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Caldo e freddo

Camini e canne fumarie (Lo scarico dei fumi)

(pagina realizzata in collaborazione con l'ing. Daniele Palma, consulente esperto in efficienza energetica, ERISSE Soluzioni per l'Energia S.r.l.)

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Lo scarico sopra il tetto
Lo scarico a parete
Regolamenti comunali e altri obblighi

In linea generale, sia per gli impianti termici centralizzati che per quelli individuali installati in edifici costituiti da più unità immobiliari, vale la regola per cui lo scarico dei fumi deve avvenire oltre la sommità del tetto, salvo eccezioni. Tali indicazioni sono contenute nel comma 9, art. 5, del Dpr 412/93, modificato nel 2012 dalla legge 221.

Lo scarico sopra il tetto

Le prescrizioni per lo scarico dei fumi sono state modificate a seguito dell’entrata in vigore (il 19/12/2012), della Legge 17 dicembre 2012 n. 221, di conversione del Dl n. 179/2012, noto come "Decreto Crescita-bis", recante "ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese".
Al punto 53 dell’Allegato “Modificazioni apportate in sede di conversione al Dl 18 ottobre 2012, n. 179” si specifica che l'art. 5, comma 9 del Dpr 412/93 è sostituito dal seguente:

"9. Gli impianti termici siti negli edifici costituiti da più unità immobiliari devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente, fatto salvo quanto previsto dal periodo seguente.
Qualora si installino generatori di calore a gas a condensazione che, per valori di prestazione energetica e di emissioni nei prodotti della combustione, appartengano alla classe ad alta efficienza energetica, più efficiente e meno inquinante, prevista dalla pertinente norma tecnica di prodotto UNI EN 297 e/o UNI EN 483 e/o UNI EN 15502, il posizionamento dei terminali di tiraggio avviene in conformità alla vigente norma tecnica UNI 7129 e successive integrazioni".

Diviene quindi generale l’obbligo dello scarico sopra il tetto per gli impianti termici siti in edifici condominiali, mentre in precedenza il Dpr lo contemplava solo in una lista di casi.
La nuova norma prevede un'eccezione, in caso di installazione di generatori di calore a gas “a condensazione” appartenenti alla classe avente migliore prestazione energetica e meno inquinante in termini di emissioni, in conformità alle norme tecniche UNI EN 297 e/o UNI EN 483 e/o UNI EN 15502.
In tali casi è comunque richiesto che il posizionamento dei terminali di scarico avvenga in conformità alla vigente norma tecnica UNI 7129 (parte 3), che disciplina la posizione dei terminali di scarico e fissa le distanze di rispetto da finestre, balconi, aperture di ventilazione, ecc.

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Lo scarico a parete

Richiamando il riferimento alla Legge 221/2012, lo scarico a parete per impianti termici siti in edifici costituiti da più unità immobiliari è attuabile solo qualora si installino generatori di calore a gas a condensazione che, per valori di prestazione energetica e di emissioni nei prodotti della combustione, appartengano alla classe ad alta efficienza energetica, più efficiente e meno inquinante, prevista dalla pertinente norma tecnica di prodotto UNI EN 297 e/o UNI EN 483 e/o UNI EN 15502. Inoltre, il posizionamento dei terminali di tiraggio deve avvenire in conformità alla vigente norma tecnica UNI 7129.
E’ opportuno sottolineare che la possibilità di scaricare i fumi all'esterno in facciata non può prescindere dal rispetto delle norme di sicurezza e di igiene vigenti. A tal riguardo, nella norma UNI EN 7129-3 sono riportate le distanze minime di posa e le zone di rispetto, nei confronti ad esempio di finestre, balconi, edifici vicini.

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Regolamenti comunali e altri obblighi

Si raccomanda, inoltre, di fare attenzione ai regolamenti locali, in particolare:


• Regolamento edilizio
• Regolamento di igiene


La maggior parte dei regolamenti riporta soltanto prescrizioni generiche, ma è buona norma informarsi poiché su alcuni punti potrebbero esserci norme più restrittive rispetto a quanto concesso a livello nazionale. A titolo di esempio, si riporta sotto quanto indicato nel regolamento edilizio e nel regolamento di igiene del Comune di Milano.

Regolamento edilizio di Milano
Art. 47. (Ambienti con impianti di combustione)
1.In ogni ambiente in cui sia previsto un impianto di combustione a fiamma libera che utilizza l'aria dell'ambiente stesso come comburente, l'ingresso dell'aria deve essere permanentemente assicurato secondo le modalità previste dalle norme vigenti.
2. Nelle camere da letto e nelle stanze da bagno è proibita l'installazione di apparecchi di combustione a fiamma libera.
3. Conformemente alla normativa vigente, il divieto è esteso ad ogni altro locale privo di aerazione naturale continua.
Art. 49. (Dotazione minima di canne)
1. Ogni unità immobiliare destinata ad abitazione deve essere dotata almeno di una canna di esalazione ed una canna fumaria, opportunamente contrassegnate.
2. Nel caso di riscaldamento autonomo e di produzione di acqua calda autonoma funzionante a gas, anche in unità immobiliari aventi diversa destinazione, gli apparecchi di produzione del calore saranno dotati di canne fumarie secondo le norme vigenti.
Analogamente nel caso di unità immobiliari che necessitino di canne di esalazione, le stesse dovranno essere realizzate secondo le norme vigenti.

Regolamento di Igiene Comune di Milano
Titolo 2 art. 2.5.4
2.5.4 Camini
I camini degli impianti termici di qualsiasi potenzialità, comunque alimentati, devono rispondere alle prescrizioni delle normative vigenti.
Qualora l’altezza del camino degli impianti in esercizio alla data di entrata in vigore del presente Regolamento, in riferimento agli ostacoli ed abitazioni circostanti, sia tale da creare molestia o pericolo per la salute a causa degli impianti stessi, il Sindaco, sentito il parere delle Aziende ASL e/o dei VVF, prescrive l’opportuno innalzamento o adeguati provvedimenti.

Titolo 3 art. 4.27.1
3.4.27.1 Allontanamento dei prodotti della combustione
Tutti i focolari siano essi alimentati con combustibile solido, liquido o gassoso, devono essere collegati a canne fumarie sfocianti oltre il tetto con apposito fumaiolo, realizzate conformemente alle normative specifiche.


Occorre infine tener conto anche di alcune prescrizioni del Codice civile. Si segnala in particolare l’art. 890:

Art. 890 Distanze per fabbriche e depositi nocivi o pericolosi
Chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni, camini, magazzini di sale, stalle e simili, o vuol collocare materie umide o esplodenti o in altro modo nocive, ovvero impiantare macchinari, per i quali può sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza (Cod. Pen. 675).

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