Nelle pareti l'intercapedine è uno spazio vuoto compreso tra due elementi verticali. Questo spazio vuoto può essere ventilato, se ha contatti con l'ambiente esterno o interno, o chiuso, se è sigillato e l'aria presente al suo interno funziona da elemento isolante.
Per i nuovi edifici
Negli edifici di nuova edificazione l'intercapedine può essere progettata in modo da racchiudere l'edificio, isolando anche i ponti termici, e può essere costituita in modo da contenere solo aria, oppure materiali isolanti.
La stratigrafia della parete deve essere valutata in base alla tipologia di edificio e alla localizzazione geografica (vedi anche "Zone climatiche" nel menu di destra).
Se si decide di inserire uno strato isolante nell'intercapedine si possono utilizzare due tipi di materiali:
• Materiali isolanti in pannelli, che possono essere pannelli fibrosi o in materiali espansi
• Materiali isolanti iniettabili, generalmente in granuli, che vengono versati nell'intercapedine fino a riempirla
Per una rassegna completa dei materiali isolanti utilizzati in edilizia, consulta la voce "Isolanti" nel menu di destra.
Esempio di parete con isolamento termico in intercapedine
Per gli edifici esistenti
Nel caso di edifici esistenti, qualsiasi tipo di intervento rivolto a migliorare l'isolamento è subordinato ad una fase di analisi, indispensabile per evidenziare la problematiche dell'edificio e dell'involucro. Nel caso dell'isolamento in intercapedine si deve anche verificare la presenza e la consistenza dell'intercapedine con dei carotaggi sulla muratura esterna, che permettano di valutare gli spessori della parete, dell'intercapedine stessa e l'eventuale presenza di altri materiali isolanti.
Una volta effettuato questo tipo di analisi, si può intervenire per migliorare l'isolamento dell'intercapedine tramite l'insufflaggio di materiali isolanti sfusi, che vengono iniettati tramite dei fori nella parte interna della muratura. L'insufflaggio può essere realizzato con:
• Argilla espansa
• Vermiculite espansa
• Perlite espansa
• Granulato di sughero espanso
Occorre però tener conto di possibili effetti indesiderati, come l’effetto del costipamento (dei materiali sfusi o fibrosi a bassa densità) che può determinare il progressivo ammassarsi del materiale nella zona bassa della parete con il conseguente peggioramento nel tempo dell’efficienza energetica della struttura.
Tale effetto può essere limitato perfezionando le modalità di insufflaggio, assicurandosi che il materiale riempia i vuoti nel modo più uniforme possibile.
Alcune indicazioni tecniche per l'insufflaggio
Per insufflare l’isolante sfuso nell'intercapedine, occorre praticare nel muro un foro in cui fissare il bocchettone della macchina da insufflaggio. Questo foro (ca. 80 mm di diametro) va praticato nella parte alta della parete, ad una distanza di ca. 5 cm dal soffitto. Per una parete lunga fino a un massimo di 4-5 m basta un foro centrale. Se la parete è più lunga sono necessari più fori.
Una volta praticato il foro e inserito il bocchettone, è consigliabile assicurare l'aderenza fra parete e bocchettone, avvolgendo interno a quest'ultimo del materiale elastico, in modo da evitare l'eventuale uscita di polvere. Prima di iniziare l'insufflaggio è importante verificare la direzione dell'ugello del bocchettone all'interno dell'intercapedine. Deve essere orientato perpendicolarmente verso il basso.
Accertato questo, si inizia l'insufflaggio, che continua fino a quando l’isolante raggiunge il livello del bocchettone. A questo punto, si ruota il bocchettone di 90° a sinistra, e poi a destra, proseguendo l'insufflaggio.
Osservando queste norme si ottiene un uniforme riempimento dell'intercapedine.
Terminate le operazioni di insufflaggio, si procede alla chiusura del foro con stucchi.
Vantaggi e limiti dell'isolamento in intercapedine
L'inserimento di materiale isolante nell'intercapedine di murature di edifici esistenti è un intervento che può essere realizzato dall'interno dell'edificio, quindi con minori costi di realizzazione e senza necessità di permessi. Può essere realizzato anche solo sulle porzioni di involucro che effettivamente necessitano di interventi migliorativi. L'intervento richiede quindi costi ridotti rispetto, ad esempio, alle ristrutturazioni con inserimento di isolamento esterno.
Si deve però considerare che l'inserimento di isolante nell'intercapedine non risolve totalmente le problematiche legate ai ponti termici (vedi anche "Ponte termico" nel menu di destra) e che, ponendo lo strato isolante sulla faccia interna della parete, tutta la parte che rimane all'esterno, quindi non isolata, potrebbe raffreddarsi eccessivamente durante i mesi invernali. Si avrebbe pertanto un ambiente interno riscaldato, a contatto con una parete la cui temperatura è molto inferiore: questa differenza di temperatura porterebbe il vapore acqueo presente all'interno dell'ambiente riscaldato a condensare sulla superficie interna della parete, causando tutta una serie di problemi di degrado dovuti all'umidità (macchie, muffe, distacco dell'intonaco, ecc).
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248

.jpg)