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26 Novembre 2013
Il Parlamento Europeo approva i Fondi strutturali 2014-2020: 23 miliardi per efficienza e rinnovabili
(Maria Antonietta Giffoni)

Il 19 novembre scorso il Parlamento europeo ha approvato il nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'Unione per il periodo 2014-2020. Sui 960 miliardi di euro stanziati, circa un terzo (325 miliardi) va ai Fondi strutturali destinati alle Regioni.

Il sostegno finanziario dell'Unione europea alla politica della coesione (anche definita politica regionale) ha sempre rappresentato una quota considerevole - circa un terzo - del bilancio europeo: 347 miliardi di euro erano stati stanziati lo scorso settennato, 325 quelli stanziati per i prossimi sette anni (2014-2020).

Con l'obiettivo di ridurre il divario tra i diversi livelli di sviluppo delle varie Regioni europee, gli stanziamenti per progetti di politica per la coesione territoriale verranno da tre fondi, chiamati anche "Fondi strutturali europei per gli investimenti" (European Structural and Investment Funds - ESIF), e cioè:

• il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR),

• Fondo sociale europeo (FSE)

• e il Fondo di coesione.

I fondi per l'efficienza e le rinnovabili

Sebbene i fondi per le politiche di coesione si siano notevolmente ridotti nel loro complesso (22 miliardi in meno rispetto a quelli stanziati per il periodo 2007-2013), sono aumentati, invece, quelli destinati al finanziamento di progetti legati all'installazione di impianti a fonti rinnovabili, ma soprattutto all'efficientamento energetico degli edifici. Rispetto all'ultimo periodo di finanziamento, infatti, dovrebbero più che raddoppiare, per un minimo stimato di 23 miliardi di euro.

Le motivazioni di questo maggiore impegno sono diverse:

• il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) impone percentuali minime obbligatorie di investimenti nella produzione di energia sostenibile, compresa l'efficienza energetica: almeno il 12% per le Regioni meno sviluppate, almeno il 15% per le Regioni in transizione e almeno il 20% per le Regioni più sviluppate;

• rispetto agli anni precedenti, l'ambito di ammissibilità per gli investimenti nell'efficientamento energetico degli edifici non è stata limitata ai soli fondi FESR. Dall'anno prossimo si potranno finanziare progetti per la riqualificazione energetica anche con risorse provenienti dal Fondo di coesione (per limitare i danni della crisi che ha colpito l'edilizia) e il Fondo sociale europeo, utilizzando le risorse per sostenere la riqualificazione della forza lavoro verso i green jobs.
L'ampliamento dell'ambito di accesso ai finanziamenti apre la possibilità alle Autorità locali di prevedere programmi di investimento plurifondo, in grado di coniugare le opportunità offerte dai 3 Fondi e massimizzarne, così, l'impatto sul territorio;

• è stato inoltre sviluppato uno strumento finanziario standardizzato (off-the-shelf) specifico per le ristrutturazione degli edifici: il cosiddetto "The Renovation Load" e cioè il Prestito Ristrutturazione. Esso mira a combinare risorse pubbliche e private, prevedendo prestiti a condizioni preferenziali per proprietari di edifici che intendono ristrutturare i propri immobili.

"In tutte le Regioni dell'Unione, diverse e grandi opportunità si aprono ora per l'efficienza energetica" ha detto Adrian Joyce, Segretario Generale della EuroACE (The european Alleance of Companies for Energy efficiency in buildings). "Tocca ora alle Autorità locali prevedere programmi di investimento plurifondo che riescano ad utilizzare al meglio le enormi opportunità economiche legate alla riqualificazione del patrimonio edilizio".

Per assicurarsi che decisori pubblici e cittadini riescano a cogliere il pieno significato delle opportunità che si presentano per la riqualificazione energetica degli edifici per il periodo 2014-2020, EuroACE ha avviato la campagna di sensibilizzazione "Fondi strutturali - Riesci a individuare la differenza?".

E l'Italia? 

E' purtroppo nota a tutti l'incapacità delle Regioni di sfruttare a pieno le risorse messe a disposizione dall'Unione europea. Per ovviare al malfunzionamento nella gestione dei Fondi strutturali, nell'ottobre scorso il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la Coesione Territoriale Carlo Trigilia, ha approvato l’istituzione dell’Agenzia per la Coesione territoriale. Un’agenzia che dovrà supportare le Regioni nella gestione di programmi di investimento volti a catturare i circa 30 miliardi di euro che, nel complesso, verranno destinati all'Italia.

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