Impianti di ventilazione meccanica a un flusso

Tra tutti i sistemi di ventilazione meccanica, quelli a un flusso o a flusso semplice rappresentano la tipologia impiantistica più economica e di facile realizzazione. Il principio di funzionamento consiste nell'immissione di aria "nuova" prelevata dall'esterno e nella contemporanea estrazione dell'aria esausta, che viene espulsa all'esterno dell'edificio. 

L'obiettivo è quello di assicurare un ricambio d'aria ottimale (pari a circa 0,5 vol/h) all'interno degli edifici, limitando al contempo le perdite di calore e la formazione di correnti d'aria. Per raggiungere questi risultati, bastano alcuni semplici accorgimenti impiantistici.

Ventilazione a un flusso autoregolabile

Si utilizzano delle bocchette per l'ingresso aria inserite nelle pareti esterne,  nei sottoporta o nei serramenti. Di norma gli "ingressi aria" sono situati nei locali principali degli edifici, come camere e soggiorni, e sono dotati di mebrane deformabili che mantengono costante la portata dell'aria. Per questa ragione si parla di ventilazione autoregolabile. L'aria in ingresso transita all'interno dell'edificio e, per differenza di pressione, si dirige verso le bocchette di aspirazione poste di norma ad altezza soffitto, in locali che si trovano all'estremità opposta rispetto agli ingressi aria. E' prassi comune installare le bocchette di estrazione in cucina e/o in bagno, che sono le stanze in cui vengono prodotti e ristagnano la maggior parte dell'umidità e dei cattivi odori.


(fonte:www.aldes.fr)
  
E' indispensabile prevedere, nelle porte e/o nelle pareti interne, delle griglie che assicurino in ogni caso una buona circolazione del flusso d'aria. Le griglie devono essere dimensionate affinchè l'aria in transito non superi la velocità di 1 m/s, pena la riduzione del comfort ambientale.

All'interno del canale di estrazione dell'aria si trova un ventilatore elettrico che, aspirando aria e creando così una depressione, assicura un funzionamento costante del meccanismo di ventilazione. In assenza dei ventilatori, il flusso e il ricambio d'aria risultano estremamente variabili a causa dell'eccessivo o insufficiente tiraggio.

I consumi elettrici dei ventilatori utilizzati in edifici monofamiliari sono estremamente bassi (le potenze vanno normalmente dai 25 W ai 40 W), paragonabili a quelli di una lampadina a risparmio energetico. E' da cosiderare inoltre che, secondo alcune stime, il costo di un impianto di ventilazione meccanica a un flusso varia tra lo 0,25% e l'1,2% del costo complessivo di un edificio. 

Ventilazione a un flusso igroregolabile

Dal punto di vista impiantistico, si tratta di un sistema del tutto simile a quelli a un flusso autoregolabile appena descritti. Vi è però un'importante differenza: negli impianti a un flusso igroregolabile, le bocchette sia di ingresso che di estrazione aria sono dotate di un sensore in grado di leggere l'umidità presente nell'ambiente. Le variazioni nei valori di umidità relativa fungono da rilevatori della presenza di persone e di vapore acqueo. In condizioni di bassa umidità il flusso d'aria viene rallentato, e analogamente viene accellerato in presenza di alti tassi di umidità.

L'umidità relativa (o UR) è il rapporto tra la quantità di vapore acqueo contenuto in una massa d'aria e la quantità massima di vapore acqueo che la stessa massa d'aria riesce a contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione (saturazione). L'umidità relativa si misura in percentuale. Se l'umidità relativa è al 100% non significa che c'è solo acqua, ma che quella massa d'aria contiene la massima quantità di umidità contenibile in quelle condizioni. La quantità di vapore che può essere contenuta da una massa d'aria diminuisce al diminuire della temperatura, e diventa nulla a -40 °C. (fonte:wikipedia)

E' un meccanismo tecnicamente molto semplice, ma capace di adattare in manietra automatica le condizioni di lavoro alle reali necessità di ventilazione e di comfort interno. 

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