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22 Luglio 2009

Kitegen, l’Italia laboratorio a cielo aperto dell’eolico ad alta quota

(Emiliano Angelelli)

Si chiama Kitegen ed č un’invenzione tutta italiana per ricavare energia dai venti d’alta quota (800-1000 metri).
Il suo ideatore è Massimo Ippolito, fondatore della Sequoia Automation, azienda con base a Chieri, in provincia di Torino. Il Kitegen si basa sul principio del kitesurfing - sport che si pratica con una tavola da surf trainata in acqua da un aquilone - e promette di produrre energia a basso costo (inferiore ai 0,03 euro/kWh) concentrando su un unico impianto importanti quantità di energia eolica.
 
Kitegen si basa su una struttura a terra alla quale sono collegati degli "steli", ovvero gigantesche canne da pesca flessibili "in alluminio con interno a nido d'ape, in polimeri speciali o in vetroresina riempita", che permettono di controllare il movimento degli "aquiloni".

Grazie a un software sofisticatissimo è possibile direzionare gli aquiloni, sottoposti anche a raffiche improvvise causa i forti venti d'alta quota, e permettere al sistema di reagire e rielaborare in continuazione il profilo di volo.

Secondo Massimo Ippolito, con una centrale di 5 km quadrati è possibile ricavare la stessa quantità di energia per cui sarebbero sufficienti 150 torri eoliche - per le quali sarebbero necessari 40 km quadrati. Grazie a Kitegen sarebbe così possibile sfruttare i venti della troposfera e con 5000 ore di volo annue per vent'anni il congegno sarebbe in grado di ripagare 70 volte la spesa necessaria alla sua costruzione.

E naturalmente Kitegen non è la fantasia rinnovabile di qualche scienziato visionario. Lo dimostrano i riconoscimenti ricevuti a livello nazionale e internazionale dal progetto, ma soprattutto l'imminente realizzazione del primo prototipo, che, salvo imprevisti, a partire dall'autunno prossimo sarà attivo a Berzano S.Pietro, in provincia di Asti.

Si tratterà di un unico stelo (detto Kitegen stem) di 25 metri che porterà in quota un aquilone di alcune decine di metri di superficie. Il prototipo farà girare alternatori di 3 MW e diventerà un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per studiare questa nuova tecnologia.

E se qualcuno avesse dubbi circa l'impatto ambientale di Kitegen, può probabilmente dormire sonni tranquilli. L'impatto visivo, infatti, sarà estremamente ridotto visto che gli aquiloni volano a quote di 800-1000 metri ancorati a cavi di ridottissimo diametro, e dovrebbero risultare meno visibili rispetto alle attuali torri eoliche.

Per quello che riguarda l'avifauna, invece, - tenendo conto che anche l'impatto dell'eolico tradizione su di essa è una leggenda (vedi Riferimenti in basso) - "dovranno essere condotte analisi approfondite e specifiche per ogni installazione" scrivono sul sito di Kitegen, ma anche in questo caso l'alta quota alla quale operano gli aquiloni  dovrebbe risultare un fattore estremamente positivo in questo senso.

Nessun problema infine per il rumore. Essendo trascurabile quello della parte aerea e nella norma quello degli impianti a terra, paragonabile a quello di una ferrovia a bassa velocità con buone tecniche d'insonorizzazione (50 dB a 200 metri di distanza).
 
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