Elettrodomestici

I Contratti elettricitą
pagina realizzata in collaborazione con:
Come destreggiarsi nel mercato libero dell'elettricitą

Vai ai paragrafi:
Mercato libero o tutelato?

Come passare al mercato libero
I servizi per cercare la migliore tariffa
Come attrarre il cliente: le promozioni commerciali
Consigli per gli acquisti

Il 1° luglio del 2007, il mercato dell'elettricità è stato liberalizzato per tutti i clienti: famiglie, piccole imprese, grandi aziende.  Come accade per la telefonia, tutti possiamo comprare l'energia elettrica dal migliore offerente e con tariffe adatte alle nostre esigenze. L'epoca del monopolio è finita: non esiste più solo Enel come fornitore di energia, bensì molti sono i venditori in competizione tra loro nel contendersi i consumatori.

Mercato libero o tutelato?

Per evitare che le famiglie e le piccole imprese, nel passaggio dal monopolio al libero mercato, rischiassero di non essere sufficientemente protette (con un mercato tutto nuovo, il rischio poteva essere quello di sottoscrivere contratti di fornitura non adatti alle proprie esigenze), il decreto-legge 18 giugno 2007 ha previsto il regime di maggior tutela. I clienti residenziali e le aziende di piccole dimensioni che, dopo la liberalizzazione del mercato dell'energia, non hanno scelto un fornitore nel mercato libero hanno così garantita la continuità della fornitura dell'energia elettrica. 

Chi non ha scelto e non vuole scegliere un'offerta commerciale tra quelle disponibili sul mercato libero, rimane un cliente del mercato tutelato (detto anche vincolato). A questi clienti, il venditore deve applicare le condizioni economiche e contrattuali previsti dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas: una tariffa unica nazionale di tipo biorario, con prezzi che sono fissati e aggiornati trimestralmente dall’Autorità in base all'andamento dei prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica e a quelli dei pordotti petroliferi e del gas nei sei mesi precedenti.

Fino al 30 giugno 2010 la tariffa applicata ai clienti del mercato tutelato è  stata di tipo monorario: un'unica fascia di prezzo per qualsiasi ora e giorno della settimana. Dal 1° luglio 2010 è applicata la tariffa di tipo biorario, che differenzia il prezzo dell'energia elettrica a seconda dell'ora e del giorno in cui la consumiamo. Per maggiori informazioni vedi voce corrispondente nel menu di sinistra.

Noi consumatori possiamo decidere in assoluta libertà se rimanere clienti del mercato tutelato o diventare clienti del mercato libero, approfittando delle offerte disponibili. E se si sceglie di passare al mercato libero e non si rimane soddisfatti, si può in qualunque momento tornare al mercato tutelato, transitando da un mercato all'altro ogni volta che si desidera.

Per tornare al mercato tutelato occorre far richiesta al vecchio fornitore. Tornare al vecchio fornitore non costa nulla, fatti salvi gli eventuali costi connessi alla sottoscrizione del nuovo contratto:
- l'imposta di bollo
- il deposito cauzionale (non superiore a 11,5 € al chilowatt di potenza prevista dal contratto elettricità. Per il contratto gas: 25 € per consumi fino a 500 standard metri cubi/anno, 77 € per consumi da 500 a 5.000 standard metri cubi/anno e una somma pari a una mensilità di consumo medio annuo per i consumi di oltre 5.000 standard metri cubi/anno).

^ Torna all'inizio

Come passare al mercato libero

Passare dal mercato tutelato a quello libero è semplice:

• non serve cambiare il contatore (a meno di non aderire a offerte con tariffe basate sulla differenziazione oraria. In questo caso occorre il contatore elettronico. Se non lo si ha già, la sostituzione è gratuita);

• non serve recarsi in nessun ufficio: come accade già per la telefonia fissa, basta stipulare un contratto con l'impresa di vendita prescelta. Sarà l'azienda a gestire poi, per conto del cliente, la comunicazione del recesso al precedente fornitore.

È indispensabile però conoscere bene i propri consumi. Solo un'analisi accurata di come, quando e in che modo utilizziamo l'energia elettrica ci può garantire una scelta oculata della tariffa che più si adatta alle nostre abitudini e esigenze.  Un primo passo da fare in questo senso è analizzare i consumi attraverso la visione delle bollette degli ultimi 6 o, meglio, 12 mesi (maggiori informazioni sul significato delle diverse voci di costo riportate in bolletta le potete trovare nella voce "La bolletta" nel menu di sinistra).

Un altro modo per analizzare i propri consumi è utilizzare il servizio "Pesa Consumi", offerto dall'Autorità e presente sul suo sito; si tratta di uno strumento che consente di calcolare come sono distribuiti nell'arco della giornata i nostri consumi e quanto l'uso degli elettrodomestici influisca in percentuale sui nostri consumi. Per accedere al servizio vedi voce corrispondente nel menu di destra.

A questo punto si può passare ad analizzare le proposte presenti sul libero mercato. Di seguito un piccolo vademecum, tratto da "Energia verde in Italia. Cos'è, chi la vende, come si compra", di Roberto Rizzo, Edizioni Ambiente, 2009.

 

^ Torna all'inizio 

I servizi per cercare la migliore tariffa*

Diverse decine di aziende su tutto il territorio nazionale sono abilitate a vendere l’energia elettrica ai clienti domestici. Sul sito dell’Autorità per l’energia, nell’elenco a iscrizione volontaria dei venditori per il mercato domestico, se ne contano un’ottantina. Per poter essere ammesse a questo elenco, le aziende devono soddisfare alcuni requisiti di affidabilità stabiliti dall’Autorità: solidità finanziaria, controllo contabile degli ultimi due bilanci approvati, nessuna istanza di fallimento o di liquidazione coatta, nessuna condanna passata in giudicato per i rappresentanti legali dell’azienda ecc.
Poiché le aziende sono numerose, diventa un’impresa assai complicata confrontare in maniera semplice e veloce le diverse offerte del mercato libero. Come fare?

Ci viene in aiuto l’Autorità per l’energia tramite il servizio “Trova offerte”, disponibile in maniera gratuita su internet. Usarlo è molto semplice. Il sistema richiede l’inserimento di una serie di dati: il CAP del comune dell’utenza elettrica, il proprio consumo annuo (suddiviso per fascia oraria o complessivo), la tipologia di offerta alla quale si è interessati (prezzo fisso o variabile, monoraria o bioraria), la durata del contratto che vogliamo, la modalità e la frequenza di pagamento che si preferisce. Alla fine si ottiene una schermata che elenca le offerte attive nella nostra città e che rispondono alle caratteristiche da noi indicate. Ciascuna offerta viene presentata in maniera assai dettagliata: stima della spesa annua con le diverse componenti che formano il prezzo totale; le informazioni di base dell’offerta (durata del contratto, modalità di recesso, servizi accessori a carico del cliente, modalità di pagamento ecc.); le prestazioni supplementari; gli sconti eventuali.

Si tratta di un servizio utilissimo ma che ha il limite di non coinvolgere tutte le aziende presenti sul mercato: le aziende vi aderiscono in maniera volontaria, a differenza di quanto avviene in alcuni paesi stranieri dove l’adesione a questo tipo di servizio è obbligatoria (...)

Un altro utile servizio è il “Confronto offerte” realizzato dal blog www.qualetariffa.it. La procedura è simile al “Trova offerte” dell’Autorità. Si scelgono la città (da una lista delle 12 principali città italiane), il consumo annuo che si avvicina di più al nostro tra quelli proposti (1.200-2.700-3.500-4.500-6.000 kWh/anno) e la potenza contrattuale (3 oppure 4,5 kW). Cliccando infine sul tasto “confronta” si ottiene la lista delle offerte, dalla più conveniente alla più cara, tasse e Iva incluse. Vengono fornite alcune informazioni di base su ciascuna offerta (...) Il consiglio è di utilizzare entrambi i servizi e non limitarsi a uno solo.

^ Torna all'inizio 

Come attrarre il cliente: le promozioni commerciali*

Al fine di attrarre il cliente, le aziende elettriche possono anche proporre delle promozioni commerciali e piani tariffari particolari. Ecco alcuni esempi.

Sconti sulla tariffa dell’Autorità. Certe aziende prendono il prezzo della “quota energia” istabilito dall’Autorità e lo scontano di una certa percentuale fissa ogni mese. Ciò significa che il prezzo sarà indicizzato in base a quello dell’Autorità e cambierà di conseguenza ogni tre mesi. In genere lo sconto varia tra il 5% e il 20% e si applica solamente al Prezzo energia (PE,) tranne qualche raro caso di aziende, che scontano anche la componente Prezzo dispacciamento (PD). Ricordiamo che al PE va quasi sempre sommato il 10,8% relativo alle perdite di rete. Ciò significa che uno sconto del 10% sul Prezzo energia verrà completamente assorbito dalle perdite di rete.

Un altro elemento importante è che più aumentano i nostri consumi, più crescono i costi legati agli oneri di sistema e alla gestione della rete e diminuisce il contributo percentuale della componente energia rispetto al totale che paghiamo in bolletta. Tanto per fare un esempio, per una famiglia che consuma 7.500 kWh l’anno con un contatore da 4,5 kW la “quota energia” incide solamente per circa un terzo in bolletta, rispetto al 63% di un consumatore con consumi medi. Ciò vuol dire che lo sconto sulla componente PE inciderà sempre meno all’aumentare dei consumi elettrici.
Per maggiori informazioni sulle diverse componenti che formano il costo totale dell'energia elettrica, vedi voce "La bolletta elettrica" nel menu di sinistra.

Altri sconti. Esistono poi altre tipologie di sconti, non strettamente legati alla “quota energia”. Certi operatori all’atto della prima sottoscrizione regalano al cliente l’elettricità per un determinato numero di giorni (generalmente qualche settimana); altri applicano degli sconti (in genere pochissimi punti percentuali sul Prezzo energia) per determinati casi: se si paga la bolletta con domiciliazione bancaria presso una banca convenzionata, oppure se si opta per la bolletta spedita via posta elettronica.

Facciamo attenzione perché ci sono aziende che propongono la bolletta elettronica ma senza nessuno sconto per il cliente finale. Ora ci sono anche catene di supermercati che vendono energia elettrica e offrono sconti a chi ha acquistato la tessera di fidelizzazione della catena stessa.


Prezzo bloccato. Come nel caso degli sconti, questi piani tariffari fissi riguardano il Prezzo energia e il Prezzo dispacciamento e non l’importo totale che paghiamo in bolletta. Di norma l’offerta è limitata nel tempo (da uno a massimo tre anni) e in taluni casi è progressiva: il Prezzo energia ha un certo valore il primo anno, un valore inferiore il secondo e uno ancora più basso il terzo. Altre aziende offrono un Prezzo energia fisso e inferiore a quello del mercato vincolato fino a un certo consumo: per consumi ulteriori, il PE diventa pari a quello del mercato vincolato o anche superiore. (...)


Tutto compreso. Queste offerte prevedono il pagamento di una cifra fissa complessiva in bolletta ogni mese: non si parla più di quota energia, oneri di sistemi e servizio di dispacciamento. La quota fissa riguarda un consumo limitato: per ogni chilowattora ulteriore  c’è un nuovo prezzo, di solito molto salato. L’importante è scegliere la taglia giusta in base ai propri consumi: se si sfora anche di poco si rischia di pagare molto di più rispetto alla tariffa del mercato vincolato.

Facciamo l’esempio di Enel Energia, che propone una tariffa “tutto compreso” con tre taglie di consumo: small, medium e large. La taglia medium per clienti residenti e potenza impegnata di 3 kW prevede un costo di 28 euro al mese per consumi fino a 225 kWh/mese. Il costo del kWh per chi consuma esattamente questa quantità di energia in un mese (225 kWh) sarà di 12,44 centesimi di euro (tasse e Iva escluse), inferiore quindi ai 14,45 centesimi di euro pagati dal consumatore equivalente del mercato tutelato. Ma per consumi mensili superiori a 225 kWh, il prezzo del kWh balza a 28 centesimi di euro: quasi il doppio rispetto al mercato tutelato.

Bonus. Si tratta di premi una tantum a cui hanno diritto i clienti che seguono comportamenti particolari: adesione alla proposta contrattuale entro una certa data, consumo superiore a un determinato valore, contratto che supera un certo numero di mesi senza interruzioni ecc. Il bonus in genere non si applica al prezzo dell’energia ma alla spesa totale.


Dual Fuel. (...) Ci sono aziende che vendono sia gas sia elettricità (non c’è nessuna legge che lo vieti) e hanno offerte congiunte: con un unico contratto e un’unica bolletta, che comprende il costo delle due forniture, si acquista tutta l’energia necessaria a far funzionare la nostra abitazione. In genere aderire a queste offerte “dual fuel” consente di ottenere sconti sul prezzo di gas e luce.


Racaricabili. Sono offerte che funzionano proprio come le carte pre- pagate del telefono cellulare: si compra in anticipo una determinata
quantità di elettricità che può essere consumata nell’arco di uno o due anni. In genere il prezzo pagato include tutti i costi in bolletta, escluse tasse e Iva. Si tratta di offerte vantaggiose soprattutto per le famiglie con consumi elevati.

^ Torna all'inizio 

Consigli per gli acquisti*

Possono essere tanti i motivi che ci spingono al “grande salto”: cambiare il fornitore di energia e scegliere una qualche offerta del mercato libero che ci sembra possa soddisfarci di più. Un mix energetico troppo orientato verso le fonti fossili e poco attento alle rinnovabili, pratiche commerciali che riteniamo scorrette. O, più banalmente, un costo finale del chilowattora ben superiore alla media: la differenza tra l’offerta meno costosa e quella più cara del mercato libero può arrivare ad alcune centinaia di euro l’anno. Ecco di seguito qualche consiglio su che fare se si vuole cambiare fornitore ed effettuare una scelta ben ragionata (...).

• Non consideriamo solamente il costo della bolletta come criterio per la scelta del nostro fornitore, ma includiamo anche le modalità di recesso, il numero delle letture che verranno effettuate durante l’anno, le scadenze di pagamento, le altre spese a carico del cliente non considerate inizialmente in bolletta, in che modo variano nel tempo le tariffe. Prima di sottoscrivere il contratto proviamo a contattare l’azienda da cui intendiamo acquistare l’elettricità per verificare il grado di professionalità, cortesia e disponibilità.

• Se pensiamo di pagare troppo l’elettricità, usiamo il “Trova offerte” dell’Autorità per l’energia o il “Confronta offerte” del blog www.qualetariffa.it per confrontare le varie proposte sul mercato (...). Ricordiamo che gli sconti si applicano solo alla “quota energia” e che dovremo pagare in più le perdite di rete (10,8% del Prezzo energia PE). L’elemento più importante da prendere in considerazione è comunque il totale che si paga in bolletta, non tanto le singole tariffe: non facciamoci trarre in inganno da promozioni, come sconti e bonus che ci sembrano allettanti.

•  Le tariffe  coi prezzi applicati dall’Autorità e quelle a prezzo fisso ci tutelano maggiormente da aumenti indiscriminati decisi dalle aziende elettriche. Leggiamo quindi con attenzione il contratto che ci viene sottoposto, cercando di capire come cambierà nel tempo il prezzo dell’energia che pagheremo e per quanto tempo rimarrà eventualmente fisso.

• Informiamoci su quali sono le aziende che vendono l’elettricità nel nostro comune. Non esistono solamente i grossi gruppi industriali che si possono permettere costose campagne pubblicitarie: sul territorio lavorano numerose aziende elettriche locali, con cui spesso è più semplice per il consumatore finale far rispettare i propri diritti.

• Inseriamo anche il rispetto dell’ambiente tra i criteri da usare per scegliere il nostro nuovo fornitore: cerchiamo di capire qual è il reale mix energetico, quali sono le eventuali attività di ricerca dell’azienda e se essa è coinvolta in progetti a elevato impatto ambientale, come centrali a carbone o nucleari, in Italia o all’estero. Non dimentichiamo che comunque il primo passo per abbattere le nostre bollette e fare del bene all’ambiente è puntare sull’efficienza energetica e installare impianti a fonti rinnovabili, come il solare, il mini e micro-eolico e il geotermico.

• Nel caso in cui modifichiamo la potenza del nostro contatore (in genere la si aumenta perché si acquista qualche nuovo apparecchio elettrico), prima di cambiare fornitore verifichiamo per alcuni mesi qual è il nostro nuovo livello di consumo e poi troviamo l’offerta che fa per noi.

•(...) Il contratto può riconoscere anche al venditore la facoltà di recesso, ma in questo caso dobbiamo ricevere una comunicazione scritta con un preavviso che per i clienti domestici deve essere di almeno sei mesi.

*Stralci tratti da: "Energia verde in Italia. Cos'è, chi la vende, come si compra", di Roberto Rizzo, Edizioni Ambiente, 2009.
 

 ^ Torna all'inizio

Segnala questa pagina su:
             
© Copyright riservato - riproduzione vietata Edizioni Ambiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248