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La bolletta oggi e da gennaio 2011
Com'è
Valutare le offerte
Come sarà
La fattura dell'energia elettrica, più comunemente chiamata bolletta, ci informa su quanta energia abbiamo consumato e quanto dobbiamo pagare. Ma ci siamo mai chiesti che cosa paghiamo? La risposta dovrebbe essere: l'energia che consumiamo. Ciò è vero solo in parte. L'importo della bolletta è, infatti, il risultato di una sommatoria di voci di cose molto diverse tra loro: dal costo vivo dell'energia consumata, alle imposte, agli oneri di rete, ecc.
Ma se queste voci di costo sono obbligatorie e non si può far a meno di pagarle, a cosa serve conoscerle? A valutare meglio le offerte contrattuali che le aziende ci propongono. È bene, infatti, conoscere la differenza tra "quota energia", "quota potenza", "oneri di sistema", "imposte", "prezzo energia (PE)", ecc., perchè potrebbe tornare utile nel caso in cui si volesse passare dal servizio di maggior tutela al mercato libero, approfittando di offerte più vantaggiose o più adatte alle nostre esigenze.
Per evitare che le famiglie e le piccole imprese, nel passaggio dal monopolio al libero mercato, rischiassero di non essere sufficientemente protette (il rischio poteva essere quello di sottoscrivere contratti di fornitura non adatti alle proprie esigenze), il decreto-legge 18 giugno 2007 ha previsto il regime di maggior tutela. I clienti residenziali e le aziende di piccole dimensioni che dopo la liberalizzazione del mercato dell'energia non hanno scelto un fornitore nel mercato libero hanno così garantita la continuità della fornitura dell'energia elettrica.
A questi clienti, il venditore deve applicare le condizioni economiche e contrattuali previsti dall'Autorità, che sono fissate e aggiornate trimestralmente dall’Autorità stessa in base all'andamento dei prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica e a quelli dei pordotti petroliferi e del gas nei sei mesi precedenti.
Il promotore di qualsivoglia azienda che fornisce energia elettrica, per illustrare quel che ha da proporre, è solito fare un confronto tra i costi della bolletta attuale e i costi della futura bolletta, calcolati in base all'offerta proposta. La concorrenza di prezzo tra le diverse imprese di vendita si gioca solo sulla componente energia (o prezzo energia PE). Le altre voci della bolletta sono tariffe fissate dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas e sono uguali per tutti. Se non abbiamo ben chiaro il significato delle diverse componenti di costo e in che modo incidono sul'importo totale della nostra bolletta, è facile incorrere in errori di valutazione delle offerte proposte.
La bolletta oggi e da gennaio 2011
L'introduzione della tariffa bioriaria (vedi voce corrispondente nel menu di sinistra) ha reso necessario modificare la struttura della bolletta.
Con la Delibera ARG/com 202/09, l'Autorità ha definito le nuove regole per la compilazione della bolletta che si applicheranno a partire dal 1° gennaio 2011. Le modifiche apportate hanno lo scopo, come la stessa Autorità afferma, di "rafforzare la comprensibilità, leggibilità e la trasparenza delle bollette, nonchè la confrontabilità delle offerte".
Ma fino ad allora le bollette dei clienti del mercato tutelato saranno compilate secondo le regole vigenti, con tutto quello che ciò comporta in termini di difficile leggibilità.
Vediamo dunque com'è fatta la bolletta oggi e come sarà compilata dal 1° gennaio 2011.
Generalmente nella prima pagina della bolletta, non necessariamente nell’ordine che qui riportiamo, si trovano:
• i dati relativi al cliente e al contratto.
La prima cosa che il call center chiede, quando si vogliono ottenere informazioni o si fanno reclami è il numero che indica il cliente o la fornitura (le dizioni possono essere diverse). E’ importante riconoscerlo sulla propria bolletta ed essere pronti a fornirlo.
Anche il tipo di contratto è quasi sempre presente nelle prime posizioni: il “servizio a maggior tutela” può chiamarsi così o in altro modo, ad esempio “uso domestico residente”.
Ci sono poi il nome, l'indirizzo e il codice fiscale dell’intestatario della bolletta.
• la denominazione e marchio dell’azienda che fornisce il servizio
• i dati relativi alla fornitura, e cioè:
- il numero e la data della fattura (importante per eventuali reclami);
• il codice POD e il numero di presa.
Il codice POD (Codice di Presa) è praticamente la “targa” che identifica il preciso punto di prelievo dell'energia elettrica. E' composto da una serie di numeri e lettere, di cui le prime due sono "IT". È questo il codice che occorre comunicare al fornitore, nel caso in cui si decidesse di cambiare azienda.
Segue Il numero presa o il numero del contatore.
• i dati sui consumi e il periodo a cui la fatturazione si riferisce;
- l’importo da pagare e la data entro cui deve essere effettuato il pagamento
Spesso nella prima pagina compare anche una dicitura che tranquillizza sul fatto che i precedenti pagamenti sono stati regolari.
- il numero di chilowattora consumati per fascia oraria.
Per i clienti del mercato tutelato è molto importante fare attenzione al consumo per fascia oraria: con l'introduzione obbligatoria della tariffa bioraria i prezzi cambieranno a seconda dell'ora e del giorno in cui l'energia viene consumata. Se si vogliono evitare brutte sorprese nella bolletta, è bene verificare quando consumiamo di più. Se il maggior consumo è in fascia F1 (con prezzo più alto), occorre cambiare abitudini e concentrare l'uso dell'elettricità nelle fascie F2 e F3. Per maggiori informazioni, vedi voce corrispondente nel menu di sinistra.
Nelle pagine successiva troviamo invece il dettaglio degli importi della bolletta. Sono questi i dati che bisogna imparare a conoscere per valutare meglio le offerte proposte dal libero mercato.
• quota fissa, è un corrispettivo fisso imposto dall'Autorità e copre parte dei costi riconosciuti annualmente alle imprese per i servizi di rete (trasporto, distribuzione e misura) e per alcuni costi del servizio di vendita (e cioè parte dei costi di dispacciamento DISPbt e parte dei costi fissi di gestione commerciale PVC).
Ogni cliente è obbligato a pagarlo indipendentemente dalla potenza installata e dall'energia consumata. Si paga anche se non si consuma nulla.
Il servizio di rete è il servizio che consente alle imprese di vendita (sia che operino sul mercato libero sia che forniscano il servizio di maggior tutela) di trasportare l'energia elettrica sulle reti di trasmissione nazionale, di distribuirla al cliente finale e di misurare quanta energia viene consumata. Quindi i costi di rete includono:
- i costi di trasmissione (cioè i costi sostenuti dalle imprese per trasportare l'energia elettrica sulle linee di alta tensione);
- i costi di distribuzione (cioè i costi sostenuti per il trasporto dell'elettricità sulle linee di media e bassa tensione);
- i costi di misura (cioè i costi sostenuti per misurare sui contatori quanta energia viene consumata dal singolo utente).
Questi costi sono coperti da tariffe che in parte sono fisse e comprese nella quota fissa; in parte sono variabili: crescono all'aumentare del consumo annuo e sono comprese nella quota energia (vedi oltre in questa pagina).
Il costo dei servizi di rete incide in media per il 15% della spesa totale lorda per un cliente domestico medio.
Il servizio di vendita è il servizio che comprende i costi sostenuti dal venditore per acquistare e rivendere l'energia elettrica al cliente finale e comprende:
- il Prezzo energia (PE): copre i costi sostenuti per acquistare l'energia sulla borsa elettrica;
- il Prezzo dispacciamento (PD), copre i costi del servizio di dispacciamento, cioè il servizio che garantisce in ogni istante l'equilibrio tra l'energia immessa e quella prelevata dalle reti elettriche;
- il Prezzo commercializzazione vendita (PCV), copre i costi fissi di gestione commerciale dei clienti che vengono sostenuti mediamente dagli operatori del mercato libero;
- la Componente di dispacciamento (DISPbt), va a coprire ulteriori costi del dispacciamento.
- la Componente di perequazione (UC1), è la componente a copertura degli squilibri del sistema di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata al mercato vincolato fino al 30 giugno 2007 ed al servizio di maggior tutela fino al 31 dicembre 2007. È pagata solo dai clienti del mercato tutelato;
- il Prezzo perequazione energia (PPE), è il corrispettivo a copertura degli squilibri del sistema di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata al servizio di maggior tutela a decorrere dall'1 gennaio 2008. È pagata solo dai clienti del mercato tutelato.
La maggior parte di queste voci sono pagate attraverso la quota energia (vedi oltre in questa pagina). Nella quota fissa viene pagata parte dei costi della componente DISPbt.
Il costo del servizio di vendita incide per circa il 64% della spesa totale lorda di un cliente domestico medio.
• quota potenza, anch'esso è un corrispettivo imposto dall'Autorità e copre la maggior parte dei costi di trasporto e distribuzione dell'energia (servizi di rete). Varia a seconda della potenza installata: un cliente con fornitura da 4,5 chilowatt paga di più di un cliente con fornitura da 3 chilowatt. Ogni cliente è obbligato a pagarlo indipendentemente dall'energia consumata. Si paga anche se non si consuma nulla.
• quota energia, copre la maggior parte dei costi del servizio di vendita e gli oneri generali di sistema e varia per scaglioni di consumo e cresce all'aumentare del consumo annuo.
Per le componenti del servizio di vendita vedi sopra in questa pagina.
Gli oneri generali di sistema sono fissati per legge e vengono pagati da tutti i clienti finali del servizio elettrico. Sono destinati alla copertura dei costi di:
- promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate, componente A3;
- finanziamento del bonus elettrico, componente AS;
- finanziamento dei regimi tariffari speciali, componente A4. Questa componente è dimensionata per coprire la differenza tra il prezzo pagato per la fornitura dell'energia elettrica e un prezzo agevolato fissato da appositi provvedimenti legislativi. Si tratta di regimi tariffari speciali che, ad oggi, riguardano esclusivamente RFI (ex Ferrovie dello Stato) e che in passato hanno riguardato anche altre imprese ad alta intensità energetica (le acciaierie ex Terni ed Alcoa);
- finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo, componente A5;
- copertura delle integrazioni tariffarie alle imprese elettriche minori, componente UC4;
- smantellamento delle centrali nucleari, componente A2;
- misure di compensazione per i territori che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare, fino al definitivo smantellamento degli impianti, componente MCT.
Gli oneri generali del sistema elettrico incidono per circa il 7% della spesa totale lorda di un cliente domestico medio.
• imposte, che comprendono:
- l'Imposta erariale di consumo (accisa) e l'Addizionale erariale. Entrambe le imposte sono applicate alla quantità di energia consumata e prevedono un sistema di agevolazione per la fornitura nell'abitazione di residenza, che ne riduce l'importo in caso di bassi consumi.
- l'Imposta sul valore aggiunto (Iva). E' applicata sul costo complessivo del servizio; per le abitazioni, attualmente (luglio 2010), è pari al 10%.
Le imposte incidono per circa il 14% della spesa totale lorda di un cliente domestico medio.
La concorrenza di prezzo tra le imprese di vendita si gioca esclusivamente sulla componente PE (Prezzo energia) che tiene conto del prezzo pagato dall'impresa per acquistare l'energia sulla borsa elettrica. Se acquista bene, può vendere bene praticando sconti ai propri clienti. Tutte le altre voci sono tariffe fissate dall'Autorità e uguali per tutti.
Il problema del cliente quando deve valutare un'offerta è dovuto al fatto che le componenti di costo obbligatorie non sono facilmente individuabili; o meglio lo sono nella quota fissa e nella quota potenza, ma non nella quota energia. È proprio questa mancanza di chiarezza nella stesura della bolletta elettrica che può trarre in inganno e portare a errori di valutazione delle offerte proposte dal libero mercato.
Se, infatti, vogliamo capire quanto conveniente è un'offerta cosa facciamo? Cerchiamo di sapere quanto ci costa l'energia al chilowattora per confrontarlo con il prezzo proposto dall'azienda la cui offerta stiamo valutando. E come facciamo per capire quanto ci costa un chilowattora di energia? Nella sezione "Quota energia" c'è una sottovoce - in alcuni casi denominata "corrispettivi unitari euro", in altri "prezzo euro/kWh" - che ci dice qual'è il prezzo dell'energia al chilowattora per scaglioni di consumo.
È molto probabile che confrontandolo con il prezzo dell'offerta che stiamo valutando, quest'ultimo ci sembrerà molto conveniente. Non è così. O meglio, forse lo è, ma in percentuale decisamente minore. Questo perchè, giustamente, il prezzo pubblicizzato dalle aziende è sempre privo degli oneri di trasporto, distribuzione, dispacciamento, perdite di rete e altri oneri di sistema. Quello presente in bolletta, no.
I clienti del mercato tutelato, possono conoscere il prezzo netto del chilowattora loro applicato collegandosi al sito dell'Autorità (vedi voce "Condizioni economiche del mercato tutelato" nel menu di destra).
I clienti del mercato libero che volessero cambiare fornitore, possono invece riferirsi alla loro bolletta, dove le voci di costo sono riportate in modo dettagliato.
Dal 1° gennaio 2011 anche la bolletta dei clienti del mercato tutelato sarà più dettagliata. Vediamo, dunque come cambierà.
Notevoli modifiche subirà il dettaglio degli importi. Non avremo più tre voci (quota fissa, quota potenza e quota energia) indifferenziate in termini di costi. Queste tre voci saranno invece declinate in due sezioni dove verranno esplicitate tutte le componenti di costo sia dei servizi di vendita che dei servizi di rete. In questa nuova struttura, la componente energia (prezzo energia PE) sarà riportata al netto delle tariffe obbligatorie, consentendo una più efficace confrontabilità delle offerte.
Le seguenti tabelle ci danno un'idea di come dovrà essere strutturato il dettaglio degli importi.
SERVIZI DI VENDITA
| Unità di misura |
Corrispettivi unitari | Quantità | Totale |
|
| TOTALE SERVIZI DI VENDITA | ||||
| Quota fissa | ||||
| PCV | €/cliente/mese | mesi | ||
| DISPbt (parte fissa) | ||||
| Quota energia | ||||
| PE (prezzo dell’energia) | €/kWh | |||
| PD (prezzo del dispacciamento) | ||||
| DISPbt (parte variabile) | ||||
| Componenti di perequazione (UC1, PPE ) |
SERVIZI DI RETE
| TOTALE SERVIZI DI RETE |
||
| Quota fissa | ||
| Bonus sociale (eventuale) | ||
| Quota potenza | €/kW di potenza impegnata/mese | kW/mesi |
| Quota energia | ||
| Dal .....al.... | €/kWh | |
| €/kWh | ||
| €/kWh | ||
| Dal .....al.... | €/kWh | |
| €/kWh | ||
| €/kWh |
I venditori, inoltre, saranno obbligati a riportare in bolletta le informazioni sulla composizione del mix energetico utilizzato per produrre l'energia messa in vendita. Dovrà, cioè, comunicare al proprio cliente quali fonti (carbone, petrolio, gas, fonti rinnovabili, nucleare) sono state utilizzate per produrre l'energia fornita.
Le precedenti regole, in vigore fino al 31 dicembe 2010, prevedevano che le informazioni sul mix energetico fossero presenti in bolletta almeno una volta all'anno. Dal 1° gennaio 2011 dovranno essere riportate almeno ogni quatto mesi.
L'Autorità ha disposto che le informazioni sul mix energetico potranno essere riportate nella parte della bolletta riservata alle informazioni, ma è facoltà dell’esercente la vendita collocarle in un diverso spazio.
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248

