Finanziaria 2007, per l'acquisto di frigoriferi/congelatori ad alta efficienza è già in essere, fino al 31 dicembre 2010, la detrazione d'imposta del 20% in fase di dichiarazione dei redditi, fino a a un massimo di 200 euro per apparecchio. Per approfondimenti, vedi la voce "Detrazioni fiscali 20% frigoriferi e congelatori" nel menu di destra.

Singoli elettrodomestici
(Il limite complessivo delle risorse disponibili per questa tipologia di prodotti è di 50 milioni di euro - al 18/10 risultano erogati il 71,03% dei fondi disponibili)

Per tutti gli elettrodomestici indicati qui di seguito, il contributo è pari al 20% del prezzo di acquisto, con un limite massimo variabile a seconda dell'apparecchio acquistato. L'incentivo viene concesso solo a fronte della sostituzione dei vecchi apparecchi. 

Cappe climatizzate

Contributo del 20%, fino a un massimo di 500 euro, per la sostituzione di cappe con cappe climatizzate.   

Cucine di libera installazione

Contributo del 20%, fino a un massimo di 100 euro, per la sostituzione di cucine con cucine dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura dotato di dispositivo FSD.

Forni elettrici

Contributo del 20%, fino a un massimo di 80 euro, per la sostituzione di forni elettrici con apparecchi analoghi di classe energetica non inferiore alla A.

Lavastoviglie

Contributo del 20%, fino a un massimo di 130 euro, per la sostituzione di lavastoviglie con  lavastoviglie di classe energetica non inferiore alla tripla classe A/A/A (classe A di efficienza energetica, classe A di efficienza di lavaggio, classe A di efficienza di asciugatura).

Attenzione: tra i prodotti incentivati da questo decreto non rientrano le lavatrici e i frigoriferi. Questi ultimi però ai sensi dei commi 358 e 359 della Finanziaria 2007, possono beneficiare, fino al 31 dicembre 2010, della detrazione d'imposta del 20% in fase di dichiarazione dei redditi, fino a a un massimo di 200 euro per apparecchio. Per approfondimenti, vedi la voce "Detrazioni fiscali 20% frigoriferi e congelatori" nel menu di destra.

Piani cottura

Contributo del 20%, fino a un massimo di 80 euro, per la sostituzione del piano cottura con un analogo apparecchio dotato di dispositivo di sorveglianza fiamma (Fsd).

Pompe di calore

Contributo del 20%, fino a un massimo di 400 euro, per la sostituzione di scaldacqua elettrici con pompe di calore ad alta efficienza (COP ≥ 2.5) dedicate alla sola produzione di acqua calda sanitaria.

Inverter, motori elettrici,  batterie di condensatori, UPS
(Il limite complessivo delle risorse disponibili per questa tipologia di prodotti è di 10 milioni di euro - al 18/10 risulta erogato soltanto lo 0,21% dei fondi disponibili)

Inverter

Contributo del 20%, fino a un massimo di 40 euro, per l'acquisto di variatori di velocità (inverter) su impianti di potenza elettrica compresa tra 0,75 e 7,5 kW.

Motori elettrici

Contibuto del 20%, fino a un massimo di 50 euro, per l'acquisto di motori elettrici ad alta efficienza (IE2) di potenza tra 1 e 5 kW.

Batterie di condensatori 

Contributo del 20%, fino a un massimo di 200 euro, per l'acquisto di batterie di condensatori che contribuiscono a ridurre le perdite di energia elettrica sulle reti in media e bassa tensione.

UPS (gruppi statici di continuità)

Contributo del 20%, fino a un massimo di 100 euro, per l'acquisto di gruppi statici di continuità (UPS) ad alta efficienza di potenza fino a 10 kVA.

Altri prodotti incentivati  (qui non trattati in specifico)

• Motocicli e motocicli elettrici/ibridi
• Internet veloce per i giovani (al 18/10 risulta erogato il 97,72% dei fondi disponibili )
• Rimorchi e semirimorchi (al 18/10 risulta erogato il 74,9% dei fondi disponibili)
• Macchine agricole e movimento terra
• Gru a torre per edilizia (al 18/10 risulta erogato il 16,63% dei fondi disponibili)
• Motori fuoribordo e stampi per scafi 

 

Acquisto di nuovi immobili ad alta efficienza energetica
(Il limite complessivo delle risorse disponibili per questo settore di intervento è di 60 milioni di euro - al 18/10 risulta erogato il 26,06% dei fondi disponibili).

L'incentivo riguarda sia gli immobili di nuova costruzione sia (dal 26 maggio) gli immobili esistenti, utilizzati come prima casa dall'acquirente, che rientrano nelle classi energetiche B o A (per la verità, il testo della legge sembra riferirsi alla prima casa solo per l'acquisto di immobile di classe B. Ma si tratta probabilmente di un errore formale della stesura. Lo dichiara il Sole24Ore, che ha avuto contatti con tecnici del Ministero).

Nota bene: per la precisione, le classi energetiche B e A vengono richiamate nel sito del Ministero, mentre il Dm specifica che, rispettivamente, il  fabbisogno di energia primaria deve risultare migliore almeno del 30% o del 50% rispetto ai valori di cui all'allegato C, n. 1, della Tabella 1.3 del Dlgs 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni. Il che equivale, ma solo in linea di massima, alle classi B e A.
Ci sono numerosi interrogativi al proposito:
- prima dii tutto è possibile che in alcune regioni le classi energetiche siano attribuite con modalità più restrittive rispetto alle regole dettate dalle linee guida nazionali e dalle 'sucessive modificazioni' del Dlgs 192;
- inoltre, l’allegato 4 alle Linee Guida per la certificazione energetica, Dm 26 giugno 2009, definisce la classe energetica come somma tra l’indice di prestazione energetica (Epi) e la produzione di acqua calda sanitaria in kWh. Per cui dal 25% al 50% di Epi si è in classe B e dal 50% al 75% in classe A, ma limitatamente al riscaldamento. L’acqua calda sanitaria è un altro parametro che si aggiunge alla classe energetica del riscaldamento e dà la classe energetica globale. Il decreto attuativo per gli incentivi impone una riduzione del 30% e 50% del fabbisogno di energia primaria facendo però riferimento alla classificazione energetica del solo riscaldamento.

Immobili di classe B

Contributo pari a 83 euro a metro quadrato di superficie utile, fino a un massimo di 5.000 euro, per l'acquisto di immobili di classe B (-30% rispetto ai requisiti minimi richiesti dal Dlgs 192/2005).

Immobili di classe A

Contributo pari a 116 euro a metro quadrato di superficie utile, fino a un massimo di 7.000 euro, per l'acquisto di immobili di classe A (-50% rispetto ai requisiti minimi richiesti dall Dlgs 192/2005). 

Certificazione energetica 

Il rispetto delle prestazioni energetiche richieste deve essere certificato  sulla base delle procedure fissate dal Dlgs 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, da un soggetto accreditato.

Ciò in pratica significa che l'immobile deve essere dotato di Attestato di certificazione energetica. Si noti però che, non essendo obbligatorio a termini di legge allegare l'Attestato all'atto di vendita, il decreto specifica che in questo caso la certificazione è obbligatoria "ai soli fini dell'ottenimento dei contributi". Una precisazione che sembra inutile giacché a partire dal 1 gennaio 2007, su tutto il territorio nazionale gli edifici di nuova costruzione devono essere dotati dell'Attestato di Certificazione Energetica (vedi la voce "Tempi della certificazione energetica" nel menu di destra).

Tempi e meccanismo di prenotazione 

I contributi possono essere richiesti solo per immobili il cui preliminare di compravendita sia stato stipulato con atto di data certa successivo alla data di entrata in vigore del decreto (6 aprile 2010). 

Il Decreto specifica come deve avvenire l'iter della pratica, e cioè:
"Il venditore cura la prenotazione della misura nei confronti del soggetto di cui all'art. 4 (le Poste italiane, ndr). La stessa viene confermata in sede di stipula del contratto di compravendita (...). Entro quarantacinque giorni dalla stipula l'acquirente trasmette al predetto soggetto copia autentica dell'atto munita degli estremi della registrazione".

Nulla è aggiunto sulla eventualità che, al momento della prenotazione, non ci siano le coperture finanziarie per far fronte alla richiesta. In pratica: prima della prenotazione deve già essere intervenuto il preliminare di vendita, ma nulla garantisce che – dopo – i fondi siano ancora disponibili.   

Una nota sulla cumulabilità

Il decreto specifica che, nel caso dell'acquisto di immobili efficienti, non interviene la non cumulabilità con altri incentivi. A livello nazionale sono operative solo due misure: la detrazione 55% e la detrazione 36% (vedi voci nel menu di destra).

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