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20 Dicembre 2016
Puglia: illegittimo il termine di efficacia dell’esclusione dalla VIA
(Filippo Franchetto)

E’ illegittima la Lr 17/2007, nella parte in cui prevede che l’esclusione dalla VIA abbia efficacia per un periodo massimo di tre anni, trascorso il quale senza che sia stato dato inizio ai lavori la procedura debba essere rinnovata.

Con Sentenza n. 267 del 15 dicembre 2016, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 1, lettera h), numero 3), della legge regionale pugliese n. 17 del 2007.

La norma regionale impugnata risulta in contrasto in primo luogo con l'articolo 41 della Costituzione, poiché frappone un ostacolo alla libera iniziativa privata (quale è la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili, nel caso specifico di un impianto eolico), attraverso "l'imposizione di condizionamenti e vincoli, anche di carattere temporale, non collegati funzionalmente alla cura di interessi ambientali".

In secondo luogo, essa è in diretto contrasto anche con l'articolo 20, comma 5, del Dlgs 152/2006 – secondo cui "Se il progetto non ha impatti negativi e significativi sull'ambiente, l'autorità competente dispone l'esclusione dalla procedura di valutazione ambientale e, se del caso, impartisce le necessarie prescrizioni" – e con l'articolo 26, comma 6, del medesimo Dlgs, secondo cui "I progetti sottoposti alla fase di valutazione devono essere realizzati entro cinque anni dalla pubblicazione del provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale. Tenuto conto delle caratteristiche del progetto, il provvedimento può stabilire un periodo più lungo. Trascorso detto periodo, salvo proroga concessa, su istanza del proponente, dall'autorità che ha emanato il provvedimento, la procedura di valutazione dell'impatto ambientale deve essere reiterata. (…)".

Sotto questo profilo, sottolineano i giudici, la scadenza triennale imposta dalla norma pugliese non può essere vista come legittimo esercizio della facoltà – propria delle Regioni - di adottare livelli di tutela ambientale più elevati rispetto a quelli previsti dalla legislazione statale; essa invece si configura come violazione della competenza legislativa esclusiva statale di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

Si tratta infatti – si legge nella Sentenza - di una "addizione normativa priva di coordinamento con le finalità in concreto perseguite dal legislatore statale". Con l’unico risultato di "penalizzare, attraverso non ordinati 'schermi burocratici', quali il termine di efficacia dell'esclusione dalla procedura di Via, le strategie industriali di settore, che non possono prescindere dal fattore tempo e dal grado di certezza degli esiti delle procedure amministrative".

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