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25 Settembre 2014

Il gioco dell’oca dei provvedimenti attuativi

(Redazione Nextville)

Sarà difficile che la Green Economy possa far avverare il sogno di centinaia di migliaia di posti di lavoro se in questo Paese si continuerà a non rispettare nemmeno il più elementare calendario normativo e procedurale.

Sta infatti per finire un altro anno (l’ennesimo giro dell’oca), e tutti coloro che aspettavano chiarezze per programmare la propria eventuale partecipazione alla ripresa economica, sono ancora una volta a domandarsi se non era meglio cercare fortuna in lidi lontani, anziché intestardirsi ad aspettare chiarezze che non arrivano.

Il settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, ricevuta ogni possibile batosta negli anni scorsi, giace in una situazione di immobilismo dovuto non solo alla mancanza di strategia  – si potrebbe addirittura dire di “visione” – ma anche le tattiche più semplici si tramutano in guazzabugli di inaudita complicazione (vedi l’evoluzione farsesca dello "spalmaincentivi"). Ma soprattutto, quando finalmente la legge c’è, troppo spesso mancano le istruzioni per metterla in pratica.

Perché i ministeri competenti e le istituzioni preposte non elaborano i provvedimenti attuativi e regolatori? Manca il personale? Non ci sono le competenze? C’è confusione? O forse sono vere tutte le cose insieme e nessuno fa una riflessione seria su questo tema? Non è un problema banale, perché se tanto si fatica a mettere in pista le famose riforme, il cittadino consapevole sa già che anche quando si arriverà ad accordi tra le forze politiche, la scìa di decretazione tecnica e operativa che resterà da risolvere sarà tale da rischiare il fallimento delle buone intenzioni per scaduti termini temporali.

Ma poiché la nostra funzione non è quella di dar voce al lamento (che pure ha una funzione di giusta protesta da parte degli operatori del settore), torniamo al nostro compito primario di informazione, fornendo un breve promemoria di ciò che manca all’appello.

In termini di gravità – se pure è possibile una classifica in questo ordine di problemi – il vuoto più vistoso riguarda l’efficienza energetica negli edifici. Nel giugno 2013 è stata recepita, in ritardo, la direttiva Ue del 2010. Il decreto prevedeva successivi decreti attuativi che dovranno rivoluzionare le metodologie e le modalità di calcolo della "prestazione energetica".   

Più precisamente, devono essere definiti:
- la metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche e l'utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici, in relazione all’allegato I della direttiva 2010/31/Ue sulla prestazione energetica nell'edilizia;
- l'applicazione di prescrizioni e requisiti minimi, aggiornati ogni cinque anni, in materia di prestazioni energetiche degli edifici e unità immobiliari, siano essi di nuova costruzione, oggetto di ristrutturazioni importanti o di riqualificazioni energetiche, sulla base dell'applicazione della metodologia comparativa;
- l’aggiornamento delle modalità di progettazione, installazione, esercizio, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici.

Non è stata indicata alcuna data per l’approntamento di questi decreti, ma l’Europa ha cambiato le regole principali della prestazione energetica da 4 anni  e noi, che continuiamo a fare calcoli e progetti su metodologie sorpassate, non abbiamo nemmeno a disposizione una prima bozza che inquadri i problemi e quindi non abbiamo capito che cosa dovrebbe cambiare.

Sempre in termini di gravità /anzianità – e sempre in relazione all’efficienza energetica – ricordiamo che:

entro il dicembre 2012 era prevista l'emanazione di un decreto del Ministero dello sviluppo per definire i nuovi coefficienti da applicarsi per le accise carburanti per gli impianti cogenerativi. Il decreto non è stato mai varato e si continua a prorogare lo status quo, di sei mesi in sei mesi. L’ultima proroga è arrivata con il Dl 91/2014, convertito in legge 116/2014.

entro il luglio 2013 erano attese le nuove Linee guida per la preparazione, esecuzione, valutazione dei progetti, e per la definizione dei criteri e modalità per il rilascio dei Certificati bianchi. Non pervenute.

Essere in stallo sugli edifici, sui Certificati Bianchi e sulla Cogenerazione significa non avere alcun comparto che sia davvero "a posto" nel settore dell’efficienza energetica.

Ma anche le rinnovabili hanno i loro malati cronici. Il più grave si chiama "sistemi di accumulo". Dacché il GSE ha segnalato in un comunicato del 20 settembre 2013 (pur non avendo l’autorità per farlo) che perde gli incentivi in Conto energia chi installa sistemi di accumulo, gli operatori allarmati attendono che l’Autorità faccia chiarezza. A fine dicembre 2013, l’Autorità ha emanato l’atteso documento di consultazione (DCO 613/13/R/eel), ma non è mai arrivata la delibera.

Veniamo ai giorni nostri. Queste, in breve, le scadenze degli ultimi due mesi che non sono state rispettate:

Entro il 9 luglio 2014 (fonte: art. 26 comma 3 Dl 91/2014)
Il GSE definisce le modalità operative con cui - a decorrere dal secondo semestre 2014 - le tariffe incentivanti del Conto energia dovranno essere erogate "con rate mensili costanti, in misura pari al 90% della producibilità media annua stimata di ciascun impianto, nell'anno solare di produzione” con successivo “conguaglio …entro il 30 giugno dell'anno successivo." Tali modalità operative devono poi essere approvate con decreto dal Ministro dello sviluppo economico.

Entro il 18 agosto 2014 (fonte: art. 5 comma 5 Dlgs 102/2014)
Un decreto del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e il Ministro dell'economia e delle finanze  stabilisce  le modalità per dare esecuzione al programma di interventi di riqualificazione energetica su almeno il 3% della superficie coperta climatizzata degli immobili appartenenti alle pubbliche amministrazioni centrali (o, in alternativa interventi che comportino annualmente un risparmio equivalente a quello ottenibile con la riqualificazione delle superfici).

Entro il 15 settembre 2014 (fonte: art. 30-sexies comma 1 Dl 91/2014)
Un decreto del Ministro dello sviluppo economico stabilisce la quota minima di biocarburanti da immettere nei trasporti, compresa la sua ripartizione in quote tra diverse tipologie di biocarburanti, compresi quelli avanzati, per gli anni successivi al 2015.

Entro il 17 settembre 2014 (fonte: art. 14 comma 4 Dlgs 102/2014)
L'Enea integra il contratto tipo per il miglioramento del rendimento energetico dell'edificio con gli elementi minimi presenti nell'Allegato 8 del Dlgs 102/2014.


Ed ecco le scadenze molto prossime, da tenere d’occhio:

Entro il 1° ottobre 2014 (fonte: art. 30 comma 1 Dl 91/2014)
Il Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorità per l'energia, approva un modello unico di Comunicazione al Comune da utilizzare per l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e di microcogenerazione.

Entro il 1° ottobre 2014 (fonte: art. 26 comma 3 lett. b) Dl 91/2014)
Un decreto del Ministro dello sviluppo economico stabilisce le percentuali di riduzione dell’incentivo in Conto energia per chi sceglie di aderire all’opzione rimodulazione "a doppio periodo". L'opzione prevede che, fermi restando i 20 anni di durata dell’incentivo, a decorrere dal 1° gennaio 2015 la tariffa sia rimodulata con le seguenti modalità: un primo periodo a incentivo ridotto rispetto all’attuale; un secondo periodo a incentivo incrementato in ugual misura.

Entro il 17 ottobre 2014 (fonte: art. 15 comma 5 Dlgs 102/2014)
Uno o più decreti ministeriali stabiliscono i criteri, le condizioni e le modalità di attuazione del Fondo nazionale per l'efficienza energetica, che l’obiettivo di favorire il finanziamento di interventi coerenti con il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica.

Entro il 23 ottobre 2014 (fonte: art. 25 comma 3 Dl 91/2014)
Un decreto del Ministro dello sviluppo economico approva  la proposta di tariffe (previamente approntata dal GSE) da applicare ai beneficiari degli incentivi per la copertura degli oneri sostenuti dal GSE per lo svolgimento delle attività di gestione, di verifica e di controllo, inerenti i meccanismi di incentivazione e di sostegno. Da tali nuove tariffe, che si applicheranno a decorrere dal 1° gennaio 2015 e saranno valide per un triennio, sono esclusi i soli impianti destinati all'autoconsumo di potenza fino a 3 kW.

Entro il 31 ottobre 2014 (fonte: art. 30 comma 2-ter Dl 91/2014)
L’Autorità per l’energia emana direttive "relativamente alle condizioni tecniche ed economiche per l'erogazione del servizio di connessione di impianti di produzione di biometano alle reti del gas naturale i cui gestori hanno obbligo di connessione di terzi".

Entro il 15 novembre 2014 (fonte: art. 30-sexies comma 1 Dl 91/2014)
Un decreto del Ministro dello sviluppo economico fissa le sanzioni amministrative pecuniarie per il mancato raggiungimento degli obblighi sulle nuove quote minime di biocarburanti nei trasporti (fissate a loro volta con decreto entro il 15 settembre 2014).

Entro il 19 novembre 2014 (fonte: art. 25-bis comma 1 Dl 91/2014)
L'Autorità per l'energia aggiorna la disciplina dello Scambio sul posto secondo tre indicazioni:
1. innalzare a 500 kW (dagli attuali 200 kW) la soglia massima dello Scambio sul posto per gli impianti che entrano in esercizio a decorrere dal 1° gennaio 2015;
2. applicare agli impianti in Scambio sul posto i nuovi corrispettivi sull'autoconsumo introdotti dall'articolo 24 del decreto-legge;
3. esonerare dall'applicazione dei nuovi corrispettivi autoconsumo, i soli impianti a fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW.

Entro il 19 novembre 2014 (fonte: art. 15 comma 1 lett. c) Dl 91/2014)
Un decreto del Ministro dell’Ambiente definisce i nuovi criteri e soglie per l'assoggettamento alla procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA o "screening ambientale" per i progetti inseriti nell'allegato IV del Dlgs 152/2006.

Entro il 30 novembre 2014 (fonte: art. 5 comma 2 Dlgs 102/2014)
Il Ministero dell'ambiente, il Ministero delle infrastrutture, l'Agenzia del demanio e il Ministero dello sviluppo economico predispongono un programma di interventi di riqualificazione energetica da realizzarsi sugli immobili appartenenti alle pubbliche amministrazioni centrali.

Entro il 31 dicembre 2014 (fonte: art. 8 comma 9 Dlgs 102/2014)
Il Ministero dello sviluppo economico pubblica un bando per la selezione e il co-finanziamento di programmi presentati dalle Regioni e finalizzati a sostenere la realizzazione di audit energetici presso le PMI o l'adozione nelle PMI di sistemi di gestione conformi alle norme Iso 50001.

Entro il 31 dicembre 2014 (fonte: art. 12 comma 1 Dlgs 102/2014)
Accredia (Ente italiano di accreditamento), sentito il Comitato Termotecnico Italiano, elabora gli schemi di certificazione e accreditamento per la conformità alle norme tecniche in materia di Energy service company, esperti in gestione dell’energia, sistemi di gestione dell’energia, diagnosi energetiche.

Entro il 31 dicembre 2014 (fonte: art. 22 comma 1 Dl 133/2014)
Un decreto del Ministro dello sviluppo economico rivede il Conto termico secondo criteri di semplificazione procedurale, con possibilità di utilizzo di modulistica predeterminata e accessibilità online, e perseguendo obiettivi di diversificazione e innovazione tecnologica, in grado di favorire il massimo accesso alle risorse stanziate.

Entro il 15 gennaio 2015 (fonte: art. 14 comma 5 Dlgs 102/2014)
Un decreto ministeriale approva le linee guida per semplificare ed armonizzare le procedure autorizzative per l'installazione, in ambito residenziale e terziario, di impianti o dispositivi tecnologici per l'efficienza energetica e per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili. Le medesime linee guida devono anche armonizzare le regole sulla attestazione della prestazione energetica degli edifici, i requisiti dei certificatori e il sistema dei controlli e delle sanzioni.

Entro il 15 gennaio 2015 (fonte: art. 12 commi 2-3 Dlgs 102/2014)
Il CTI deve elaborare:
- norme tecniche in materia di diagnosi energetica rivolte ai settori residenziale, industriale, terziario e trasporti,
- norme tecniche per la certificazione volontaria degli auditor energetici (persona fisica o giuridica che esegue diagnosi energetiche) nei settori dell'industria, del terziario e dei trasporti, nonché degli installatori di elementi edilizi connessi al miglioramento della prestazione energetica degli edifici.

Augurandoci con tutto il cuore che da qui al 15 gennaio sia possibile ottenere questo non piccolo quantitativo di materiali applicativi delle norme vigenti, ricordiamo che questi pezzi mancanti  bloccano gran parte degli sforzi effettuati per rilanciare l’efficienza energetica e chiarire il tartassato settore delle rinnovabili.

In fondo non stiamo parlando di dettagli secondari: energia rinnovabile e risparmio energetico sono pilastri obbligatori della Green Economy e da oggi in poi  nessuna strategia di sviluppo economico- industriale potrà evitare di confrontarsi con queste potenzialità, seppure complesse e difficili. Se come ci dicono politici e mass media è necessaria la rottamazione dei decisori obsoleti, c’è da augurarsi che anche in questo settore arrivino forze nuove, preparate e rapide nel lavoro. E forse molti potrebbero sperare che i temi energetici, così a lungo sottovalutati nel nostro Paese, abbiano finalmente maturato il diritto ad un proprio Ministero dedicato.

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