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12 Giugno 2015

Efficienza energetica, pubblicato il 4 rapporto Enea

(Maria Antonietta Giffoni)

Considerevoli i risparmi conseguiti dalle misure finora adottate, ma l'aspetto cruciale per sfruttare tutto il potenziale dell'efficienza energetica disponibile risulta il finanziamento dei progetti, ancora ostacolato da numerose barriere.

Questo quanto emerge dal Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2015, presentato dall'Enea l'11 giugno 2015 a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
Il Rapporto vuole essere uno strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche adottate in Italia nell’intero settore ed è basato su dati del 2013.

I risparmi conseguiti

Grazie alle misure finora adottate per l’efficienza energetica, "l’Italia ha risparmiato 7,55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, pari a oltre 2 miliardi di euro di minori importazioni di gas naturale e petrolio, evitando la produzione di 18 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, grazie al solo meccanismo delle detrazioni fiscali, oltre 2 milioni di famiglie hanno investito 22 miliardi di euro per riqualificare energeticamente le proprie abitazioni dal 2007 al 2013, con un indotto di 40 mila occupati in media l’anno". Andando nello specifico delle diverse misure, nel periodo 2005-2013:

• il meccanismo dei Certificati Bianchi ha contribuito con un risparmio energetico in energia primaria di oltre 4,85 Mtep/anno (equivalenti a circa 3,4 Mtep/anno di energia finale);

• le detrazioni fiscali del 55/65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti hanno generato risparmi di poco superiori a 0,91 Mtep/anno, equivalenti a poco più di 0,85 Mtep/anno di energia finale;

• nel caso del Conto Termico, trattandosi di interventi prevalentemente ancora in fase di realizzazione, non è stato possibile stimare il risparmio energetico conseguito. Si può aggiungere però che, dall’avvio della misura nel mese di luglio 2013 fino a novembre 2014, sono state presentate al GSE circa 9.000 richieste (di cui quasi 6.000 nel 2014). La spesa impegnata ha superato i 22 milioni di euro;

le prescrizioni sugli standard minimi di efficienza energetica degli edifici prescritti dal Dlgs 192/2005, hanno contribuito per un risparmio complessivo in termini di energia finale di circa 2,44 Mtep/anno, derivanti principalmente dalla sostituzione di impianti termici negli edifici ad uso residenziale;

con la sostituzione di elettrodomestici, nel periodo 2001-2014, si è ottunuto un risparmio complessivo di energia finale di circa 93 ktep/anno;

• il settore trasporti, grazie all'incentivazione per il rinnovo ecosostenibile del parco autovetture e autocarri fino a 3,5 tonnellate (periodo 2007-2009), ha generato un risparmio di energia finale di 0,19 Mtep/anno; la messa in esercizio della rete ferroviaria ad Alta Velocità, che ha determinato una riduzione della domanda sulle rotte aeree concorrenti, ha invece determinato un risparmio di energia finale di 0,09 Mtep/anno al 2013.

Le barriere finanziarie

Sebbene il mercato dell’efficienza energetica stia ricevendo un’attenzione sempre crescente da parte delle istituzioni e delle imprese, "le proiezioni rivelano che, nell’ambito delle attuali politiche, la maggior parte degli investimenti economicamente validi in efficienza energetica rimarrà irrealizzato".

Causa di ciò sono le numerose barriere ancora presenti e che limitano un pieno sviluppo del mercato dell'efficienza energetica. Secondo il Rapporto dell'Enea, "uno dei principali ostacoli è la mancanza di attenzione verso le opportunità di investimento da parte di soggetti pubblici e privati rispetto ad altre opzioni presenti attualmente sul mercato, come ad esempio il gas non convenzionale. I dati dell’AIE mostrano come gli investimenti relativi a tecnologie per l’estrazione, la distribuzione e l’utilizzo di gas naturale e petrolio siano circa tre volte superiori rispetto a quelli in efficienza energetica, che risultano ancora molto differenziati per i diversi Paesi e per i settori di uso finale".

A livello europeo, per raggiungere l'obiettivo di efficienza energetica del 20% al 2020 c’è, invece, bisogno di strumenti finanziari che possano smuovere almeno 100 miliardi di euro di investimenti l’anno.
Per far sì che ciò accada, "è necessario sostenere lo sviluppo di una robusta rete di investimenti in questo settore e accrescere la conoscenza e la capacità degli stakeholder". E non solo: occorre la definizione di soluzioni innovative di ingegneria finanziaria.
In Italia, secondo il Rapporto dell'Enea "l’utilizzo del 'tradizionale' prestito bancario è ancora oggi predominante e l’ottenimento di finanziamenti 'alternativi' è ostacolato da diverse barriere, tra cui:

• la complessità degli iter burocratici e l’elevato ammontare minimo richiedibile per i finanziamenti pubblici,

• la condizione sul "fattore di leva" che anche per i fondi europei privilegia i progetti di grandi dimensioni,

• elevati tempi di negoziazione e posizionamento sul mercato e problematiche gestionali per i mini-bond,

• condizioni troppo legate a specifiche soluzioni tecnologiche per la concessione del leasing".

"L’ENEA - ha dichiarato il Commissario Federico Testa - in qualità di Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica, si candida a svolgere un ruolo di riferimento e garanzia per l’intero settore, affinché le opportunità offerte dall’efficienza possano effettivamente realizzarsi’".

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