Fondo rotativo per Kyoto

Alcune pagine di questa sezione sono ad accesso riservato, e richiedono l'abbonamento al servizio Gestione Incentivi.

PER ABBONARSI A GESTIONE INCENTIVI

Attenzione: in assenza della circolare applicativa, il Fondo per Kyoto non risulta al momento attivato. Il Ministero dell'Ambiente ha attivato la casella di posta elettronica FondoRotativoKyoto@minambiente.it, alla quale è possibile inviare richieste di informazioni relative al Fondo rotativo e alla circolare applicativa.
 

Il Fondo rotativo per Kyoto, attuato dal Dm Ambiente 25 novembre 2008 e dal Dm Economia 17 novembre 2009, consiste nella concessione di finanziamenti agevolati per interventi nel settore delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, della ricerca e della gestione forestale. L’ammontare complessivo del Fondo rotativo è di 600 milioni di euro, distribuiti in tre annualità di 200 milioni di euro l’una. Il Fondo è “rotativo”, dal momento che si alimenta attraverso le rate di rimborso dei finanziamenti concessi.   

Il Fondo rotativo per Kyoto ha una storia legislativa lunga e travagliata. Il fondo nasce grazie ai commi 1110 -1115 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 (Finanziaria 2007). Entro tre mesi dall’entrata in vigore della Finanziaria, dovevano essere stabilite le modalità di erogazione dei finanziamenti per il triennio 2007-2009. Questo però è avvenuto con un notevole ritardo: il decreto del ministero dell'Ambiente infatti è del 25 novembre 2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale soltanto il 21 aprile 2009. Con un ritardo ancora maggiore è uscito il Dm Economia 17 novembre 2009, che stabilisce il tasso di interesse per i finanziamenti agevolati. Il Decreto direttoriale MinAmbiente 19 luglio 2011 ha modificato gli allegati ad Dm 25 novembre 2008. Si è ora in attesa della circolare applicativa per il definitivo avvio del meccanismo. Per consultare il testo dei decreti, vedi le voci corrispondenti nel menu di destra.

I potenziali beneficiari delle risorse del Fondo comprendono le imprese (tra cui le ESCo), i soggetti pubblici e anche i privati cittadini. Possibilità di accesso anche per i condomini con almeno 10 unità abitative, per le associazioni e le fondazioni private. Per avere il quadro completo dei destinatari del Fondo e per conoscere quali soggetti abbiano o meno accesso a ll'agevolazione per specifici interventi, vedi la voce “Beneficiari” nel menu di sinistra.

Dal punto di vista tecnico-economico, i finanziamenti agevolati sono definiti dal Dm 25 novembre 2008  come “prestiti di scopo, di durata non inferiore a tre anni e non superiore a sei, a rate semestrali, costanti (metodo francese), posticipate, con applicazione di un tasso fisso determinato dal Ministro dell'economia e delle finanze”. Il tasso di interesse è stato fissato, dal Dm Economia 17 novembre 2009, "nella misura dello 0,50 per cento annuo".

Gli interventi finanziabili coprono pressoché tutto lo spettro delle tecnologie delle rinnovabili, della cogenerazione e dell’efficienza energetica, con particolare riguardo agli impianti di piccola-media taglia. Gli interventi sono raggruppati in 7 diversi pacchetti di “misure”, e cioè:

a) “Misura microcogenerazione diffusa”
b) “Misura rinnovabili”
c) “Misura motori elettrici”
d) “Misura usi finali”
e) “Misura protossido di azoto”
f)  "Misura ricerca”
g) “Misura gestione forestale sostenibile”

Per conoscere gli interventi compresi in queste misure, nonché la loro ripartizione economica e geografica, consulta la voce “Interventi finanziabili” nel menu di sinistra.

Mentre le misure dalla a) alla e) hanno regole e iter omogenei, le misure f) e g) sono invece regolate da due “discipline speciali”, contenute rispettivamente negli articoli 11 e 12 del Dm 25 novembre 2008. Per chi fosse interessato proprio a queste due misure, si rimanda alla lettura del decreto accessibile dal menu di destra.

Per approfondire la forma tecnica e le modalità di erogazione del finanziamento agevolato, consulta la voce “Caratteristiche del finanziamento” nel menu di sinistra.

Per stimare l’entità del finanziamento agevolato concesso per uno specifico intervento, è indispensabile conoscere i principali parametri tecnico-economici del meccanismo, tra cui:

• le tipologie di costo ammissibili
• i costi unitari massimi ammissibili
• le percentuali di agevolazione

A partire da questi dati, è poi possibile misurare il massimale del finanziamento agevolato. Per approfondire tutti questi aspetti, compreso anche un esempio economico concreto, si veda la voce “Come calcolare il finanziamento” nel menu di sinistra. 
 
Infine, tutta la fase burocratica e procedurale dell'acceso al finanziamento è spiegata in "Procedure Fondo rotativo", nel menu di destra. 

Ripartizione economica e geografica delle risorse
 
Per la prima annualità, le risorse – pari a 200 milioni di euro- sono assegnate in misura diversa per i vari settori di intervento, seguendo in alcuni casi criteri di ripartizione geografica (Nord, Centro, Sud).

Nota bene. Per Nord si intende: Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Province Autonome di Trento e Bolzano. Per Centro si intende: Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo. Per Sud si intende: Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

• Misura microcogenerazione diffusa: 25 milioni di euro, di cui il 40% al Nord, il 25% al Centro e il 35% al Sud
 
• Misura rinnovabili: 10 milioni di euro, di cui il 35% al Nord, il 25% al Centro e il 40% al Sud
 
• Misura motori elettrici: 15 milioni di euro per l’intero territorio nazionale

• Misura usi finali: 130 milioni di euro, di cui il 40% al Nord, il 20% al Centro e il 40% al Sud
 
• Misura protossido di azoto: 5 milioni di euro per l’intero territorio nazionale

• Misura ricerca: 5 milioni di euro per l’intero territorio nazionale

• Misura gestione forestale sostenibile: 10 milioni di euro per l’intero territorio nazionale

Nota bene: sarà la circolare applicativa a comunicare l'esatta ripartizione economica tra le Regioni.
Segnala questa pagina su:
             
© Copyright riservato - riproduzione vietata Edizioni Ambiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248