Dopo l’approvazione del progetto definitivo da parte dell’AEEG (delibera ARG/elt 4/10), il GSE entro 6 mesi dalla data di avvio (che verrà comunicata a breve) provvederà a coinvolgere i primi 500 impianti selezionati, per arrivare gradualmente a 5000. Ma prima di approfondire i dettagli del progetto, cerchiamo di capire le ragioni che hanno spinto verso questa piccola rivoluzione.
E’ risaputo come uno degli aspetti più critici di alcune fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico, soprattutto) sia la loro non programmabilità: difficile stimare in anticipo e con previsione le quantità di vento o sole in ogni singolo momento. Questo ovviamente ha delle conseguenze in termini di inaffidabilità delle previsioni delle immissioni di energia, con ricadute negative sulla gestione della rete e del mercato elettrico. Tale problema si è rivelato particolarmente pressante negli ultimi anni, in seguito all’aumento esponenziale del numero di impianti a fonti rinnovabili connessi alla rete.
Presso gli impianti individuati dal GSE, verranno installati dei ricetrasmettitori satellitari per l’acquisizione di dati elettrici di fonte primaria, tra cui: energia prodotta, potenza istantanea, velocità e direzione del vento, irraggiamento solare. I dati verranno letti con una frequenza di dieci minuti e alcuni impianti saranno dotati anche di webcam.
Il sistema del GSE funzionerà grazie all’integrazione di 3 sottosistemi:
• il sistema di acquisizione dati mediante il canale satellitare
• il sistema centrale di monitoraggio e immagazzinamento dati
• il sistema di previsione delle immissioni di energia elettrica
Una volta validate, tutte queste informazioni saranno rese disponibili al sistema di previsione delle immissioni di energia elettrica, con il fine esplicito di migliorarne affidabilità e precisione.
Per il graduale sviluppo di un progetto così ambizioso, è stato necessario individuare priorità e obiettivi realistici. Ecco l’ordine di precedenza per l’applicazione del sistema satellitare, così come stilato dal GSE:
• impianti eolici localizzati in Puglia, Basilicata, Campania, Sardegna e Sicilia
• altri impianti eolici e impianti idroelettrici ad acqua fluente
• impianti fotovoltaici e impianti a biogas
• altri impianti ubicati sulle isole minori, non connessi alla rete elettrica nazionale
In ogni caso, precisa il GSE, “sarà data precedenza agli impianti che già presentano l’installazione di idonei apparati di rilevazione e registrazione delle fonti primarie di alimentazione (ad esempio gli anemometri degli impianti eolici)”.
I produttori e gestori degli impianti coinvolti riceveranno dal GSE un documento contenente tutte le informazioni e le procedure necessarie alla realizzazione del progetto. E’ inoltre prevista l’attivazione di un Help Desk telefonico e via e-mail, con lo scopo di raccogliere le segnalazioni su guasti e malfunzionamenti della rete satellitare e degli apparecchi installati, e intervenire così prontamente.
• costi fissi di investimento
• costi annui di gestione del sistema di elaborazione
• costi per il canone del servizio di trasmissione
• costi di installazione e manutenzione della apparecchiature necessarie alla rilevazione e alla registrazione della fonte primaria
Nota bene: i costi di acquisto dell’energia elettrica prelevata per alimentare i sistemi di acquisizione e trasmissione dei dati verranno sostenuti dai produttori, ma successivamente rimborsati dal GSE.
• Procedura tecnica per il miglioramento delle previsioni di immissione di energia elettrica per gli impianti a fonte rinnovabile non programmabili
Il portale del Gse
• Delibera 25 gennaio 2010, ARG/elt 4/10
Nextville (Norme e interpretazioni)
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
