Le materie "concorrenti"
La produzione, il trasporto e la distribuzione dell'energia fanno parte delle materie che la Costituzione definisce di legislazione “concorrente”. E cioè materie nelle quali Stato e Regioni concorrono nell’approntare la normativa di riferimento.
In specifico, lo Stato determina i principi fondamentali e le Regioni (nonché le Province autonome) hanno piena potestà legislativa nel merito della materia, all’interno degli indirizzi predisposti dallo Stato.
Secondo l’articolo 117 della Costituzione, riformulato dalla Legge costituzionale 3/2001, le principali materie concorrenti, oltre all’energia, sono: la tutela e sicurezza del lavoro, la salute, l’istruzione, la ricerca scientifica e tecnologica, il sostegno all'innovazione per i settori produttivi, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, la protezione civile, il governo del territorio, i porti e aeroporti civili, le grandi reti di trasporto e di navigazione.
Per maggiori dettagli, vedi la voce Competenze delle regioni nel menu di destra.
L'obbligo di Piano energetico regionale
Tra gli obblighi delle Regioni previsti dalle leggi nazionali vi è quello di dotarsi di un Piano energetico regionale.
Lo detta la legge del 9 gennaio 1991, n. 10, Art. 5. che stabilisce, anche, che il Piano energetico regionale deve rispettare il Piano energetico nazionale. Per maggiori informazioni, vedi voce nel menu di destra.
I poteri regolamentari
Obiettivi 2020: dall'Europa al Burden sharing regionale
Vi sono tre vincoli che accomunano lo Stato e le Regioni nel legiferare: il rispetto della Costituzione, il rispetto dell’ordinamento comunitario e il rispetto degli obblighi internazionali. Le regioni sono dunque chiamate, in solido con lo Stato, all'ottenimento degli obiettivi vincolanti previsti per il 2020 dall'Unione Europea.
In realtà, la legge che prevede la suddivisione degli obiettivi a livello regionale (il cosiddetto Burden sharing), attesa entro il maggio 2009, a tutto luglio non ha ancora visto la luce.
L'articolo 8-bis del Decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito in Legge 27 febbraio 2009, n. 13 prevede:
"... Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, uno o più decreti per definire la ripartizione .. della quota minima di incremento dell'energia prodotta con fonti rinnovabili per raggiungere l'obiettivo del 17 per cento del consumo interno lordo entro il 2020 ed i successivi aggiornamenti proposti dall'Unione europea. I decreti di cui al primo periodo sono emanati tenendo conto:
a) della definizione dei potenziali regionali tenendo conto dell'attuale livello di produzione delle energie rinnovabili;
b) dell'introduzione di obiettivi intermedi al 2012, 2014, 2016 e 2018 calcolati coerentemente con gli obiettivi intermedi nazionali concordati a livello comunitario;
c) della determinazione delle modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione nei casi di inadempienza delle regioni per il raggiungimento degli obiettivi individuati".
La programmazione 2007-2013 dei Fondi Strutturali definisce due Programmi Operativi Interregionali (POI). Uno dei due Programmi riguarda le “Energie rinnovabili ed il risparmio energetico” ed ha le finalità di (i) promuovere e sperimentare forme avanzate di interventi integrati e di filiera, finalizzati all’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili e (ii) promuovere l’efficienza energetica e ridurre gli ostacoli materiali e immateriali che limitano l’ottimizzazione del sistema.
L’ammontare complessivo delle risorse pubbliche assegnate al POI, che è rivolto alle Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Puglia, Campania, Calabria e Sicilia), è pari a circa 1,6 miliardi di euro, per metà provenienti dalle risorse comunitarie FESR e per l’altra metà di origine nazionale.
Per maggiori dettagli, consulta la voce Finanziamenti europei nel settore Incentivi.
Le principali leggi nazionali che influiscono sulle Regioni
Efficienza energetica e Certificati Bianchi
Il Dm Attività Produttive 20 luglio 2004 stabilisce fino al 2009 gli obiettivi nazionali di incremento dell’efficienza energetica negli usi finali, demandandone il raggiungimento ai distributori di energia elettrica e gas. Alle Regioni è data la possibilità di determinare obiettivi di risparmio aggiuntivi e quella di stipulare specifici accordi per indirizzare l’attività dei distributori locali. Le Regioni vengono inoltre interpellate sulle linee guida per la preparazione, esecuzione, valutazione dei progetti di risparmio e le modalità di rilascio dei relativi titoli di efficienza energetica. Per maggiori informazioni, vedi la voce Certificati Bianchi nello spazio Incentivi.
Rendimento energetico nell'edilizia
La certificazione energetica è stata introdotta dalla direttiva EU 2002/91, con criteri vincolanti per tutti gli Stati membri. E’ stata recepita in Italia con i decreti legislativi 192/2005 e 311/2006, ed è stata infine attuata con:
• il Dpr 59/2009 (Regolamento con le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici
• il Dm Sviluppo economico 26 giugno 2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici).
Sulla base delle Linee guida, le Regioni hanno varato (o stanno per varare) le proprie normative specifiche.
Per un quadro generale, vedi la voce Certificazione energetica degli edifici nel menu di destra.
Per l'approfondimento delle normative regionali, consulta l'area Nel territorio.
Fonti rinnovabili per gli edifici pubblici
Il DPR 412/93, in attuazione della Legge 10/91, impone, per gli edifici di proprietà pubblica o ad uso pubblico, di soddisfare il fabbisogno energetico favorendo il ricorso alle fonti rinnovabili, salvo impedimenti di natura tecnica o economica. Le Regioni, disponendo di un patrimonio immobiliare pubblico, sono chiamate a rispettare tale obbligo.






