La ventilazione meccanica a due flussi o a doppio flusso si caratterizza per avere un doppio impianto di ventilazione, formato da canali di distribuzione separati. Un condotto controlla e regola l'immissione dell'aria, mentre l'altro è dedicato all'aria in estrazione. I flussi d'aria nei due condotti sono gestiti da due diversi ventilatori elettrici.
Gli impianti a doppio flusso presentano diversi vantaggi rispetto agli impianti di ventilazione a un flusso. Infatti hanno non soltanto la funzione di garantire il ricambio d'aria, ma possono trattare l'aria esterna -filtrandola, riscaldandola o raffreddandola- a seconda delle necessità. Gli impianti a doppio flusso vengono scelti soprattutto per la loro capacità di recuperare il calore dall'aria esausta.
Pensiamo ad un edificio ben riscaldato e coibentato in modo efficiente: la continua estrazione di aria calda dall'ambiente interno potrebbe causare un aumento dei consumi per il riscaldamento. Il recupero del calore viene effettuato proprio per poter usufruire di tutti i vantaggi della ventilazione (ricambio d'aria, salubrità degli ambienti, ecc.), mantenendo elevate le prestazioni energetiche dell'edificio.
I due diversi canali dell'aria, in entrata e in uscita, vengono fatti confluire in uno scambiatore di calore aria-aria (conosciuto anche come "recuperatore di calore") , dove l'aria esausta (più calda) trasferisce parte del proprio calore all'aria in ingresso, riscaldandola. Affinchè il sistema sia sostenibile, il rendimento dello scambiatore di calore deve essere del 60-75%. In questo modo il recupero di calore limita al minimo le dispersioni termiche causate dalla ventilazione.
Un semplice esempio: ipotizziamo che nello scambiatore di calore si incrocino l'aria esausta, a una temperatura di 20 °C, e l'aria prelevata dall'esterno, a una temperatura di 0 °C. Uno scambiatore di calore con efficienza del 75% trasferirà ben 15 °C all'aria in ingresso, mentre quella espulsa avrà una temperatura di 5 °C.

(fonte:www.aldes.fr)
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