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21 Aprile 2017

Il potenziale eolico in Italia nel 2030

(Maria Antonietta Giffoni)

Uno studio elaborato da Anev evidenzia quanti impianti eolici si potrebbero realizzabile nel nostro Paese, in funzione degli obiettivi europei in materia di energia e clima al 2030.

Il documento, dal titolo "Il contributo dell’eolico italiano per il raggiungimento degli obiettivi al 2030", è stato presentato a Roma presso la sede dell'Associazione nazionale energia del vento - ANEV il 19 aprile scorso.

La situazione attuale

L’obiettivo fissato dal PAN (Piano d’Azione Nazionale) nel 2010 per l’eolico risulta pari a circa 12.680 MW di cui 12.000 MW on-shore (su terraferma) e 680 MW off-shore (in mare).
Alla fine del 2016, in Italia risultavano installati circa 9.250 MW da fonte eolica on-shore con un gap previsto sull’obiettivo PAN di circa 2.750 MW, mentre per quanto riguarda l’off-shore non sono ancora stati realizzati impianti. Ad oggi, quindi, per raggiungere la soglia dei 12.680 MW, si dovrebbero installare almeno 700 MW all’anno.
Nell’ottica della definizione di obiettivi a medio lungo termine, l’ANEV ha predisposto uno studio sul potenziale realizzabile nel nostro Paese per quanto riguarda l’eolico, su terraferma e in mare, stimando quello che potrebbe essere il contributo in termini di produzione di energia elettrica.

Il potenziale realizzabile

Lo studio, sulla base di criteri e dati scientifici ricavati dall’esperienza delle aziende associate, ha calcolato che, entro il 2030, in Italia si potrebbero realizzare 17.150 MW eolici di cui 950 off-shore e 400 minieolici, per un produzione pari a 36,46 TWh, ovvero, considerando l’intera popolazione italiana, circa 606 kWh pro capite in un anno. Il raggiungimento di tale obiettivo, consentirebbe di risparmiare quasi 50 milioni di barili di petrolio, di evitare la produzione di 9 mila tonnellate di polveri, di evitare la produzione di circa 25 milioni di tonnellate di CO2, oltre 75 mila tonnellate di NOX e 55 mila tonnellate di SO2.

Per quel che riguarda il contributo dato dall'off-shore, considerati i vincoli esistenti, la maggior parte dei siti cantierabili si potrebbero concentrare lungo le coste comprese tra l'Abruzzo e la Puglia, per un valore stimabile intorno ai 550-650 MW. Altri 300 MW potrebbero essere ripartiti tra alcune zone costiere della Sardegna e della Sicilia, nel caso in cui fosse sostanzialmente riducibile il vincolo della prossimità alle rive, poiché in Sicilia e Sardegna i fondali precipitano oltre i 30 metri in genere già a poche centinaia di metri dalla costa.

Benefici occupazionali

Se in Italia si installassero 17.150 MW di impianti eolici, si contribuirebbe a incrementare l’occupazione con 67.200 posti di lavoro, distribuiti in buona percentuale al Sud.
Ad oggi, l’ eolico crea ogni anno un flusso finanziario di circa 3,5 miliardi di euro fra investimenti diretti e indiretti e conta oltre 26.000 addetti.

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