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3 Giugno 2013
Detrazioni fiscali, proroga e aumento della percentuale detraibile
(Maria Antonietta Giffoni)

Proroga "differenziata" per accedere alle detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici, che passano dal 55% al 65% e proroga "semplice" per usufruire della detrazione per le ristrutturazioni edilizie.

Con il provvedimento che recepisce la Direttiva 2010/31/Ue, il Consiglio dei Ministri ha deciso anche di sostenere il settore edilizio promuovendo le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche degli edifici. Ma ancora per poco.

Proroga differenziata per il 55% e aumento della percentuale detraibile

Secondo quanto stabilito dal Dl 22 giugno 2012, n. 83 (convertito in Legge n. 134/2012) si poteva accedere alle detrazioni del 55% fino al 30 giugno 2013.

L'attuale Governo ha voluto aggiungere altri sei mesi. Con il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 31 maggio scorso è stata, infatti, prevista un'ennesima proroga, ma differenziata:

• le spese sostenute per gli interventi previsti dalla Finanziaria 2007 (Legge istitutiva del 55%) potranno usufruire delle detrazioni ancora per sei mesi, e cioè dal 1° luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013;

• "per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio", c'è tempo, invece, fino al 30 giugno del 2014.

Secondo la definizione contenuta nella bozza di decreto, un edificio esistente è sottoposto a ristrutturazione importante "quando i lavori in qualunque modo denominati (a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) insistono su oltre il 25 per cento della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto o dell'impermeabilizzazione delle coperture".
Molti commentatori, invece, ritengono che le ristrutturazioni importanti potranno riguardare solo i condomini e non gli edifici in generale. Potremmo avere più certezze in merito solo quando il decreto verrà pubbicato in Gazzetta Ufficiale.

Inoltre, la percentuale detraibile passa dal 55% al 65%, in entrambi i casi.

Altri sei mesi anche per le ristrutturazioni edilizie

Sempre il Dl 83/2012 aveva cambiato ancora una volta il meccanismo dell’incentivazione alle ristrutturazioni degli edifici. A partire dal 26 giugno 2012 la percentuale del 36% per le ristrutturazioni era aumentata al 50% e l’importo massimo di spesa per ogni unità abitativa saliva da 48.000 a 96.000 euro. Il tutto solo fino al 30 giugno 2013.

Il provvedimento licenziato venerdì scorso:

• aggiunge altri sei mesi di tempo alla scadenza naturale: si potrà, cioè, usufruire della detrazione fino al 31 dicembre 2013;

• prevede tra le spese detraibili anche quelle sostenute per l'acquisto di mobili per l'arredo dell'edificio oggetto di ristrutturazione, per un massimo di 10 mila euro (in pratica si concede un bonus di 5.000 euro). 

Nota bene: nei giorni scorsi erano circolate voci sull'estensione dell'agevolazione solo all'acquisto di mobili da incasso. Nella bozza del decreto ciò non è specificato. L'articolo 16, comma 2, infatti, recita: "Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per l'acquisto di mobili finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro". Anche in questo caso, occorrerà attendere la versione ufficiale del decreto.

Ultima proroga per entrambe le agevolazioni

Pare che, per entrambe le agevolazioni, si tratti dell'ultima proroga. Quindi, le detrazioni del 55% scompariranno definitivamente, mentre quelle del 50% torneranno al 36%. Il Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito in Legge 214/2011) le ha, infatti, rese stabili inserendole nel Dpr 917/86 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Non ci resta ora che attendere la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, non solo per dirimere i dubbi più sopra emersi, ma anche per capire se sono veritiere le voci che circolano sull'esclusione dagli interventi ammessi dell'installazione di pompe di calore, impianti geotermici a bassa entalpia e scaldacqua a pompa di calore.

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