Raffrescamento passivo

(pagina realizzata in collaborazione con l'ing. Daniele Palma, consulente energetico Aldar srl)
 
Per “raffrescamento passivo” si intende una metodologia progettuale in grado di mantenere un ambiente interno confortevole senza ricorrere a sistemi attivi di raffrescamento. In sostanza, un edificio realizzato secondo questi criteri si raffresca “da solo”: da qui il termine “passivo”.
 
Obiettivo principale del raffrescamento passivo è quello di eliminare, mediante l’uso di risorse climatiche, condizioni di surriscaldamento generate da:
• radiazione solare
• apporti di calore interni da persone e apparecchiature
• scambio convettivo tra aria calda e superfici (per infiltrazioni e/o ventilazione)
 
In generale, per “sistema passivo” si intende un sistema che fornisce un determinato servizio utilizzando solo i flussi di energia rinnovabile che circondano un edificio (es. vento, sole), senza impiegare macchinari ausiliari. Tuttavia, quando si passa all’atto pratico, i criteri non sempre possono rimanere così rigidi. Infatti, quando si parla di “progettazione passiva” si tende ad indicare una progettazione che abbina l'utilizzo dei sistemi passivi con alcuni componenti attivi, quali ad esempio ventilatori e pompe, anche se a rigore sarebbe più corretto parlare di progettazione ibrida. L'utilizzo dei componenti attivi permette di sfruttare meglio e ottimizzare i flussi energetici naturali. Ma per non contravvenire alla filosofia che è alla base dell’approccio ”passivo”, l’input di energia impiegata (tipicamente energia elettrica) dai componenti attivi è auspicabile che risulti molto minore dell’energia che la presenza del sistema passivo permette di risparmiare.
 
I due principali approcci su cui si basa il raffrescamento passivo degli edifici sono:

Controllo termico: consiste nell’ostacolare il trasferimento di calore all’interno dell’edificio. Ciò può essere fatto respingendo il calore proveniente dall’esterno prima che raggiunga lo spazio da climatizzare, ma anche gestendo in modo appropriato la quantità di calore prodotto all’interno di un edificio
 
Dissipazione (o raffrescamento naturale): consiste nel rimuovere il calore indesiderato dall’edificio, in sostanza quello che è sfuggito al controllo termico. Esistono varie tecniche per ottenere questo scopo, basate essenzialmente sull’uso appropriato della ventilazione
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