Conto energia

Fotovoltaico e Ritiro dedicato
Una modalitą semplificata di vendita dell'elettricitą che si somma alla tariffa del Conto energia
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Gli impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica possono scegliere di "scambiare" l'elettricità prodotta (vedi "Lo Scambio sul posto") oppure venderla alla rete.

La vendita alla rete risulta obbligatoria per tutti gli impianti di potenza nominale superiore a 200 kW, mentre nel caso di impianti di taglia compresa tra 1 kW e 200 kW è possibile optare tra lo Scambio sul posto e la vendita alla rete.

Una modalità di vendita dell’energia particolarmente interessante per i piccoli produttori è quella del Ritiro dedicato.

Che cos’è il Ritiro dedicato

Il Ritiro dedicato è una modalità di vendita “indiretta” dell’energia elettrica prodotta dall’impianto, attuabile mediante la stipula di una semplice convenzione con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che svolge il ruolo di intermediatore commerciale tra il produttore e il sistema elettrico.

Esiste anche una modalità di vendita “diretta” dell’elettricità, realizzata nella Borsa Elettrica oppure tramite contratti bilaterali stipulati con grossisti. Si tratta di un’opzione complessa sotto molti punti di vista, riservata principalmente ai grandi produttori elettrici e quindi di norma sconsigliata per le normali applicazioni del fotovoltaico.

Il Ritiro dedicato impegna il GSE al “ritiro”, cioè all’acquisto, a prezzi garantiti, di tutta l’energia elettrica immessa in rete dall’impianto (in questo caso fotovoltaico). Essendo semplice da gestire e conveniente dal punto di vista economico, il Ritiro dedicato rappresenta la soluzione ideale per tutti gli impianti di piccola-media taglia.

Tutte le semplificazioni per il Ritiro dedicato dell'energia elettrica sono state introdotte dalla delibera 280/07 dell'AEEG, contenente le "Modalità e condizioni tecnico economiche per il ritiro dell'energia elettrica", e sono attive dal 1 gennaio 2008. 

Da un punto di vista gestionale, il Ritiro dedicato presenta due importanti vantaggi:

• il GSE, in quanto intermediario tra produttori e sistema elettrico nazionale, è l'unico soggetto a cui ci si deve rivolgere;

• la convenzione di Ritiro dedicato stipulata con il GSE sostituisce qualsiasi altro adempimento burocratico.

Per approfondire gli aspetti economici e procedurali relativi al Ritiro dedicato (prezzi garantiti, costi e modalità di accesso), consulta la pagina “Il Ritiro dedicato” nel menu di destra.

Conto energia + Ritiro dedicato: si sommano i vantaggi

Per tutti gli impianti fotovoltaici connessi alla rete con il Conto energia, i ricavi provenienti dal Ritiro dedicato vanno sommati ai benefici economici della tariffa incentivante.

Ricordiamo che la tariffa incentivante viene corrisposta per tutta l’elettricità prodotta dall’impianto, anche per la quota eventualmente autoconsumata. Diversamente, invece, con il Ritiro dedicato vengono remunerati solo i kilowattora effettivamente immessi in rete, al netto degli autoconsumi.

Si può dunque scegliere di vendere tutta l'energia prodotta oppure di utilizzarne una quota per il proprio autoconsumo. In caso di vendita parziale, diversamente dallo Scambio sul posto, l'autoconsumo dell'energia deve avvenire "contestualmente alla produzione".

Questo significa che non è possibile usufruire in un secondo tempo dell'energia prodotta dall'impianto, dal momento che la quota non immediatamente autoconsumata viene ceduta alla rete e rientra nell’ambito del Ritiro dedicato. In poche parole, l'autoconsumo non può che avvenire nelle ore diurne, quando l'impianto fotovoltaico è in funzione.

Una differenza tra Conto energia 2010 e Conto energia 2011

Il primo Conto energia (istituito nel 2005, modificato nel 2007 e in scadenza al 31 dicembre 2010) prevede una particolare premialità per gli impianti fotovoltaici superiori ai 3 kW non integrati che – pur scegliendo il Ritiro dedicato –  risultano appartenere alla categoria  "autoproduttori", cioè auto-consumatori di almeno il 70% dell'elettricità prodotta. A questi operatori viene riconosciuta una tariffa maggiorata del 5%. Questa facilitazione non è stata riproposta dal Conto energia 2011.

Il Dl 16 marzo 1999 definisce "autoproduttore" la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% su base annua.
Gli utilizzatori, nel caso di società, possono essere - oltre alla società medesima - anche:
• le società controllate, e le società a sua volta da queste controllate,
• i soci di società cooperative di produzione e distribuzione di energia elettrica,
• gli appartenenti a consorzi o società consortili per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Per stabilire se al soggetto responsabile dell'impianto spetti per un certo anno la qualifica di autoproduttore, si confronta l'energia complessiva prodotta dall'impianto con quella autoconsumata nello stesso periodo.
Il caso più semplice è quello in cui produzione e consumo avvengono nello stesso sito: il GSE stesso verifica l'energia prodotta e l'energia consumata. Nel caso in cui i consumi avvengono in luoghi diversi dal sito di produzione, è necessario contattare il GSE per stabilire una pratica di controllo.

Un esempio economico (valido solo per il Conto energia in vigore fino al 31/12/2010)

Prendiamo il caso di un impianto fotovoltaico non integrato da 25 kW di potenza, installato presso un capannone industriale in provincia di Milano, in grado di produrre annualmente circa 28.750 kWh. 

L'impianto vende gran parte dell'elettricità alla rete (22.750 kWh), in regime di Ritiro dedicato, e ne autoconsuma per le esigenze aziendali una piccola parte (6.000 kWh). Il beneficio annuo assicurato dal Conto energia sarà pari a 28.750 kWh x 0,353 €/kWh = 10.149 € ca.

A questo bisogna sommare il ricavo proveniente dalla vendita di energia con il Ritiro dedicato, che è da calcolare sui kWh effettivamente immessi in rete:  22.750 kWh x 0,1011 €/kWh = 2.300 € ca.

C'è infine da considerare un ricavo "implicito" dovuto al mancato acquisto dell'energia elettrica, grazie all'autoconsumo di elettricità,nel momento in cui questa viene prodotta dall'impianto: 6.000 kWh x 0,18 €/kWh = 1.080 €

Possiamo quindi calcolare il beneficio economico complessivo annuo, sommando il Conto energia, la vendita alla rete e il risparmio grazie all'autoconsumo: 10.149 € + 2.300 € + 1.080 € = 13.530 € ca.

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