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14 Febbraio 2017

Come attivare il mercato Ue delle riqualificazioni energetiche?

(Filippo Franchetto)

La riqualificazione degli edifici energeticamente più inefficienti rappresenta un tassello fondamentale della politica energetica europea, anche se per il momento il settore non ha espresso tutte le sue potenzialità.

Questo è quanto emerso a Bruxelles, lo scorso 8 febbraio, nel corso di una conferenza dedicata alle nuove strategie dell’Unione europea sull’efficienza energetica.

Come noto, l’Energy Union è il piano europeo studiato per ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e combattere al contempo il cambiamento climatico. E la Commissione europea ha identificato l'efficienza energetica come azione prioritaria per raggiungere tali obiettivi. Secondo la Commissione Ue, un aumento anche solo dell’1% del tasso annuo di riqualificazione degli edifici potrebbe essere fondamentale per raggiungere gli obiettivi. Senza contare gli effetti positivi legati al miglioramento della salubrità e del confort degli edifici e alla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore delle costruzioni.

Ricordiamo che nel novembre 2016, la Commissione Ue ha presentato il nuovo pacchetto per l'energia pulita, che comprende anche la stesura di una nuova direttiva sulle rinnovabili e una revisione di quelle dedicate all'efficienza. Mobilitando fino a 177 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati ogni anno a partire dal 2021, questo pacchetto potrebbe produrre un aumento dell'1% del PIL nell'arco del prossimo decennio, oltre a creare 900.000 nuovi posti di lavoro.

Nel corso del convegno, Maroš Šefčovič - vice presidente della Commissione Ue e responsabile dell’Energy Union - ha ricordato che il 40% dei consumi europei di energia viene utilizzato per riscaldare e raffrescare gli edifici, i quali per i due terzi sono stati realizzati prima dell’introduzione di standard minimi di efficienza.

Secondo Oliver Rapf, direttore esecutivo del Building Performance Institute Europe (BPIE), i cittadini europei che oggi vivono in edifici inefficienti non stanno percependo alcun beneficio da queste azioni europee.

"Non dobbiamo negare che la riqualificazione energetica è sempre complicata, poiché implica molteplici tecnologie, numerose persone con competenze diverse e un sacco di decisioni da prendere", ha commentato Brian Motherway, capo della divisione efficienza energetica della IEA.

"Un buon modo per motivare le persone agli interventi di efficientamento è quello di mostrare loro come sia possibile iniziare con investimenti a basso costo e che si ripagano velocemente, come ad esempio l'ottimizzazione degli impianti di riscaldamento", ha detto Susanne Tull, funzionario per gli affari pubblici dell’Unione europea per la Danfoss. "Un grande esempio al riguardo - ha aggiunto Tull - è il progetto Better Homes della Danimarca: viene inviato un esperto per analizzare la vostra casa e fare una proposta su come ristrutturarla, sulla base delle esigenze degli occupanti. Se riusciamo a semplificare gli interventi con questo tipo di modalità, allora possiamo mettere in moto fin da subito il mercato europeo delle riqualificazioni energetiche".

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