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16 Maggio 2017

IncostituzionalitÓ stop decennale a incentivi FER: Tar Lazio applica sentenza Consulta

(Filippo Franchetto)

Iniziano a farsi vedere i primi effetti concreti della sentenza n. 51 del 10 marzo 2017, con cui la Corte costituzionale aveva bocciato gli articoli 23, comma 3 e 43, comma 1 del Dlgs 28/2011.

Il Tar Lazio, infatti, con sentenza n. 5077 del 2 maggio 2017, ha annullato un provvedimento del 28 giugno 2012 con cui il GSE aveva applicato nei confronti di una società titolare di un impianto fotovoltaico la sanzione prevista dall'articolo 43 del Dlgs n. 28/2011, consistente nell'esclusione dalla concessione di qualsiasi tipo di incentivo erogato dal GSE per un periodo di 10 anni.

La sentenza del Tar Lazio è particolarmente interessante perché da un lato conferma la correttezza dell'azione specifica del GSE nel disporre la decadenza dal diritto alle tariffe incentivanti in quanto i lavori di realizzazione dell'impianto, diversamente da quanto affermato dalla ricorrente, non risultavano conclusi alla data del 31 dicembre 2010 (presupposto fondamentale per il riconoscimento delle tariffe del Dm 19 febbraio 2017 – Secondo Conto energia).

Dall'altro lato, però, i giudici amministrativi hanno tenuto conto del fatto che "la caducazione dell'articolo 43 del Dlgs n. 28/2011, costituente norma attributiva del potere esercitato dal Gestore con il provvedimento del 28 giugno 2012, comporta l'illegittimità ed il conseguente annullamento dell'atto in esame". Atto con il quale il GSE aveva disposto l'esclusione dalla possibilità di ottenere incentivi per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, per un periodo di 10 anni dalla data dell'accertamento della violazione.

Si tratta di una misura interdittiva che – secondo quanto si può leggere nella sentenza della Consulta "– incidendo sull'esercizio della libertà di iniziativa economica privata imprenditoriale (in un settore di attività particolarmente legato al sostegno di incentivi), nei confronti di un'ampia platea di soggetti e per un periodo di tempo particolarmente rilevante, in termini di rigido automatismo e di non graduabilità in rapporto al pur variabile contenuto lesivo delle violazioni cui la misura stessa consegue – contraddice manifestamente i principi di proporzionalità ed adeguatezza ai quali il legislatore delegante voleva, viceversa, conformata la risposta alle infrazioni alle disposizioni dei decreti attuativi commesse dagli operatori del settore".

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