Condizionatori elettrici

I condizionatori elettrici sono macchine utilizzate per il raffrescamento degli ambienti. In questa pagina prendiamo in esame i condizionatori d’aria cosiddetti “solo freddo”, per distinguerli dai condizionatori “a pompa di calore” che invece possono sia riscaldare che raffrescare.
 
Per maggiori approfondimenti sulle pompe di calore, vedi la voce corrispondente nel menu di sinistra.
 
Occorre sottolineare che, nonostante i continui miglioramenti tecnologici, i condizionatori solo freddo sono apparecchi energivori la cui capillare diffusione negli ultimi anni non ha certamente contribuito al risparmio energetico. Per questa ragione si consiglia, dove possibile, il ricorso a strategie “passive” per il raffrescamento: tetti verdi, muri di Trombe, vetri con pellicole riflettenti, ecc.
 
La massiccia diffusione dei condizionatori elettrici è il principale motivo per cui, ad un aumento dell’efficienza media del parco elettrodomestici, non corrisponde un calo altrettanto consistente dei consumi elettrici. Basti pensare che i picchi di richiesta elettrica, che fino a qualche anno fa avvenivano nella stagione invernale, oggi si verificano puntualmente nei momenti più caldi della stagione estiva, proprio a causa dell’elevato numero di condizionatori elettrici installati. 
 
Il funzionamento

Il principio di funzionamento e i componenti di un condizionatore elettrico sono i medesimi di frigoriferi e congelatori. Infatti alla base di tutti questi apparecchi vi è un ciclo termodinamico realizzato sfruttando le proprietà di fluidi refrigeranti, in grado di sottrarre calore da un ambiente e di cederlo ad un altro ambiente.
 
L'immagine che segue e il relativo testo esplicativo sono tratti dall’opuscolo “I condizionatori dell'aria: raffrescatori e pompe di calore”, realizzato dall’Enea e scaricabile all’indirizzo www.enea.it.
 
 
Il compressore (A) comprime il fluido refrigerante a circa 20bar (che è una pressione dieci volte superiore a quella dei pneumatici delle automobili) e gli fa raggiungere la temperatura di circa 80°C. A questa temperatura il gas arriva al condensatore esterno (B) e cede parte del suo calore all’aria aiutato dal ventilatore. Il gas, quindi, si raffredda e diventa liquido e viene costretto a passare attraverso un piccolo foro (C). Attraversato questo foro il liquido ritorna in parte allo stato gassoso e si raffredda scendendo a circa
5°C. Il gas passa poi all’evaporatore (D) posto all’interno dell’ambiente e aiutato dal suo ventilatore cede il freddo all’aria. A questo punto il gas tornerà al compressore pronto a iniziare un nuovo ciclo.
 
I condizionatori portatili

Utili per raffrescare ambienti di piccole dimensioni, hanno dalla loro il vantaggio di non richiedere alcun tipo di lavoro di muratura. Essendo dotati di ruote e collegabili ad una qualsiasi presa elettrica, si possono trasportare facilmente in giro per la casa e utilizzare dove ce n’è maggiore necessità.
 

Ma dal momento che il compressore è racchiuso, insieme agli altri componenti, all’interno di un unico apparecchio, il funzionamento può presentare problemi di rumorosità. Inoltre, l’aria calda estratta deve essere smaltita all’esterno tramite un tubo: questo costringe a mantenere socchiusa una finestra, diminuendo così l’efficacia dell’azione di raffrescamento. In alternativa, si può realizzare sulla parete o sulla finestra un foro della dimensione adatta per l'incastro del tubo. 
 
I condizionatori fissi
 
Per raffrescare interi appartamenti, uffici e in generale locali di medie-grandi dimensioni, si utilizzano condizionatori fissi. Oltre alla comodità dell’installazione a parete, rispetto ai condizionatori mobili presentano anche maggiore efficienza, minore rumorosità e un costo inferiore (installazione esclusa). Possono essere monoblocco oppure composti da due unità, come quello nell'immagine qui sotto,  di cui una è all'interno dell'edificio (split) mentre l'altra viene installata all’esterno. Nel caso di più unità gestite da un unico compressore, si parla di condizionatori multisplit.
 

L’installazione di un condizionatore fisso richiede lavori di muratura e l’intervento di un tecnico specializzato. Il costo dei lavori, che incide parecchio sul costo finale, è variabile in base alla complessità impiantistica, al numero di split e alla lunghezza delle tubazioni.
 
I consumi energetici

Presupposto fondamentale per una corretta climatizzazione degli edifici è il dimensionamento degli impianti. Questo vale anche per i condizionatori elettrici, la cui potenza deve essere dimensionata sul reale fabbisogno di raffrescamento. E’ importante anche che l’edificio sia ben coibentato e che, prima dell’acquisto del condizionatore, siano state valutate tutte le possibili strategie alternative per il raffrescamento estivo.


Al momento dell’acquisto, è di fondamentale importanza leggere bene l’etichetta energetica. Infatti anche ai condizionatori, come alla maggior parte degli elettrodomestici, viene attribuita una classe energetica, identificata da lettere che vanno dalla A (ottimo) alla G (pessimo).
 
Devono essere attentamente valutati anche altri parametri, come la potenza refrigerante –espressa in kW- e soprattutto l’indice di efficienza elettrica, spesso indicato dalla sigla EER. L’indice di efficienza energetica EER ci dice quanti kWh frigoriferi la macchina è in grado di produrre a partire da 1 kWh elettrico. Ad esempio, l’indice di 2,69 riportato nella tabella sottostante significa che per ogni kWh elettrico speso, il condizionatore ne fornisce 2,69 sotto forma di energia frigorifera.

Anche il dato sul consumo annuo di energia può essere utile, anche se solo a titolo indicativo. Infatti il dato dell’etichetta – in questo caso 445 kWh, si riferisce ad un uso medio di 500 ore l’anno, in modalità raffreddamento a pieno regime.
 

Un condizionatore appartenente alla classe A ha certamente un costo elevato, ma permette notevoli risparmi elettrici, valutabili attorno al 30%, rispetto ad un apparecchio analogo di classe C. Non va inoltre dimenticato che i condizionatori di classe A e B sono di norma dotati di tecnologia a inverter, che permette di variare automaticamente la potenza a seconda della temperatura ambientale. Si tratta di un importante fattore di risparmio, utile in particolare per gli apparecchi che rimangono accesi per molte ore al giorno. Apparecchi di classe inferiore, invece, hanno una semplice tecnologia on/off. Questo significa che quando il condizionatore è acceso, lavora sempre al massimo della potenza, con tutto ciò che ne consegue in termini di spreco energetico. 
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