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27 Settembre 2017

L'eolico in Europa ha ancora grandi margini di crescita

(Filippo Franchetto)

Nel 2030 l'energia eolica potrebbe raggiungere un totale installato di 323 GW, arrivando cosė a soddisfare il 30% circa del fabbisogno elettrico dell'intero continente europeo.

Le stime sul futuro dell'eolico europeo sono fornite dall'associazione WindEurope all'interno dei due report "Outlook to 2020" e "Scenarios for 2030". Secondo le proiezioni, nei prossimi anni si avrà un tasso annuale medio di installato pari a 12,6 GW, portando il totale al 2020 a 204 GW. Con questi numeri il vento potrà coprire il 16,5% della domanda elettrica europea, diventando quindi al 2020 la prima fonte rinnovabile in Europa davanti all'idroelettrico.

Ma è lo scenario al 2030 a mostrare l’enorme potenziale dell'eolico made in Europe. Includendo nella stima anche il repowering o comunque l’estensione della vita utile di almeno metà delle turbine destinate a terminare la propria operatività entro il 2030, si è arrivati a calcolare la cifra di 323 GW (253 GW onshore e 70 GW offshore), più del doppio di quella registrata a fine 2016. Un risultato – osservano gli estensori dei rapporti – possibile solo se verranno implementate le giuste politiche di sostegno, tra cui: una maggiore certezza sulla stabilità dei ricavi a lungo termine, progressi significativi sull'integrazione nel sistema elettrico delle rinnovabili intermittenti, un chiaro impegno politico sul processo di elettrificazione.

Va osservato che gran parte della crescita dell'installato sarà concentrata in soli sei paesi (Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Belgio), con l'Europa centrale e orientale che si ritrova molto indietro. Pessime anche le stime per l'Italia, con soli 1,6 GW aggiuntivi al 2020.

Per questo motivo ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) spinge affinché "i pubblici decisori, anche a fronte del triste dato emerso dai report WindEurope, siano più incisivi nell'impegno preso alla lotta ai cambiamenti climatici e a sostegno del settore eolico e delle rinnovabili, iniziando ad accelerare i tempi per la pubblicazione dei provvedimenti attuativi previsti e già in colpevole ritardo. Il Dm che definisce contingenti e procedure di aggiudicazione per le nuove aste, che il settore attende ormai dalla fine del 2016, deve essere emanato quanto prima".

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