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10 Novembre 2017

Autorizzazioni impianti FER, non vale sempre l'attività di edilizia libera

(Maria Antonietta Giffoni)

È illegittimo estendere il regime di edilizia libera a tutti gli interventi inerenti la realizzazione di impianti FER, come ha fatto la Regione Sicilia, perchè ciò li sottrae alla verifica di assoggettabilità a VIA.

È quanto stabilito dai Giudici della Corte Costituzionale con la sentenza 8 novembre 2017, n. 232 che ha esaminato l'impugnazione da parte dello Stato di alcuni articoli della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16, con cui la regione Sicilia ha recepito le modifiche al Testo unico edilizia (Dpr 380/2001).

In particolare, per quel che riguarda l'impugnazione dell'articolo 3, comma 2, lettera f), i Giudici hanno dato ragione allo Stato e hanno dichiarata illeggitima la legge regionale "nella parte in cui consente di realizzare, senza alcun titolo abilitativo, tutti gli interventi inerenti agli impianti ad energia rinnovabile di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28".
Assoggettando a attività di edilizia libera tutti gli impianti FER, li si sottrae di fatto alla verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale prescritta dalla normativa statale in materia di tutela dell'ambiente.

Il legislatore regionale ha, dunque, oltrepassato il limite alla propria competenza in materia di urbanistica e ha invaso la sfera di competenza della tutela ambientale, esclusiva del legislatore statale.

La stessa sentenza ha esaminato l'impugnazione di altri tre articoli della medesima legge regionale (il 14, 16 e 11) riguardanti questioni legate alla realizzazione di interventi edilizi in zone ricadenti nei parchi e nei siti Natura 2000, il rilascio del titolo abilitativo per interventi edilizi in sanatoria e  di quelli da realizzarsi in località sismiche.

Per maggiori informazioni vedi la sentenza nei riferimenti in basso.

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