Si tratta di nanofili di ossido di zinco del diametro corrispondente alla cinque millesima parte di un capello, dotati proprietà piezoelettriche (le stesse di cui avevamo parlato tempo fa in merito all'energia ricavata dal movimento umano).
Grazie a questa ingegnosa applicazione tecnologica sarà possibile ricaricare diversi congegni elettronici (lettori mp3, cellulari ecc.) senza impiegare scomode batterie tascabili.
La scoperta degli scienziati americani potrebbe avere innumerevoli applicazioni, dalle scienze biomediche al monitoraggio ambientale fino al settore militare. I nuovi nanogeneratori, infatti, sarebbero in grado di alimentare dispositivi elettronici utilizzati dalle truppe sul campo.
Il vantaggio dei nanofili rispetto ai biosensori (che possono essere impiantati sotto la pelle ma richiedono ancora l'utilizzo delle batterie) è la maggiore flessibilità; possono essere infatti applicati facilmente su varie tipologie di superfici (metallo, ceramica, polimeri, tessuti ecc.) e sono in grado di operare sia in aria che in acqua, garantendo una produzione di energia piuttosto continua.
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