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19 Novembre 2014
Spalma incentivi volontario, in vigore il decreto per le fer non fotovoltaiche
(Filippo Franchetto)

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 18 novembre 2014, entra oggi in vigore il decreto attuativo che regola la rimodulazione volontaria degli incentivi alle fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico.

Il Dm Sviluppo economico 6 novembre 2014 (vedi Riferimenti), in attuazione dell’articolo 1 commi 3, 4, 5 e 6 del Decreto legge 23 dicembre 2013 n. 145, cosiddetto "Destinazione Italia", convertito in Legge n. 9/2014, offre ai titolari degli impianti oggetto del provvedimento una opzione, accettando la quale si ribassa l'incentivo attualmente percepito (Tariffa onnicomprensiva o Certificato Verde) prolungando di 7 anni il periodo di incentivazione.

Possono aderire all’opzione i titolari di impianti beneficiari di Certificati Verdi o Tariffe onnicomprensive (Dm 18 dicembre 2008), mentre risultano esclusi:

• gli impianti a fonti rinnovabili (diversi da biomasse e biogas fino a 1 MW) per i quali il periodo di diritto agli incentivi termina entro il 31 dicembre 2014;

• gli impianti biomasse e biogas di potenza non superiore a 1 MW, per i quali il periodo di diritto agli incentivi termina entro il 31 dicembre 2016;

• gli impianti a fonti rinnovabili regolati dal Dm sviluppo 6 luglio 2012 (decreto incentivi fer elettriche dal 1° gennaio 2013);

Fanno eccezione, e quindi sono soggetti all’opzione, gli impianti che l’articolo 30 del medesimo Dm 6 luglio 2012 definiva "in transizione", e ai quali - pur entrando in esercizio nei primi mesi del 2013 - erano concessi gli incentivi del sistema previgente (Dm sviluppo 18 dicembre 2008).

• gli impianti a fonti rinnovabili che ancora godono del CIP6.

L’Allegato 1 del Dm Sviluppo economico 6 novembre 2014 contiene le formule di calcolo indispensabili per determinare l’entità del nuovo incentivo rimodulato.

I titolari di impianti, che intendono aderire all'incentivo rimodulato, devono inoltrare la richiesta entro il 17 febbraio 2015, secondo modalità che verranno definite e pubblicate dal GSE entro il 19 dicembre 2014. L'incentivo rimodulato verrà riconosciuto a decorrere dal 1° marzo 2015.

Segnaliamo inoltre che per interventi realizzati sullo stesso sito dell’impianto per il quale è stata esercitata l’opzione di rimodulazione, non si ha diritto di accesso - fino al termine del nuovo periodo di incentivazione - ad ulteriori strumenti incentivanti, fatta eccezione per il Ritiro dedicato e lo Scambio sul posto (sempreché compatibili col meccanismo incentivante di cui si gode). E' inoltre possibile - rispettando le condizioni poste dal decreto - accedere ad ulteriori incentivi per interventi di potenziamento, integrale ricostruzione e rifacimento totale (quest'ultimo solo per impianti a biomassa > 1 MW).

Ricordiamo infine che, secondo quanto previsto dal “Destinazione Italia” (anche se non esplicitamente ribadito dal Dm Sviluppo 6 novembre 2014), a coloro che non sottoscrivono l'opzione di rimodulazione viene garantita la normale prosecuzione dei diritti acquisiti, ma si pone al contempo una condizione sul futuro del loro impianto:

"(...) per un periodo di dieci anni decorrenti dal termine del periodo di diritto al regime incentivante, interventi di qualunque tipo realizzati sullo stesso sito non hanno diritto di accesso ad ulteriori strumenti incentivanti, incluso ritiro dedicato e scambio sul posto, a carico dei prezzi o delle tariffe dell'energia elettrica".

Consigliamo a tutti i nostri abbonati di consultare il decreto in oggetto e anche le nostra pagina di approfondimento dedicata allo "Spalma incentivi" per le fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico.

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