Il principale scopo di un impianto di ventilazione meccanica è quello di assicurare un'ottima qualità dell'aria degli ambienti interni. Negli edifici "normali" e quindi non progettati secondo particolari criteri di comfort e risparmio energetico, il ricambio dell'aria avviene in maniera non programmata. Attraverso l'apertura di porte e finestre, e sfruttando risorse naturali come il vento e l'effetto camino, si ottiene quel ricambio d'aria di cui necessitano tutti gli ambienti abitati.
In questo caso si tratta di semplice "ventilazione naturale". Si parla invece di "ventilazione naturale controllata", quando l'aria viene fatta transitare attraverso aperture appositamente progettate, in maniera simile alla ventilazione meccanica a un flusso, ma senza ricorrere a ventilatori o dispositivi elettrici di alcun tipo.
La ventilazione meccanica controllata è una scelta impiantistica che ha senso soltanto se applicata a edifici ben coibentati e a basso consumo energetico. Involucri e serramenti efficienti, se da una parte assicurano ottime prestazioni in termini di risparmio energetico, dall'altra rendono una casa "impermeabile" all'ambiente esterno. Per questa ragione, un costante ricambio d'aria appare tanto importante, pena la bassa salubrità dell'aria interna. E affidarsi semplicemente alla ventilazione naturale comporta, in inverno, il rischio di elevate dipersioni di calore.
Le due principali tipologie di impianti di ventilazione meccanica controllata sono:
• gli impianti a un flusso, sia nella versione autoregolabile sia in quella igroregolabile, sono pensati per svolgere unicamente il lavoro di ricambio aria, ma non hanno alcuna funzione di risparmio energetico
• gli impianti a doppio flusso, caratterizzati da una maggiore complessità tecnica, oltre che al semplice ricircolo e trattamento dell'aria, contribuiscono anche al risparmio energetico grazie alla posssibilità di recuperare il calore dall'aria esausta in uscita
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
