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13 Marzo 2017

Sanzioni Dlgs 28/2011: lo stop decennale agli incentivi FER Ŕ incostituzionale

(Filippo Franchetto)

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi i due articoli del Dlgs 28/2011 che prevedono sanzioni interdittive a carico dei soggetti che forniscono documenti non veritieri o rendono false dichiarazioni per ottenere gli incentivi.

Con sentenza n. 51 del 10 marzo 2017, sono stati bocciati gli articoli 23, comma 3 e 43, comma 1 del Dlgs 28/2011 con cui erano state introdotte sanzioni che prevedevano la possibilità, da parte del GSE, di escludere – per un periodo di 10 anni dalla data dell'accertamento della violazione – una serie di soggetti (colui che ha presentato la richiesta, il soggetto responsabile dell’impianto, il legale rappresentante, ecc.) dalla concessione di incentivi per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili.

Va osservato che, mentre l’articolo 23, comma 3 del Dlgs 28/2011 riguarda il regime delle sanzioni relativo all’intero comparto delle fer elettriche, l’articolo 43, comma 1 del medesimo Dlgs si occupa invece nello specifico della casistica sanzionatoria relativa al Dl n. 3/2010, convertito dalla legge n. 41/2010 meglio conosciuto come "salva-Alcoa".

Questo provvedimento – lo ricordiamo – aveva esteso la possibilità di usufruire delle tariffe previste dal secondo Conto energia a tutti gli impianti che al 31 dicembre 2010 avessero completato i lavori di realizzazione e fossero poi entrati in esercizio entro il 30 giugno 2011, ponendo quale condizione la comunicazione al gestore di rete e al GSE della fine dei lavori entro la data del 31 dicembre 2010.

Secondo i giudici, al di là dei due diversi contesti, i profili di illegittimità sono i medesimi. Innanzitutto la sanzione interdittiva è in contrasto con principi della legge di delega (la n. 96 del 2010), che aveva previsto misure penali e amministrative pecuniarie, senza alcun riferimento alla sanzione interdittiva introdotta poi con il Dlgs 28/2011.

Inoltre – si legge ancora nella sentenza – "tale misura interdittiva – incidendo sull'esercizio della libertà di iniziativa economica privata imprenditoriale (in un settore di attività particolarmente legato al sostegno di incentivi), nei confronti di un'ampia platea di soggetti e per un periodo di tempo particolarmente rilevante, in termini di rigido automatismo e di non graduabilità in rapporto al pur variabile contenuto lesivo delle violazioni cui la misura stessa consegue – contraddice manifestamente i principi di proporzionalità ed adeguatezza ai quali il legislatore delegante voleva, viceversa, conformata la risposta alle infrazioni alle disposizioni dei decreti attuativi commesse dagli operatori del settore".

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