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10 Ottobre 2017

Canne fumarie, consentito lo scarico a parete

(Maria Antonietta Giffoni)

Quando è tecnicamente impossibile o incompatibile con le norme di tutela degli edifici oggetto dell’intervento, è legittimo derogare all’obbligo di espellere al di sopra del tetto i fumi di scarico della caldaia a gas.

È quanto stabilito da Tar Lombardia con la sentenza n. 1808 del 13 settembre 2017, che ha accolto il ricorso di una società per l'annullamento di un'ordinanza del Comune di Gallarate con cui si chiedeva l’adeguamento dello scarico dei fumi di una caldaia a gas di tipo C a condensazione, installata nel bagno di un monolocale di proprietà della società medesima e facente parte di un condominio.

L'ordinananza era stata emanata a seguito della segnalazione del condòmino che abita nell’appartamento soprastante quello di proprietà della società ricorrente e chiedeva l'adeguamento dello scarico dei fumi della caldaia, in quanto non conforme al Regolamento comunale d’igiene, il quale prevede che i comignoli degli impianti termici devono essere collocati oltre il colmo del tetto.

Secondo i Giudici, l'ordinanza va annullata per violazione e falsa applicazione dell’articolo 5 del Dpr n. 412 del 26 agosto 1993, così come modificato sia dalla Legge 90/2013 che dal Dlgs 102/2014.
Esso, infatti, al comma 9-bis consente di derogare all’obbligo di sbocco della canna fumaria sopra al tetto quando è tecnicamente impossibile o incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell’intervento.
Nel caso in questione, si è optato per lo scarico a parete perché le caldaie di tipo C non possono essere collegate alla canna fumaria condominiale ramificata e l’esame della stessa canna fumaria ha evidenziato una serie di irregolarità.

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