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24 Aprile 2014

Fotovoltaico e rendita catastale, occorre una verifica

(Maria Antonietta Giffoni)

Secondo il Vice Ministro De Vincenti, quanto stabilito dall'Agenzia delle entrate riguardo la rendita catastale del FV è legittimo. Occorre solo approfondire se si è tenuto debito conto della diversa rendita ottenibile da impianti incentivati e non.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 36/E del 19 dicembre 2013 fa il punto sui criteri da adottare per l’iscrizione al catasto e per le procedure fiscali degli impianti fotovoltaici.
Alcuni Deputati del Movimento 5 stelle hanno messo in discussione le misure imposte dalla Circolare medesima, chiedendo conto al Ministro dello sviluppo economico.

Le richieste dei Deputati

Con l'Interrogazione a risposta in Commissione 5/02215, cinque parlamentari del M5S hanno chiesto di:

• fare chiarezza sulle norme che regolano l'accatastamento degli impianti fotovoltaici, in particolare l'obbligo di aggiornamento della rendita catastale dell'immobile con impianti superiori a 3 kWp;

• chiarire "attraverso quali procedure il proprietario dell'impianto possa accertare se il valore dello stesso superi o meno il 15 per cento della rendita catastale, posto che tale calcolo non può di certo essere effettuato dal proprietario stesso, ma da un tecnico abilitato, con l'aggiunta, quindi, di un'ulteriore spesa";

• tenere conto, nella valutazione dell'aumento della tariffa d'estimo catastale, del calo della redditività dell'impianto nel corso della sua vita media e dei costi di smaltimento;

esentare dalla rivalutazione della rendita catastale i piccoli impianti con potenza inferiore ai 20 kWp, "trattandosi generalmente di utenze domestiche o quelle di piccole imprese, installati con finalità di risparmio energetico ed autoconsumo e non di investimento o mera speculazione, quindi, non soggetti a denuncia di apertura di officina elettrica ed installati sulle coperture e pertinenze degli edifici";

• o, quantomento, di esentare i piccoli impianti con potenza inferiore ai 20 kWp che non beneficiano degli incentivi.

La risposta del Vice Ministro

Premesso che "il settore del fotovoltaico, grazie al sostegno pubblico, ha ricevuto tramite i vari Conti energia un'enorme e rapidissima diffusione in Italia, molto superiore a quella delle altre fonti rinnovabili", il Vice Ministro De Vicenti così ha risposto all'interrogazione dei Parlamentari:

• "l'obbligo di accatastamento e di determinazione della rendita catastale deve ritenersi sussistente per tutte quelle componenti che, poste in rapporto con l'unità immobiliare cui appartengono, sono in grado di produrre un reddito temporalmente rilevante ... In tal senso, la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 36/E del 19 dicembre 2013, oggetto dell'interrogazione, nella parte in cui prescrive l'aggiornamento catastale degli immobili ospitanti le centrali elettriche a pannelli fotovoltaici, si limita a compendiare il suddetto principio essendo priva di elementi di natura discrezionale. Ciò consente di eliminare qualsiasi dubbio in ordine alla legittimità della suddetta circolare";

• ai sensi della Circolare, inoltre, "il requisito della potenza = 3 kW non determina automaticamente l'obbligo di aggiornamento catastale. A titolo esemplificativo, si può infatti ipotizzare che anche un impianto di 20 kW non comporti l'obbligo della rideterminazione catastale se insistente su un edificio di elevato valore capitale, mentre un impianto di potenza notevolmente inferiore (ma in ogni caso = 3 kW) potrebbe determinare l'obbligo di aggiornamento se installato su un edificio di modesto valore capitale";

• "per quanto riguarda la mancata indicazione dei criteri e delle procedure per la verifica del rapporto del 15 per cento, si osserva che l'Agenzia delle entrate ha proceduto a dare delle indicazioni, richiamando la Determinazione Direttoriale dell'ex Agenzia del territorio del 16 febbraio 2005 (pubblicata in G.U. serie generale 18 febbraio 2005, n. 40)";

• i costi di smaltimento "gravano essenzialmente sul produttore e non sui proprietari";

Ricordiamo che il recente Dlgs 49/2014, che ha ridefinito le regole per lo smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, includendo i pannelli fotovoltaici tra i RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), ha sì stabilito che il finanziamento della gestione del fine vita dei pannelli segua le regole generali dei Raee, ma con l'eccezione dei pannelli fotovoltaici utilizzati per gli impianti incentivati con il Conto energia. Per maggiori informazioni, vedi Riferimenti.

Il Vice Ministro "ritiene comunque opportuno assicurare l'impegno a verificare, insieme all'Agenzia delle entrate, se l'assetto fiscale venutosi a chiarire con la circolare 36/E del 2013 tenga in adeguato conto la diversa rendita ottenibile da impianti incentivati e non incentivati, anche in relazione alla tipologia di impianto e alla durata del diritto all'incentivo. Parimenti, si ritiene meritevole di attenzione un approfondimento in merito al trattamento fiscale degli impianti al servizio degli edifici, avuto riguardo della più incisiva finalità pubblica ad essi riconosciuta dalle norme sulle detrazioni fiscali".

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