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2 Agosto 2017

Edilizia scolastica: un fondo immobiliare da 74 milioni di euro

(Redazione Nextville)

Promosso da Anci, Agenzia del Demanio, Miur e Invimit, il Fondo si propone di realizzare nuovi poli scolastici innovativi, riqualificando immobili dismessi o non utilizzati di proprietÓ pubblica.

Il “Fondo immobiliare per l’edilizia scolastica e il territorio” rientra nel sistema integrato dei fondi, previsto dall’articolo 33 del Dl 98/2011 per la valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare di proprietà degli enti pubblici.
Si tratta di un primo progetto pilota che prevede un investimento da parte di Invimit Sgr (società di gestione del risparmio controllata dal Mef e capitalizzata interamente da Inail) di 58,7 milioni di euro, attraverso il "Fondo I-3 Core comparto territorio", sottoscritto interamente da Inail. All'investimento messo a diposizione da Invimit, si aggiungeranno l'investimento dei Comuni aderenti all'iniziativa con l’apporto di immobili per un valore pari a 11 milioni di euro e i contributi del Minisero dell'istruzione per 5,9 milioni di euro.
I Comuni che hanno aderito all'iniziativa sono sei: oltre al comune di Castel San Pietro Terme (BO), capofila del progetto, le amministrazioni coinvolte sono quelle di Osimo (An), Isola Di Capo Rizzuto (Kr), Robbiate (Lc), Grumolo delle Abbadesse (Vi), Monte Prandone (Ap).
Il progetto prevede di realizzare sia edifici scolastici ex novo sia interventi di rigenerazione del patrimonio esistente: si parla, infatti, di sei nuovi complessi scolastici in classe energetica A, di 23.000 mq di scuole da rigenerare, 40.000 mq di superficie residenziale da realizzare o ristrutturare.

"L’utilizzo del Fondo Immobiliare quale strumento finanziario - si legge nel comunicato stampa - permette ai Comuni di evitare le classiche forme di indebitamento e la relativa realizzazione diretta dell’opera, con i conseguenti rischi in termini di incremento dei costi e dei tempi di realizzazione. Pertanto, tenendo conto dell’aspetto importante del trasferimento dei rischi al Fondo e alla valutazione finanziaria di questo effetto, risulta  estremamente conveniente rispetto alle altre forme di finanziamento/indebitamento e di realizzazione diretta".
Insomma, un'operazione che ha una valenza nazionale con un triplice effetto:
• uscita dalla logica tradizionale di opera pubblica con ricorso all’indebitamento pubblico, optando invece per un'allocazione efficiente delle risorse che generano processi moltiplicativi, sulla base di un progetto di valorizzazione e di utilizzo di beni pubblici dismessi o inutilizzati;
• velocizzazione di tutti gli adempimenti necessari per la realizzazione e il completamento dei progetti di realizzazione e reperimento delle risorse;
• sostenibilità ed efficacia delle iniziative sotto il profilo sociale, economico ed ambientale.

Dopo questa fase inziale, dedicata ai sei Comuni anzi citati, anche altri enti locali potranno beneficiare del percorso realizzato: verranno, infatti, predisposte delle linee guida operative e replicabili per favorire investimenti e rigenerazione urbana sul patrimonio immobiliare di piccole, medie e grandi amministrazioni.

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