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9 Ottobre 2015

Ecobonus: 28,5 miliardi di investimenti e 425mila occupati nel solo 2014

(Filippo Franchetto)

Un volume di investimenti pari a 28,5 miliardi nel solo anno 2014, con un impatto positivo sull’occupazione stimabile in 424.800 posti di lavoro, comprensivi dell’indotto.

Questi i due numeri più significativi contenuti nel dossier "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione" (vedi Riferimenti), predisposto dal Servizio studi della Camera in collaborazione con l’istituto di ricerca CRESME. Il dossier, presentato lo scorso 8 ottobre in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, mostra con chiarezza le innumerevoli ripercussioni positive delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni e risparmio energetico, dal punto di vista occupazionale, ambientale e anche per i conti dello Stato.

Il dato a consuntivo per il 2014 indica un volume di investimenti pari a 28,5 miliardi di euro (il valore più elevato nell’intero periodo di applicazione degli incentivi), di cui 24,5 miliardi di euro sono relativi al recupero e 3,9 alla riqualificazione energetica. Per quanto riguarda il 2015, i dati ricavati sulla base dell’andamento dei primi otto mesi segnalano una flessione rispetto ai valori del 2013 e del 2014, anni in cui si è registrato un livello massimo degli investimenti.

L’impatto delle misure incentivanti sull’occupazione ha riguardato - nel periodo 2008-2015 - oltre 2 milioni di occupati, con una media di 111.000 occupati diretti all’anno. Nel 2014 le stime riguardano 424.800 occupati comprensivi anche dell’indotto.

Particolarmente significativi i numeri rilevati nel periodo tra il 2011 e il 2015, in controtendenza rispetto alla generale crisi che ha colpito in maniera pesante il comparto edilizio tradizionale. Basti pensare che dal 2011 al 2015 la quota di lavori incentivati ha attivato un impatto occupazionale pari mediamente a 349.000 addetti all’anno, mentre - secondo dati ISTAT - tra il 2011 e il secondo trimestre del 2015, a causa della crisi delle nuove costruzioni, il settore ha perso 228.000 addetti.

E’ evidente quindi come i bonus fiscali abbiano letteralmente salvato il settore edilizio – che pure ha pagato negli anni 2011/2014 il 96% della perdita di posti di lavoro nella crisi economica – contribuendo altresì a spostare la gran parte degli investimenti dal mercato delle nuove costruzioni a quello del recupero edilizio e dell’efficientamento energetico.

Molto interessanti anche le stime dell’impatto sui conti pubblici delle detrazioni fiscali per l’edilizia. Una stima "superficiale" mostra – per il periodo 1998-2015 - minori introiti conseguenti la defiscalizzazione stimati in 90,2 miliardi di euro, a fronte di un gettito fiscale e contributivo per i lavori svolti pari a 77,7 miliardi di euro, determinando quindi un saldo totale negativo di 12,5 miliardi di euro, pari a 694 milioni di euro medi annui dal 1998 al 2015.

Se però si affina l’analisi introducendovi anche la quota di gettito per lo Stato derivante dai consumi e dagli investimenti mobilitati dai redditi aggiuntivi dei nuovi occupati, si può arrivare a stimare – sempre per il periodo 1998-2005 - un saldo positivo per lo Stato di 10,5 miliardi di euro. E ampliando ulteriormente la valutazione con l’inclusione di tutti gli attori coinvolti (Stato, famiglie e imprese), il saldo per il sistema Paese può essere complessivamente innalzato a ben 15 miliardi di euro.

E’ degno di nota il fatto che in questa cifra non siano considerati – a causa della difficoltà di quantificarli – due aspetti importantissimi: l’emersione di redditi e di occupazione irregolare e la riduzione dei consumi energetici e quindi delle emissioni climalteranti.

Segnaliamo in chiusura le parole incoraggianti con cui Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente di Montecitorio, ha commentato la presentazione del dossier: "C’è consenso in Parlamento sulla necessità di confermare ed allargare questa misura ad altri soggetti: edilizia sociale, condomini, imprese. E di ampliarla anche ad altri campi, quali il consolidamento antisismico e la bonifica dell’amianto ... Su questo più volte ha confermato il proprio consenso e impegno il ministro delle Infrastrutture Delrio. La Legge di Stabilità è la sede adeguata per queste scelte".

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